Il Sogno della Farfalla


Recensione di Marina Atzori

farfallaIl sogno della Farfalla di Claudio M.

Genere: Romanzo Rosa

CE: Edizioni Esordienti E-book

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Recensione di Marina Atzori

Inizio a parlarvi di questo libro riportando un breve passaggio scritto dall’autore.
“È triste quando le luci della ribalta si spengono, la platea si svuota e scende il sipario. Perdere qualcosa è molto peggio che non averla mai avuta… credetemi.”
Il Sogno della Farfalla è un romanzo d’amore, dalla trama originale, per nulla scontata direi. Claudio è uno scrittore in cerca di una storia che dia la svolta alla sua carriera leggermente appannata dalla povertà d’ispirazione. Durante la sua vacanza, molto poco spensierata e ricca di colpi di scena, il protagonista, porta con sé un vecchio registratore per cogliere ogni piccola sfumatura di un incontro femminile decisamente singolare. La sua auto è una Fiat Cinquecento, senza aria condizionata e con qualche anno di troppo, quelli che bastano per pregare di non restare a piedi da un momento all’altro. L’ambientazione per trovare spunti da favola non manca di certo, l’autore ce la descrive bene, come un angolo di Paradiso, dove a guardarsi attorno viene più di un dubbio di voler tornare indietro. Il tutto inizia in un ritaglio di costa sarda, dove sabbia finissima, profumi, acqua cristallina e caldo soffocante cullano l’incontro insolito con Vanessa. La ragazza porta il nome di una Farfalla e alcune strane alchimie fanno pensare che la Natura spesso, apre davvero le ali al desiderio di planare sui sentimenti. Questa storia viene raccontata con apparente leggerezza, con tanti passi avanti, ma anche una serie di passi indietro, dove si possono percepire la paura di lasciarsi andare, di vivere un sogno troppo bello per poi avere il timore di dover fare prima o poi i conti con la realtà. Questo manoscritto mi ha fatto venire qualche brivido di troppo, devo essere sincera. Le parole scritte hanno il potere incalcolabile, in casi come questo, di portare lontano, al largo, dove nessuno può misurare quanto ci sfiorano. Indovinare ciò che si porta dentro quando si legge è un mistero affascinante, un dolce segreto tra libro e lettore; altrettanto difficile sarebbe coglierlo a voce dal genere maschile, che normalmente si protegge dietro lo scudo del silenzio più profondo. Quanto poi un uomo soffra non ci è dato saperlo, ma in questo libro tutto quello che potreste anche solo lontanamente immaginare è diverso, qualcosa di magico gira le carte in tavola. Poter arrivare a sognare microscopiche farfalle non è difficile, è vero, ma scriverlo e raccontarlo così bene non appartiene a molti. Un sogno può schiudere un universo interiore come quello che ho avuto il piacer di scoprire in questo romanzo. Mi sono lasciata trascinare dalla trama, ho ceduto ai sentimenti, trasportata da un’insolita corrente, ma non solo, in questo libro, ho letto di un essere umano che è in grado di mettersi in ginocchio su granelli di sabbia rovente, poco sicuro di trattenere le lacrime e di non pentirsi per aver fatto un viaggio onirico liberatorio e dissacrante. Lucciole, conchiglie, scalpitio del fuoco, rosmarino selvatico, vista, udito e olfatto seducono il lettore, i tre sensi si plasmano durante la lettura di segreti scomodi, senza via d’uscita, che bruciano come i raggi del sole sardo e che non si vorrebbero mai sentire neppure sussurrati con un filo di voce. Davvero coinvolgente anche il finale, fino all’ultimo si ha il forte desiderio di capire quanto siamo disposti a scavare dentro noi stessi, per riuscire a fare i conti con il sentimento che non sempre salva tutti: l’amore.