Scrivere

Scrivere è come baciare… [#ScrivereIspirandosi]

“Scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente.”

Tratto dal libro: “Le ho mai raccontato del vento del nord”, Daniel Glattauer (traduzione di Leonella Basiglini, Feltrinelli, 2010)

Scrivere

Cari lettori,

benvenuti nella nuova rubrica di VerbaSpinosa #ScrivereIspirandosi, dedicata alla scrittura e all’ispirazione. Ogni giovedì, sarà protagonista una Poesia e sarà ispirata a una frase celebre di scrittori del presente e del passato, oppure, più semplicemente a un sentimento, a un elemento che appartiene alla natura. Dipende, da come sarò ispirata e da come saranno ispirati i poeti che inviterò a partecipare. Naturalmente, non mancherò di consigliarvi una lettura, come sempre. Perché il mio progetto #ColtiviamolaLettura continua!

Oggi aprirò io le cosiddette “danze”. Ho pensato di ispirarmi a Daniel Glattauer, giornalista e scrittore austriaco, nonché autore di diversi libri interessanti.

“Scrivere è come baciare…” Questa similitudine per uno scrittore è un invito a provarci a baciare con la mente. E io ho voluto accettarlo. Sapete perché? Perché queste parole custodiscono ciò che uno scrittore dovrebbe cercare di fare: avvicinarsi silenziosamente al lettore, pagina dopo pagina, riga dopo riga, e coinvolgerlo, proprio come si fa con un bacio.

Provate a pensarci. Se scattasse un bacio (di quelli giusti) con una persona che non vi piace ma bacia da dio? Tutto si rimetterebbe in discussione.

Già, perché con un bacio ci si può addirittura innamorare di qualcuno che subito può non piacere. Perché un bacio può cambiare le cose. E quando si è innamorati non si vuole far altro che appoggiare le proprie labbra su quelle della persona che si ama.

Dopo un bacio può accadere che ne arrivi un altro, oppure che due strade si dividano per sempre. Con il bacio si può dire tutto, in un attimo. Con la scrittura è più o meno lo stesso. Contano le intenzioni e ciò che si prova in quel momento, mentre si scrive. Statene certi, il lettore se ne accorgerà. Le menti si incontrano nei libri e nelle poesie, esattamente come le labbra di due innamorati, ed è magia. È per questo che per scrivere Rimango, la poesia che leggerete, mi sono ispirata alle parole di Daniel Glattauer.

Spero scatti un po’ di magia tra me e voi…

Rimango

di Marina Atzori

 

Tu, con le tue scarpe sempre slacciate

e quel sapore di caffè, un po’ dolce e un po’ amaro,

che adoro più di ogni cosa.

 

Io, che rimango perché ad andarmene farei un peccato mortale.

 

Rimango,

perché allontanarmi da te mi fa sentire debole.

 

Rimango,

perché stare sola senza di te mi costa.

 

Rimango,

perché sono stanca di sfiorarti e basta.

 

Rimango,

perché voglio che m’insegni come si fa a sentirsi meno fragili

e più vicini.

 

Rimango,

per quelle volte che avrei voluto avvicinarmi io

ma non ce l’ho fatta,

per quelle stelle che fanno in fretta a spegnersi

e a innamorarsi di una notte diversa dalla nostra.

 

Rimango,

perché voglio perdermi nei tuoi pensieri,

passare attraverso le tue porte socchiuse.

 

Rimango,

perché voglio vincere la guerra con me stessa

nella tua pace dei sensi, nei tuoi sguardi che non guardano

ma centrano il bersaglio

– come una freccia –

nei tuoi occhi che entrano dentro casa mia

senza chiedere il permesso,

nelle tue mani che frugano i miei segreti

e toccano fino in fondo tutto quello che ho.

 

Rimango per la tua voce che rimprovera i miei silenzi

che dici di non capire.

 

Rimango per le favole che voglio raccontarti.

Perché non voglio più scappare da quello che mi fa stare bene.

 

Rimango,

perché ti sei preso tutto di me: la pioggia, la neve e il vento.

 

Rimango,

perché sei la chiave della mia gabbia dorata.

Liberami e non sarò più libera.

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