Il treno per la felicità

Il treno per la felicità


Recensione di Marina Atzori

Il treno per la felicitàIl treno per la felicità di Michael Floris

Narcissus

Genere: Narrativa contemporanea

Amazon

Punteggio4

“Un treno carico di aspettative”

Ho letto questo libro tutto d’un fiato. La scrittura di Michael Floris ha uno stile leggero e fluido. Questo titolo scelto quasi per caso, si è rivelato una lettura piacevole, non posso di certo affermare il contrario. La trama, tuttavia, è per alcuni aspetti un po’ troppo scontata. Da forte lettrice, posso tranquillamente affermare che in più di un passaggio, mi sono trovata di fronte al fattore prevedibilità. Il romanzo, a mio parere, prende quota dopo metà del libro, quando si avverte palesemente che lo scrittore si sta lasciando andare nel raccontare in modo più autentico e spontaneo, ciò che lo circonda. Il treno per la felicità è una storia d’amore un po’ sofferta dal punto di vista emotivo, molto dolce e travolgente dal punto di vista sentimentale. Giovanni fa fatica ad aprirsi, infatti, le emozioni sono vengono paragonate a una fortezza impenetrabile che a un certo punto si apre al sentimento più controverso di sempre: l’amore. La consapevolezza di voler aprire le porte del Castello, così viene simboleggiato il cuore, arriva con l’incontro di Sarah. La ragazza gli permette di sciogliere nodi e indugi. Floris, per ambientare il suo racconto, ha scelto la capitale piemontese. Torino, per chi ha avuto modo di conoscere questa città, ha un suo fascino particolare, non sempre così facile da descrivere. In questo, l’autore è riuscito molto bene. Traspare, infatti, una passione vera per l’architettura e per l’anima della città, senza forzature. Il senso di solitudine di cui il protagonista vorrebbe liberarsi a tutti i costi, pervade nella storia, così come la forsennata ricerca di un posto di lavoro e nella società, che gli permetta di trovare un equilibrio. Solo dopo una serie di rocambolesche peripezie riesce a raggiungerlo, forse.

In questo libro ho colto un po’ di sana realtà, quella in cui ci troviamo coinvolti tutti, tutti i giorni. Questo è senza dubbio un punto di forza. Il lavoro che manca, l’importanza della famiglia a cui si deve spesso rendere conto, il desiderio di realizzarsi come uomo e come compagno di vita, nella speranza di trovare la donna ideale. In fondo, ognuno di noi cerca, spasmodicamente, di costruire il proprio futuro, partendo da una base economica solida. Floris riesce a trasmettere al lettore tutto questo, attraverso le reazioni alle difficoltà di Giovanni. Questo romanzo si salva da una prima e apparente lettura banale, esprimendo e rivelando un messaggio limpido e positivo, di speranza e perseveranza nell’inseguire la tanto agognata felicità. Il protagonista, Giovanni, non si perde d’animo e imbocca una strada alternativa per ricominciare. In questo verrà coadiuvato dal fratello e spronato dalla passione incondizionata che nutre per la musica. Il treno per la felicità è un mezzo che trasporta con sè, innumerevoli aspettative, ma anche quel po’ di magia che serve a Giovanni, il quale desidera con tutto se stesso di arrivare dove i desideri, un giorno, potranno finalmente avverarsi.