Irma Panova Maino

Il peccato di Rennahel


Recensione di Marina Atzori

Il peccato di RennhaelTitolo: Il peccato di Rennahel

Autore: Irma Panova Maino

Genere: Urban Fantasy

CE: EEEbook

Il peccato di Rennahel di Irma Panova Maino

Recensione di Marina Atzori

“La quiete dopo la tempesta”

Trama

Elfi e vampiri a confronto: il bianco della purezza, il nero del castigo, il freddo glaciale e il caldo infernale, la pace dei sensi e la guerra tra due mondi. Sangue e linfa, sete e fame, immortalità e sacrificio.

Il peccato di Rennahel è un romanzo che appartiene ad Altri Mondi, ad universi paralleli semi umani che corrono sul filo del rasoio della vita. Sfoglierete pagine taglienti come lame molate che squarciano l’anima in due parti perfettamente complementari. Un’esplosione di follia, di realismo stregato, di innocenza e di colpevolezza, ecco quali sono gli elementi di questo libro che più mi hanno colpita. L’autrice mescola e sparpaglia emozioni come polvere magica.

Personaggi

Il Principe Rennahel

Rennahel è un nobile colto che gode di determinati privilegi che non gli bastano più. All’interno della sua gabbia dorata qualcosa non va. Il principe è un maschio insoddisfatto, imbrigliato nelle abitudini, arrivato al culmine dell’aridità.

Ren vive in una bolla, cullato da un lungo sonno, dal quale emerge, più forte che mai l’impulso virile, il desiderio di risveglio dei sensi. L’azione e le emozioni si rincorrono creando forte suspense e colpi di scena che si avvicinano agli effetti speciali di un film. Ogni descrizione penetra nell’immaginario del lettore coinvolgendolo fino al midollo.

Ren e Siria sono i due personaggi protagonisti di questa storia. L’autrice scaverà negli abissi dell’anima come un cercatore d’oro. Un Principe elfo e una vampira prescelta, lui conservatore dal carattere marmoreo, lei seducente e aggressiva come una pantera, frutto proibito e arcano da svelare.

Quello di Ren e Siria però non è un incontro come tanti. Nella penombra, con la complicità della notte, la rivalsa farà in modo che le due anime, a un bivio, si incontrino, per creare qualcosa di indefinibile, che supera ogni barriera possibile, che ambisce al bagliore della luce.

La diversità tra i due presonaggi si tramuterà in uno spiraglio, in una calamita che attirerà a sé un cumulo di emozioni viscerali.

Tellera

La paura è in agguato, dietro la porta di ogni stanza. Una paura del diverso, la paura di non essere accetati e amati per quello che si è. Il timore di scoprire un tesoro nascosto, bramato da tempo: l’amore. Ren però non è un uomo libero da vincoli. È sposato con Tellera, una figura femminile ubbidiente e remissiva. Tel ha dovuto sottostare, con il marito, a leggi ingiuste imposte dalla loro stessa specie.

La vita coniugale statica e abitudinaria dei due consorti verrà stravolta dalla presenza oscura di Siria. Da quel momento si scatenerà un inferno, una lotta impari con gli scrupoli di coscienza di Ren. Ma non solo, provocherà dolore fisico, dubbi e abbandono.

I tre protagonisti soffriranno molto per questo, Tell di più. Dovrà abbassare la testa e lo sguardo, dovrà arrendersi a vivere nell’ombra, lontano per non vedere. Senza però perdere la dignità che la caratterizza. Un eterno subire per arrivare a una verità repressa. Una verità che cercherà di spezzare anelli di catene duri come pietre.

Siria

A un certo punto Ren verrà spinto a reagire dalla frustrazione. Si confronterà con sentimenti e pulsioni mai provate prima. La sua metamorfosi mi ha condotta in un viaggio metaforico e onirico stupefacente. Il rapporto con Siria assume l’idea di un’iperbole, di una spirale senza fine dalla quale l’elfo verrà avviluppato quasi inconsapevolmente.

Ho immaginato la vampira come un’anfora, colma fino all’orlo di nettare degli Dei, come una pioggia  salvifica di un’oasi in pieno deserto, come un essere ultra terreno in grado di sedurre, come un’incantatrice di serpenti e una fattucchiera in possesso di un talismano destinato a sovvertire ogni cosa. Siria era in fondo il peccato, l’errore madornale, il limbo…

Siria è come una pozione di dolce veleno, che con poche gocce può anche uccidere. Ren è soggiogato da tanta bellezza, dal suo odore, dalla sua debolezza e dai suoi istinti primari carichi di animalità.

Riuscirà a resisterle Ren, il principe degli Elfi?

Ambientazione

È tempo di cambiamenti a Praga, dove un Patto di non belligeranza impone quiete, una quiete solo apparente e sotterrata, che ha il compito di offuscare una rivalità storica, quella tra elfi e vampiri.

Negli angoli più bui della città si regolano conti in sospeso, segreti che nessuno sa. Un’ascia di guerra seppellita sulla carta, ma non tra i confini, non nei vicoli scuri, non tra le mura di casa del Principe elfo. È con il favore delle tenebre, che Ren incontrerà Siria per la prima volta. La vampira è vittima sacrificale di una violenza e di un errore fatale compiuto da un membro eccelso della sua stessa stirpe.

Conclusione

Il peccato di RennahelIrma Panova Maino è una scrittrice attenta a ogni particolare. La sua è una scrittura quasi chirurgica, che analizza al microscopio ogni milligrammo, che apre e chiude, cuce e scuce, ripulendo ogni scena come un coltello alle prese con la buccia di un frutto maturo. Dentro c’è la linfa. È nel cuore che si annidano la polpa, il succo e il nocciolo di una rivoluzione interiore.

L’autrice è brava a descrivere una serie di percezioni sensoriali, di fronte alle quali è impossibile rimanere indifferenti. Metafisica, istinto, sensi e turbamento; alchimia, lussuria, fragilità e vizi dell’umanità vengono messi al setaccio, come da un gigantesco occhio.

Ma non è tutto. Tra le pagine di questo libro c’è spazio per riflettere sulle possibilità negate, barattate da sterili compromessi ai quali troppo spesso la natura umana è costretta a piegarsi.

Elfi e vampiri incarnano in gran parte l’irrequietudine della società moderna, come fossero spaccati di vita quotidiana prosciugata da una ricerca continua di potere. Molti dei passaggi contenuti in questo romanzo rispecchiano il male di vivere dell’uomo e della società contemporanea.

La tempesta interiore e la carica emotiva sono il fulcro di questa storia, che vi lascerà senza fiato e non esagero, senza parole. Vi sembrerà di essere in continua lotta tra il bene e il male, tra ciò che è convenzionale e ciò che non lo è, tra ciò che potrebbe rendere felice la vostra vita e ciò che invece potrebbe distruggerla in pochi attimi.

Ma non sempre accade di spaccare il guscio, la corazza che protegge i nostri più intimi stati d’animo. Per pudore e senso del dovere a volte si è costretti a portare avanti rapporti basati sul nulla. Incontrerete elfi e vampiri, sotto le sembianze di uomini e donne. Vi ritroverete, in attacco e in difesa, feriti e assuefatti, in attesa di guarire e di ribellarsi con il resto del mondo, proprio come ha fatto il Principe Rennahel.

Scusate se è poco, ma questo libro e la penna magistrale che ha condotto le fila della storia, sono stati in grado di offrirmi un viaggio indimenticabile e una barca immaginaria con la quale affrontarlo. Sono stata traghettata in mezzo alle onde. Ho remato insieme ai protagonisti. Ho sentito il calore delle fiamme dell’Inferno e il refrigerio delle nuvole dell’Olimpo. Ho navigato tra le righe, spinta da una corrente anomala, in preda al fascino di un’alta marea di emozioni dalle quali, anche voi, sono certa, verrete travolti.

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