Una luce

Una luce sul futuro di Ornella Nalon

Una luce sul futuro

Una luce sul futuro

 

Autore: Ornella Nalon

Lunghezza stampa: 268

Editore: Gli scrittori della porta accanto (30 aprile 2017)

Genere: Narrativa Contemporanea

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Recensione di Marina Atzori a Una luce sul futuro di Ornella Nalon

Richard Harvey è un cantante rock che ha sacrificato le piccole grandi cose del quotidiano per seguire il forte richiamo della musica e del successo. L’uomo, in gioventù, riesce a ottenere tutti i privilegi derivati dalla notorietà, ma è proprio quando le luci della ribalta iniziano ad abbassarsi che arriva il momento di fare i conti con se stesso e le proprie rinunce. Stanco delle bugie che lo hanno accompagnato fino a quel momento della sua esistenza, Richard trascorre del tempo scrivendo la sua storia autobiografica in un vecchio castello dell’Inghilterra del nord-est. La contea del North Yorkshire è l’ambiente ideale per iniziare un viaggio che vedrà come protagonisti, passato, presente e futuro. Ornella Nalon, nel suo romanzo, sembra voler fondere insieme gli aspetti più importanti dell’animo umano: i sentimenti legati al tempo. Le occasioni perse non si contano. Le emozioni soffocate a causa della frenesia del “tutto subito”, del denaro, si presentano come una scala di valori mancati. Il dolore, la gioia, i rimpianti, hanno una valenza diversa, eppure si insinuano e si intrecciano in un unico forte tentativo di riunione. Mettere insieme il coraggio e la paura di ricominciare a osservarle con la giusta attenzione non sarà semplice per Richard.

Se dovessi riassumere in una parola questa piacevole lettura, sceglierei un verbo: “soffermare”. Infatti, Richard, non solo è costretto a fermarsi, a voltarsi indietro e a guardare avanti, per capire cosa lo attende, per capire che forse è tardi, ma, deve anche soffermarsi e cercare di rovesciare i pronostici, le carte in tavola di quello che ha ritenuto, fino alla vecchiaia, essere un gioco: la vita. Non è un caso, probabilmente, che sulla sua strada incontri Lydia, figlia dei custodi dello stesso Castello in cui il cantante affronterà un cambiamento radicale, e grazie anche a questa eterea “presenza femminile” assisterete a un’evoluzione tutta da scoprire, pagina dopo pagina. Un piccolo particolare rende la trama ancora più interessante: la donna è vissuta tra quelle stesse mura duecento anni prima. È qui che scatta la magia del tempo e anche dello spazio. È attraverso questo “incontro scontro” tra due anime perse e due epoche tanto distanti che il futuro assume un senso, una luce che potrebbe prevalere sul buio di ciò che è stato.

una luceCosa sta cercando Richard nella solitudine? Qualcosa che in mezzo alla gente e dentro i bicchieri di super alcolici non poteva vedere neanche lontanamente, qualcosa che non aveva mai potuto o voluto vivere e assaporare, senza la distorsione della realtà: l’amore. Ma non solo, anche la consapevolezza di un’essenza, che esiste e va al di là del terreno, il silenzio. Un silenzio di cui Richard sente un forte bisogno per poter ascoltare ciò che non era mai stato in grado di pronunciare: la verità vera. I suoi stessi segreti lo spaventano fuori dal palco, senza chitarra, lontano dai vizi e da quella musica assordante che stordiva l’inconscio, seppellendo i desideri più liberi e più puri. Tuttavia, raccontarli e rivelarli, i segreti, senza essere giudicato, attraverso la scrittura, fa meno rumore, fa meno male, aiuta a uscire dal torpore.

L’autrice ha la capacità di trasportare il lettore in un viaggio intimo, colmo di ombre scure, che a un tratto si tramutano in luce soffusa. Il futuro è cambiamento e lascia sperare in una salvezza, in una sorta di pulizia della coscienza di Richard, che ha sempre subito la velocità, la fugacità, la superficialità, trascurando persino suo figlio. La notte, per lui, diventa finalmente meno forte del giorno, tutto si concentra laddove non si è mai concentrato il futuro. Questo romanzo mi è piaciuto per la profondità che lo caratterizza, per il modo ordinato in cui si sviluppa la trama. Ornella Nalon ha una scrittura scorrevole e piacevole e una notevole dote descrittiva. Ho letto e immaginato i luoghi, i volti dei protagonisti. E ho sentito soprattutto mie anche alcune delle sensazioni di Lydia, una figura fragile, gentile, ma risolutiva e ben delineata all’interno della storia.

Un bel libro, lo consiglio! 4 Margherite per Ornella Nalon!

una luce

Leggi QUI la mia recensione a L’Enigma del Battista di Lorena Marcelli

 

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