La bambina del treno


Recensione di Marina Atzori

FARINA1La bambina del treno di Lorenza Farina

Genere: Libri per bambini – Romanzo

CE: Paoline Editoriale Libri

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Recensione di Marina Atzori

 

 “la guerra ha oscurato il sole nel cielo e la gioia nell’anima”

Un paio d’anni fa acquistai quasi per caso un calendario corredato di illustrazioni dove, per ogni mese erano previste delle immagini molto curate. Essendo amante di lettura e scrittura e disegno fui catturata immediatamente dalla presenza di frasi molto carine che invitavano alla lettura. Fui colpita da una in particolare: “chi legge è un tipo a colori”. Il disegno era quello presente nel mese di novembre, attirò la mia attenzione, andai così a leggere il nome dell’autrice alla quale la disegnatrice in questione si era ispirata. Si trattava de “Il volo di Sara”di Lorenza Farina. Fu così che scoprii la scrittrice. Una volta fatta questa premessa posso parlare di questo libro destinato all’infanzia. Un lavoro che definirei decisamente interessante. Le tematiche affrontate sono la deportazione e la guerra. Non scrivo qualcosa di nuovo affermando che sono senza ombra di dubbio argomentazioni coraggiose e delicate. Infatti, la novità credo sia un’altra: Lorenza Farina tocca questo argomento con spessore, attraverso uno stile semplice teso a comunicare messaggi molto importanti. Le immagini seguono questo racconto in maniera imbarazzante, risultando veri e propri capolavori i disegni carichi di intensità curati dall’artista Manuela Simoncelli, amalgamati perfettamente alla storia di Anna la bambina protagonista. L’invito a riflettere è costante, accompagnato da un velo di malinconia e amarezza che silenziosamente sfiorano la storia passata, quella storia che brucia ancora e revoca la memoria di passaggi tremendi che non bisogna dimenticare. Ciò che più mi ha colpito, è la presenza di una farfalla dalle ali blu tra queste meravigliose pagine. La libertà è il suo simbolo per eccellenza, d’altro canto le sbarre e le feritoie del treno di cui parla la scrittrice si contrappongono a questa sorta di simbolo. Credo ci sia della poesia in questa scelta grafica, oltre alla rappresentazione di ciò che la guerra ha strappato senza riguardo, proprio quella agogniata libertà che compare sottoforma di una meraviglia della natura dal colore raro e inconsueto che ne impreziosisce il profondo significato.