Zandegù

Zandegù: Marianna Martino e Marco Alfieri [#intervistaEditore]

Non sto più nella pelle nel presentarvi gli ospiti di oggi, per la rubrica #IntervistaEditoreInFiore. Marianna Martino e Marco Alfieri di Zandegù (“Casa editrice zuzzurellona di Torino”), su Verba Spinosa!

Zandegù

Volete un riassunto del riassunto del mio entusiasmo? Eccolo: wow! Anzi, ve la dico a moʼ di ʻBraccio di Ferroʼ: «Corpo di mille balene!».

Basta andare sul sito di Marianna e Marco, leggere in anteprima la descrizione di cui sopra, per capire che dietro, davanti, di fianco e intorno a Zandegù ci sono intenti, professionalità e una ventata di positività che fanno bene al cuore di chi legge. Anche il “chi siamo” vi tornerà utile nel comprendere fino a che punto il sostantivo zuzzurellone calzi a pennello con lo spirito di questa casa editrice super creativa. Marianna e Marco ci provano, e ci stanno riuscendo, a fare la differenza, mettendoci impegno e passione, prendendo le cose sul serio, ma non troppo. Ebbene, io credo che sia il ʻnon troppoʼ a caratterizzare Zandegù. Ma vediamo insieme, nello specifico, che cosa offre Zandegù. Manuali professionali, guide (naturalmente) zuzzurellone, reportage narrativi su cose assurde, fumetti, video YouTube con tanto di consigli e interviste illuminanti a freelance del settore. E poi, corsi e appuntamenti friendly con tanto di Zandebirre in compagnia degli Zandezii (così li chiamano gli amici).

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L’insieme di questo progetto editoriale più che interessante si rivela un’alternativa non solo trendy e innovativa. Nel mondo di Zandegù si bada alla forma e alla sostanza. Si respira aria di condivisione, socializzazione, interazione e soprattutto di motivazione, per chi vuole scrivere, aggiornarsi e formarsi da un punto di vista professionale. Insomma: finalmente qualcosa che serve a chi vorrebbe trasformare il proprio potenziale artistico e lavorativo.

Vi pare poco?

Se è così, sappiate che c’è dell’altro e lo scoprirete in questa intervista, che definirei una tavolozza a colori per le più svariate curiosità che sono riuscita a scucire agli Zandezii.

Stop alle introduzioni, dunque. Diamo il via alle Zande-risposte più fuori dalle righe dell’editoria ai tempi del web.

Intervista a Marianna Martino e Marco Alfieri di Zandegù a cura di Marina Atzori

Buongiorno Marianna e Marco e benvenuti nel caos calmo di Verba Spinosa.

  • Spesso gli emergenti sono scoraggiati da affermazioni del tipo: “Si legge poco, si vende meno di quel poco, si scrive troppo”. La vostra mission comprende un concetto decisamente più ottimista: “Tiriamo fuori i sogni dal cassetto”. Quali sono i segreti per riuscire in questa mission impossible?

Speriamo che sia una mission possible! Noi ci proviamo, offrendo corsi che diano strumenti pratici e spunti creativi a chi ha un progetto e lo vuole curare nel migliore dei modi. Che il sogno nel cassetto sia fare il salto di qualità per esigenze lavorative, o dilettarsi nella scrittura di un romanzo, poco importa, così come non è rilevante la preparazione dei nostri corsisti: spesso molti partono da zero, con passione e curiosità; altri invece hanno già delle ottime basi e per loro abbiamo dei corsi più avanzati. Ma anche gli ebook e tutta la nostra comunicazione online, dai vlog alle dirette Instagram, hanno lo stesso scopo: quello di dare idee, consigli, informazioni utili e pratiche. Insomma, la nostra idea è quella di ampliare il bagaglio di creatività e competenze di chiunque abbia la voglia o la necessità di far decollare il proprio progetto.

Zandegù

  • Come è nata l’idea di Zandegù e quali sono gli obiettivi che si propone?

Zandegù è nata nel lontano 2005 in modo del tutto incosciente. Abbiamo iniziato a pubblicare romanzi e racconti di giovani autori italiani. Tutto cartaceo. Poi però l’inesperienza ha avuto la meglio. Abbiamo chiuso e poi riaperto in una veste tutta nuova, nel 2012. Oggi abbiamo una Zandecasa a Torino (con ufficio e aule) e ci siamo digitalizzati, abbandonando la carta stampata per passare agli ebook (manuali per freelance e piccoli business), anche se il cuore della nostra attività sono i corsi, di scrittura creativa, social media marketing e illustrazione. Oggi siamo talmente digitali che non riusciamo a fare a meno delle stories di Instagram, delle dirette ogni venerdì su Facebook e abbiamo una sfilza di corsi online di narrativa che possono essere acquistati direttamente dal nostro sito e consumati comodamente sul divano di casa! Il nostro obiettivo è quello di dare casa a chi ha un progetto creativo (il famoso sogno nel cassetto): da noi trova formazione, in aula e a casa, un ambiente stimolante e divertente, contenuti online utili per trovare nuove idee, aprire i propri orizzonti, restare aggiornato ed eventi dove partecipa gente interessante, che è bello conoscere.

  •   Quanto è difficile farsi conoscere e diventare un punto di riferimento sui Social senza perdersi per strada?

Difficilissimo. Aprire cento canali diversi con l’illusione di diventare influencer è un’idea sbagliata in partenza. I social richiedono costanza, impegno, idee, programmazione, strategia, metodo, lavoro. Sono facilissimi da aprire, sono divertenti, ma quando si vogliono usare per lavoro in modo professionale… allora è tutto un altro campionato. Ed è lì che spesso ci si perde: postando contenuti non ragionati, abbandonando piattaforme aperte chissà perché e così via. Noi abbiamo 4 canali: Facebook, Instagram, YouTube e Twitter. Li curiamo con una strategia in mente, che ritocchiamo periodicamente, e programmando in modo preciso ogni contenuto che pubblichiamo quotidianamente. Produciamo un sacco di contenuti: dirette, vlog, blog, newsletter, foto, stories e tutto questo ci ha consentito di avere un pubblico coinvolto e fedele. Solo così, con contenuti pensati per il tuo pubblico, interessanti e curati, solo così, dicevo, potrai coltivare un pubblico fidato (che non vuol dire necessariamente un pubblico enorme) e, con tantissima pazienza e tempo, diventare un punto di riferimento. Perché sarai credibile e te lo sarai conquistato sul campo.

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  • Ma davvero c’è speranza per i freelance?   

Noi ci crediamo tantissimo. Certo, bisogna rimboccarsi le maniche tutti i giorni, è una sfida continua. Il freelance non può e non deve accontentarsi, ma lavorare sempre guardando un po’ più in là, oltre la siepe del vicino, immaginandosi, per come la vediamo noi, ogni giorno un po’ imprenditore. Noi ci siamo messi in discussione tante volte negli ultimi anni e continuiamo a farlo ogni santo giorno. Recentemente, abbiamo ideato un format di video-interviste a creativi, designer, illustratori, blogger, scrittori, insomma freelance di ogni forma e colore. Ci piace l’idea di raccontare il vero dietro le quinte (fatto di sbagli, fatica e successi) di chi lavora in proprio. Si chiama “Mamma, guarda che lavoro!” e ci fa sentire meno soli in questa avventura.         

  • Metodo e organizzazione contano di più delle idee?         

La questione metodo e organizzazione l’ho affrontata recentemente in un post del blog: mi piace avere tutto sotto controllo, pianificare ogni mossa riportandola su tre diversi calendari, programmare post sui social per non impazzire ogni giorno, fare to do list di cose quotidiane da non dimenticare. Per lavorare bene, tutto questo per me è necessario. Una buona idea è ovviamente fondamentale, alla base. Ma ormai, si sa, è già stato fatto tutto, quindi è improbabile che inventeremo il nuovo social del futuro. Dunque, io parto dal presupposto che uno possa avere una buona idea, magari appunto non geniale, ma buona. Da sola non va da nessuna parte. Per crescere serve il duro lavoro e la costanza. E queste cose le ottieni solo con tanta tanta organizzazione.

  • Consigliate tre titoli del vostro catalogo ai lettori di Verba Spinosa per #coltiviamolalettura?

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Uno degli ultimi ebook che abbiamo pubblicato si chiama “Di cosa scriviamo quando scriviamo per lavoro”. Annamaria Anelli, che è anche una delle nostre docenti preferite, ha scritto questo manuale utilissimo per riuscire a raccontare il proprio lavoro con uno stile personale, evitando le frasi fatte e la fuffa. Oltre a tantissimi consigli per freelance e piccole aziende, l’ebook è costellato da citazioni e riferimenti al mondo delle serie Tv, che sono anche una nostra grande passione.      
In questi giorni invece è uscito “I soldi non crescono sugli alberi. Manuale di educazione finanziaria per toglierti la paura di investire”. L’ha scritto Chiara Sinchetto, che di mestiere fa la promotrice di consapevolezza finanziaria ed è un’ottima lettura per chi vuole capirne un po’ di più di quel mondo così apparentemente lontano, ma in realtà alla portata di tutti. Certo, la terminologia tecnica non è semplice, ma Chiara è stata molto brava nel tradurre il gergo finanziario nella nostra lingua ed è molto interessante il suo approfondimento dedicato alla finanza comportamentale: spesso sono proprio le emozioni a tradirci, anche quando si parla di trading, obbligazioni, PIC e PAC.          
E poi, facendo un salto indietro nel tempo, c’è il nostro “Scrivere ganzo”, scritto da me e Marco nel 2015 e scaricabile gratuitamente dal sito, che vuole essere la nostra piccola Bibbia da editori per evitare strafalcioni di qualsiasi tipo.

Grazie e a presto! Continuerò a seguire i vostri preziosissimi consigli!

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA | 16 maggio 2018 (10:58

 

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Narrazione  

Sono Marina, autrice, poetessa e copywriter freelance. Scrivo per fuggire dal caos del mondo. Cosa voglio fare da grande? L'eremita. Ci sto lavorando. Presto non avrete più mie notizie perché sarò sul cucuzzolo di qualche montagna a scorrazzare con un San Bernardo e a raccogliere fiori di genziana. Parola di - non più tanto giovane - marmotta.

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