Vita, in silenzio, io ti ascolto | Poesia ispirata al quadro “Urlo e Silenzio” di Manuela Simoncelli

Vita, in silenzio, io ti ascolto | di Marina Atzori

#ArtistInLibertà #ScrivereIspirandosi

Credo che la poesia sia un’arte silenziosa, unica e rara, che essa riposi nell’essenza della natura umana, rimanendo in attesa di un quadro o di un foglio che giunga a trarla in salvo. Sta ai poeti e agli artisti, tutti, rivelarne il segreto, ognuno attraverso il colore della propria voce.

Grazie all’Opera d’arte “Urlo e Silenzio” di Manuela Simoncelli, oggi vi svelo che cosa rappresenta, per me, la vita, e quante volte – in silenzio – ho dovuto ascoltarla e crederle, anche quando sembrava impossibile; persino quando le parole, mio scudo di sempre, sembravano non servire, persino quando il mondo intero sembrava debole e immune alle preghiere tanto quanto lo ero io.  

Vita

Poesia ispirata al quadro “Urlo e Silenzio” di Manuela Simoncelli, artista poetica e sensibile

Vita

“Urlo e Silenzio” di Manuela Simoncelli

Vivo in attesa

del mio primo volo,

del mio primo prato,

della prima goccia di rugiada,

del mio ultimo cielo plumbeo.

 

Ascolto il silenzio,

quel silenzio che ha smesso di farmi paura,

quel silenzio che ha iniziato

a sussurrare con un filo di voce che posso farcela.

 

L’incantesimo è alla fine,

sono lontana da pesci e conchiglie.

Nel sole ostento la libertà di un drappo cinto dal vento.

Oggi mi sento più piccola che mai.

Castelli e torri alle spalle.

Venero ali di seta e organza che non possiedo.

Ci provo ad avvicinare la mia anima alla tua,

così paziente, meticolosa e pura.

Non riesco far miei i campi e il cuore,

ancora non è tempo di raccogliere fiori nuovi.

Celeste, indaco, porpora e albicocca: sono colori tuoi,

non miei.

Le mie nuvole non sono trasparenti e rosa come le tue.

Quei disegni pastello, nell’aria,

sono quell’essere semplice che inseguo da sempre.

E invece,

quel Mai si mette di fianco ai pensieri come un’ombra.

Volo basso ‒ io ‒

che non sono farfalla e nemmeno rondine,

ma un po’ somiglio alle prime nell’incostanza.

Se sapessi dove andare,

come e dove stare!

Se avessi un nido…

 

Avverto pensieri leggeri, soffici, precisi,

ben differenti dai miei perimetri inesatti

dai miei angoli pieni di sabbia.

Scorgo piccoli stagni di acquerelli e ranuncoli.

No, non possono essere solo vanità i tuoi giri a festa, vita!

 

Se così fosse, desidererei vantarmi d’ogni cosa,

persino

d’esser tanto fragile

come un foglio di carta accanto al fuoco,

persino di non voler uscire dai miei labirinti di siepi alte e fitte come la bruma.

Perdonami se non ti vedo,

ma io ti sento.

Puoi credermi

vita,

in silenzio, io ti ascolto.

© Tutti i diritti riservati | 13 maggio 2020 (10.22

Clicca sull’immagine per leggere l’intervista a Manuela Simoncelli

Vita

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