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Specchio specchio delle mie brame [PoesiaInFiore]

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Specchio specchio delle mie brame

 

Fiori di polvere a corte.

 

Di grigio vestiti, steli e petali disegnano lo specchio delle mie brame.

Non vorrei essere bella, io.

I miei desideri sono altri.

 

Vorrei

solo

essere diversa.

 

Confesso: non mi importa di deludere il mondo.

 

Solo,

non voglio ancora una volta sognare

di sogni che non s’avverano.

 

Specchio specchio delle mie brame,

 

non voglio essere libro o storia che si dimenticano in fretta,

io chiedo una pagina bianca da scrivere altrove.

Una sola, nulla di più.

 

Specchio specchio delle mie brame,

 

fai piovere gocce di miele sulle foglie che sempre guardano a terra

e mai al cielo.

 

Il passato

non è mai remoto nelle mie segrete.

 

Specchio specchio delle mie brame,

 

ciò che è stato

è ancora qui

a godere della mia linfa

a sentire

come bruciano e pungono i pensieri velenosi

e come ci si pente di non aver visto quando era ora di vedere.

 

Specchio specchio delle mie brame,

 

ciò che è stato, è ancora qui.

È seme, frutto ammalato,
è spora, spina, ago.

 

Ma io

– io sono fiore –

fiore di polvere che s’addormenta non avendo sonno

– fiore di polvere –

mentre ogni cosa si muove e si risveglia.

 

Non sono principessa, io, come tu vuoi farmi credere.

Puoi venire a riprenderti le scarpette di vetro, nuove, lucenti e piene di forse.

Vivo accanto a una finestra, io,

in un vaso colmo

fino all’orlo

d’oblio.

 

Quante lune bianche come la neve, ho visto.

Peccato che abbiano appagato sguardi più meritevoli dei miei.

 

Specchio specchio delle mie brame,

 

non ho diritto di domandarti nulla, io.

 

Nel mio giardino non crescono rose.

Piume di rondine senza nido sono le mie.

Camomilla cui è stato negato il potere magico della quiete, sono io.

 

Il passato non ha salvato le apparenze mai.

Anzi, ha scolorito i girasoli.

La pioggia fatica ad asciugare sulle viole

e come un’avida spugna ha assorbito lacrime e voce.

 

Il passato

s’è preso tutto,

ha messo a tacere i rintocchi

e i ronzii sui capolini.

 

Troppe ombre ha lasciato.

 

Soltanto Cupido conosce quanto possano nuocere

una freccia

e una mira sbagliate,

uno schiaffo che riconduce

a secoli e secoli di silenzi,

a fragole maturate al buio di una stanza

e poi, consumate al sole di campi incolti.

 

No, non avrei mai smesso di assaggiare

e accarezzare i riflessi dell’inutilità,

no, non avrei mai voluto mettere la parola fine

alle spighe di grano e al blu dei fiordalisi.

 

Specchio specchio delle mie brame,

 

vedi?

 

La reggia è vuota ormai,
come una grotta custodisce essenze mai nate.

 

Specchio specchio delle mie brame,

 

i pensieri

verde

smeraldo

non brillano più.

 

Orchidee, come ventagli, si fingono scudieri di temerari soffi.
Fa freddo e c’è vento sulle torri di pietra.

Si muore senz’amore, lo sai?

Non basterà coprirsi di baci proibiti.

 

Si vede il solito orizzonte di cenere.  

Non s’allontana mai da me

quella tela grigia

finta e muta.

 

Infami e perpetui ricordi, i mei.

Sembra siano stati incollati da mani forti

per un cuore debole.

 

Specchio specchio delle mie brame,

 

da mille anni,

fuggo dalle paludi.

 

Per inseguire perle e coralli

ho perduto tutto, anche me stessa.

 

Da mille anni

sogno

di aver compreso ciò che avrei dovuto comprendere.

 

Da mille anni,

nonostante tutto,

sogno

una notte

che neanche nelle favole

l’hanno mai raccontata.

 

Specchio specchio delle mie brame,

 

ti confido un segreto:

non ho mai voluto un reame.

Sono Marina, editor, autrice, poetessa. Scrivo per fuggire dal caos del mondo in cui viviamo. Cosa voglio fare da grande? L'eremita. Ci sto lavorando. Presto non avrete più mie notizie perché sarò sul cucuzzolo di qualche montagna a scorrazzare con un San Bernardo e a raccogliere fiori di genziana. Parola di - non più tanto giovane - marmotta.

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