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SalTO18: gli editori del “Padiglione 4”

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«Scrivere è una questione spinosa»

Il SalTO18 è iniziato e se pensate che sia un po’ presto per innescare la miccia delle critiche e delle polemiche, vi sbagliate. Certo, rovinare i quattro giorni più importanti dell’editoria italiana non è il massimo. È un po’ come irrompere in una cerimonia nuziale e alzare la mano alla famosa frase “Chi ha qualcosa da dire, parli ora o taccia per sempre”. Tuttavia, tocca farlo, anche se a malincuore. Qualche manchevolezza sta emergendo in superficie, dal clima ovattato di festa di queste ore, dove selfie e video dirette sui canali social la fanno da padroni. I libri un po’ meno, ma questo è un altro paio di maniche. Ovvio, non siamo in tribunale e non si può pretendere che la legge sia uguale per tutti ma, al Lingotto, il Tempio dei libri, soffia aria di tempesta che sposta l’ago della bilancia, neanche a dirlo, dalla parte dei più forti. Indovinate un po’ da dove provengono le raffiche del vento di protesta? Dai piccoli editori. C’è chi ha il posto in prima fila e chi no. Fin qui, nulla di strano. No problem, la par condicio è rimasta a casa a godersi uno spettacolo (si  fa per dire) che scrive, probabilmente, una delle pagine più antipatiche del SalTo18. I primi ad alzare il baule sono i giornali, i pochi che se ne occupano, ponendo un occhio di riguardo verso chi si aspettava qualcosa di diverso. Non tutto sta andando come dovrebbe, dunque. La questione spinosa dei trenta piccoli editori relegati sotto una tenda, quella del “Padiglione n.4” (che poi, di padiglione ha davvero solo il nome, visto che si tratta di una tensostruttura) inizia a farsi sentire. Motivo? Over booking. Il video short (clicca QUI per vederlo) della Stampa, tuona: “La rabbia dei piccoli editori: Il Salone del Libro ci ha nascosti e abbandonati”. Da Futura News: “Siamo in fondo a destra, come le toilette”. Quotidiano Piemontese: “Chiederemo i danni”. I titoli e la situazione non solo promettono un seguito, ma anche fulmini e saette nei confronti di un’organizzazione, diciamo, poco attenta ai dettagli, se tali si possono definire. Si insinuano i soliti dubbi, per qualcuno, legittimi, che non tutti vengano trattati allo stesso modo, seppure, a onor del vero, sia stato dedicato un piccolo ritaglio al ‘Padiglione’ sul sito ufficiale del SalTO18 (QUI). Meglio di niente. Ritagli super sintetici a parte, la vicenda del tendone sta facendo parlare di sé, visto che è stata messa sotto una lente d’ingrandimento non indifferente. Questo spiacevole inconveniente non sta garantendo, ovviamente, lo stesso pubblico degli altri padiglioni. Gli editori esprimono delusione e malcontento. I visitatori sono di un numero decisamente inferiore e i libri presenti, naturalmente subiscono la penalità di non essere visti, o di essere visti con la coda dell’occhio. 

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Keep calm però, qualcosa che funziona parrebbe esserci: code all’ingresso, alta affluenza ed eventi di ottimo livello. Nonostante ciò, conviene tenere a freno l’entusiasmo. Dei titoli più venduti non si sa ancora niente, seppure si possa azzardare l’ipotesi che in tal senso non siano previste grandi sorprese. Stesso discorso per quello che riguarda i libri meno venduti, ma anche per questo attendiamo, nonostante si possa scrivere qualcosa di già scritto, visti le premesse e la ‘questione padiglione’. Non penso che qualcuno avrebbe da dire qualcosa in contrario. Non si parla di vendite e di percentuali, è ancora presto per toccare il tasto dolente di questa tanto discussa manifestazione culturale, dove la cultura paga, in tutti i sensi, per avere qualche (non troppi!) momento di gloria che dura il tempo di non accorgersene neanche. Speriamo che la questione spinosa sia un caso isolato di questa edizione. Certo che, se vale il detto che chi ben comincia è a metà dell’opera… possiamo metterci l’anima in pace. Intanto godiamoci il terzo giorno. Buon SalTO18 a tutti!!!

Alla prossima #hooknews

 

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