Sono la comparsa e non la protagonista… #IntervistAutore a Matesch

Oggi ho il piacere di intervistare Matesch. L’autrice romana è già stata ospite di Verba Spinosa con  “Il Montgomery Rosso” (leggi QUI), nella rubrica recensioneInFiore.

Scopriamo insieme qualcosa in più di lei in questa bella intervista. Poi, come di consueto ci sarà anche la domanda per me, con #ArtistiAlloSpecchio. Vi anticipo che non è stato per niente facile rispondere… ma non voglio rovinarvi il piacere della lettura. Enjoy it!

Sono la comparsa

Carissima Matesch, è un piacere averti qui su Verba Spinosa.

  • È appena uscito il tuo nuovo lavoro, “Nero Buio”. Raccontaci: com’è nata l’idea?

Camminavo in un corridoio buio nel mio luogo di lavoro, per gli amanti del genere un corridoio tipo quello dell’Overlook Hotel di “Shining”, e pensavo a cosa fanno le persone quando le assale la rabbia, cosa pensano le persone quando vengono additate per quello che sembrano, cosa farei io se mi si spegnesse il cervello come era spento quel corridoio. Parlo di uomini e donne normali, senza problemi psichici o abusi regressi, parlo del nostro vicino, di un nostro amico, di bulli e di rivincite, di quelle persone che quando commettono un fatto grave chi le conosce commenta con “non ce lo saremmo mai aspettato – era tanto buono e gentile – non ha mai fatto del male a nessuno”. E ho pensato di scrivere di loro, di chi a monte di una vita integerrima si trova a cadere nel “Nero Buio” e spegne tutto.

  • Ho notato che hai scelto di introdurre i tuoi racconti abbinando a ognuno di essi una differente citazione musicale. Quale, tra tutte, ti rappresenta di più e per quale ragione?

La canzone che più mi rappresenta è dei Negramaro, “Io non lascio traccia” – 2010, Casa69 – inclusa nel racconto “Neve”. Perché? Perché passo spesso inosservata, distante, sono quella educata e che chiede sempre per favore, quella che non è mai inopportuna e sta dietro invece che in prima linea, sono la comparsa e non la protagonista. Insomma, “Io non lascio traccia come pioggia sulla neve… Sono invisibile”.

Sono la comparsa

  • “Nero Buio” e “Il Montgomery Rosso”, mettiamo i tuoi due libri a confronto. Il lettore, quali emozioni incontrerà nel primo e quali nel secondo?

Credo che i due libri siano dedicati a due generi diversi di lettori e ai lettori compulsivi. “Nero Buio è un noir”, parla di psicosi, di paure, di torture, di rivincite e dei buchi neri della nostra mente ancora sconosciuta e difficile da interpretare. I miei personaggi passano dal bianco al nero e tornano indietro, in un alternarsi di punti interrogativi e di posizioni diverse: il bianco non è mai così bianco e il nero non è sempre così nero; “Il Montgomery Rosso” è la storia della mia famiglia nel secondo dopo guerra. Paradossalmente, visto il periodo che viviamo è molto attuale, con le difficoltà a trovare lavoro, i giovani costretti ad emigrare, le ristrettezze economiche e tanti sogni in tasca. Posso dire che il viaggio dei miei genitori, fino ad incontrarsi, non è stato facile, soprattutto per mia mamma, ma entrambi hanno saputo costruire il loro futuro con amore di quegli amori che esistevano solo in quel periodo storico e che – vero amore o solo costrizione legale dal sacro vincolo del matrimonio – erano poi per sempre. Insomma, ad essere sinceri, “Il Montgomery Rosso” fa sognare, “Nero Buio” fa venire gli incubi.

  • Quella di inserire in entrambi i titoli due colori, il nero e il rosso, immagino non sia una scelta casuale…

Nel mio primo romanzo è stato un obbligo scegliere il “rosso” perché il Montgomery, protagonista della storia, era davvero di colore rosso fuoco; per “Nero Buio” …dovevo trovare qualcosa che facesse capire cosa succedesse nella psiche delle persone normali quando capitano determinati avvenimenti o una serie di avvenimenti per cui si ha un black out. Ma non volevo usare sostantivi anglofoni e cercavo qualcosa che si avvicinasse allo stesso significato; il buio è quella parte che si spegne e, qual è il colore che si accomuna al buio? Il nero, appunto.

  • Nella tua biografia ho letto che sei anche fotografa sportiva. Che ruolo ha avuto lo sport nella tua vita?

Lo sport è la parte più bella della mia vita, insieme alla scrittura. Seguo i motori da quando avevo nove anni e andavo con mio papà sui circuiti italiani. Auto e moto hanno sempre fatto parte di me, i motori sono nel sangue e nel cuore e con la fotografia ho messo un punto fermo alle cose che amo di più al mondo. Per diversi anni ho seguito come fotografo ufficiale anche la pallavolo nazionale e internazionale, nella quale ho trovato amicizie che durano da tanti anni e diverse soddisfazioni. Ma come in tutte le attività artistiche, abbiamo tanti up e tanti down. Ad oggi, ho il mio sito di sport e seguo dal vivo competizioni e saloni, a livello nazionale e mondiale.

  • Sei tra gli autori dell’antologia “33 Amici animali in cerca d’autore”, iniziativa che ha permesso di “adottare digitalmente” (dal sito del WWF) alcuni animali a rischio estinzione, attraverso i proventi ricavati dalle vendite. Perché hai scelto di dedicare, “Solo”, il tuo testo, proprio allo squalo?

Gli animali sono il mio sogno segreto. Ho sempre avuto una passione per i cani e loro ce l’hanno con me… voci di corridoio dicono che i cani si innamorano di me… Ho partecipato all’antologia, innanzitutto perché tutto ciò che è a favore della natura trova riscontro positivo in me. Non sono una poetessa e ho scritto giusto un pensiero. Credo che l’acqua sia vita e l’inizio di tutto, quindi per tornare a vivere in una natura pulita e sana bisognerebbe tutelare le fonti d’acqua e gli animali che ci vivono. Lo squalo mi ha preso il cuore a prima vista, è solitario come me, vaga e non dà fastidio a nessuno – a parte quando ha fame come me – ma se gli fai un torto diventa cattivo. Mi assomiglia tanto e mentre lui sbrana e dilania, io ti do filo da torcere, mi vendico e poi ti cancello.

  • Dillo con tre aggettivi. La scrittura è…

Liberatoria, ammaliante, discordante.

  • Provo a metterti in difficoltà. Quale tra questi titoli non leggeresti e perché? (#domandaSPINOSA)

Sono la comparsa

Nooooo!!! Ah ah… Posso dire che ho iniziato a leggere due di questi libri… Non leggerei mai, anzi non proseguirei mai la lettura di “50 sfumature…”, terminato a pagina 15 perché…spero che sia solo tradotto male! No comment.

  • Progetti artistici per il futuro?

Sto partecipando a diversi concorsi fotografici e letterari, la mia ambivalenza mi porta a odiare una volta i miei scritti e una volta le mie foto, però poi mi riprendo e magari in un’ora faccio qualcosa da inviare per partecipare. Sono in attesa che si possa ricominciare a frequentare gli ambienti sportivi, a quel punto tornerò alla fotografia sul campo. Per quando riguarda la scrittura invece, ho in mente un terzo libro, ma per ora pausa. Caffè?

Off corse! Macchiato caldo… grazie della bella chiacchierata!

Sono la comparsa

 

Aspetta aspettta…  adesso ci provo io a metterti in difficoltà con #ArtistiAlloSpecchio.

Vediamo, dai!

  • “Un autore che sta avendo successo e che conosci personalmente ti dà un libro da leggere e recensire. Risulta pieno di errori ortografici e refusi, la storia non fila ed è pesante. Gli dici la verità o resti imparziale?”

Ehm, dunque… in effetti… non è prevista la domanda di riserva? Ok. Ci provo.

Sarò sincera. Gli direi… non proprio tutta la verità nient’altro che la verità, anche se gli farei notare che la fortuna in certi casi aiuta (parecchio) gli audaci. a parte gli scherzi, cercherei di essere diplomatica e mi complimenterei lo stesso con lui per il successo ottenuto. Penso che gli darei anche il beneficio del dubbio. Un motivo ci deve pur essere se i lettori hanno deciso di riconoscergli un tale successo. Però… a un certo punto scatterebbe la domanda da un milione di dollari: “A me puoi dirlo… contanti o assegno circolare?!”.

Grazie per aver accettato il mio invito a partecipare alla rubrica IntervistAutore. Alla prossima, Matesch!

BIOGRAFIA di Matesch

Matesch è una artista romana, classe 1974. Nata a Roma e cresciuta nella provincia romana, vive con un diploma di Perito per il Turismo in tasca e una mezza laurea in lingue mai terminata. Fotografa sportiva dalla prima infanzia, si divide tra motori e foto-arte, cura un sito web sportivo di cui è fotografa, addetta stampa e articolista. Scrittrice per amore della scrittura e della lettura, dedica buona parte del suo tempo alle recensioni di libri di autori e generi diversi, prediligendo i thriller psicologici, polizieschi e i noir, con un occhio alla buona poesia e ai romanzi di autori emergenti.

In passato ha collaborato con diversi blog di lettura, associazioni culturali, saloni del libro e premi letterari quale giurato e organizzatore attivo; ha assunto alcune collaborazioni editoriali e di volontariato; ha partecipato a diversi concorsi fotografici, arrivando spesso finalista e vincendo il Premio Europeo Clemente Rebora 2017; ha partecipato a diversi concorsi letterari, arrivando spesso finalista, nonché seconda al Concorso Bonsaistories Italia-Grecia, con il racconto “Vuoi Ballare?” incluso nel suo ultimo romanzo.

Dopo il suo primo romanzo di esordio con la storia della sua famiglia raccontata ne Il Montgomery Rosso’, si cimenta in un secondo romanzo dal titolo ‘Nero Buio’, dove racconta le psicosi delle persone normali, che vivono apparentemente in una calma tranquillità e a volte, svelano senza remore il loro lato oscuro. Da non dimenticare la partecipazione nel libro “33 Amici Animali in cerca d’autore” di Autori Vari a cura di Marina Atzori, nel quale 33 autori si cimentano in pensieri, poesie e racconti incentrati su animali in via di estinzione. L’intero ricavato del volume andrà al WWF (World Wildlife Found) a favore di progetti per la salvaguardia di animali in pericolo.

Le sue pubblicazioni:

2018 : Il Montgomery Rosso

2019 : “33 Amici Animali in cerca d’autore” – AA.VV.

2020 : Nero Buio

Pagina Facebook : mateschscrittrice

Link alle recensioni de Il Montgomery Rosso:

Verba Spinosa

Sara Colangeli

 

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