Scrivere è una questione spinosa


Scrivere è…

 

“Mentre scrivo i miei passi sono lenti ma hanno bene in mente dove andare, anche se la strada è lunga, ne sono consapevole.

In alcuni momenti è sceso a trovarmi il silenzio, come un velo ha coperto tutto, luce e buio. Sono stata con me stessa e ho capito, in quel silenzio, cosa volevo e perché lo volevo, così ho iniziato a scrivere.

Non chiedetemi cosa sia successo di preciso, non c’è stata una logica. La passione per la scrittura è sbocciata come un fiore, sotto forma di esigenza, di assoluta necessità. Neppure io conosco bene gli ingredienti di questa sorta di pozione magica

eppure

 ogni volta che scrivo

mi sembra di berne un sorso.”

scrivere

“Scrivo di me e di quello che ho dentro, vedo su carta i miei pensieri: è un po’ come lanciare un aquilone, seguo il vento e da sotto ammiro i colori confusi nel cielo. L’immaginazione rompe gli indugi, lettera dopo lettera la mia essenza si incolla come su un esteso prato verde dove lo spazio risulta infinito”. (tratto da: Il mare non serve ho scelto una margherita edito da EEE)
Scrivere per me è come camminare a piedi nudi su un prato stando bene attenta a non tralasciare neppure un filo d’erba. Avverto un piacevole senso di libertà quando le mie emozioni si spalancano al mondo, quel piccolo mondo dal quale desidero essere letta.

I sentimenti come acquerelli si rincorrono e il dolore si confonde in mezzo ai ricordi, a fotografie di un passato lontano ancora troppo presente. E allora succede che mi scordo di tutto questo, provo a mettere da una parte le ombre e non sempre ci riesco.
Gli scrittori e i poeti ambiscono a un paio d’ali, non vi nego che farebbero comodo anche a me.
Per il momento mi accontento di comunicare una verità diversa da tutte le altre, la mia; e se qualcuno volesse farla anche un pò sua io ne sarei davvero felice…