Punteggiatura + pulizia (non quella della scrivania, mi raccomando!) + ortografia = brutti momenti. Avrei voluto intitolare così l’articolo di oggi se non fosse stato per il SEO. Lo so lo so che state pensando di non avere più scampo da quando GrillettoDocet è diventata la vostra ‘rubrica-incubo’. So anche che la grammatica non è proprio l’equivalente di andare per prati a raccogliere margherite. Tuttavia, in mezzo a tutto questo sapere di non sapere, una notizia positiva c’è: dopo il post sulla Consecutio Temporum non dovete avere più paura di (quasi niente), se non dei… tre iceberg menzionati a inizio post.

Punteggiatura

«Scrivere è una questione spinosa»

C’è poco da fare, prima o poi, ci si deve scontrare anche con loro. E se la consecutio non vi è sembrata una passeggiata di salute, non preoccupatevi, oggi, ne sono certa, sposerete in tutto e per tutto il mio motto «Scrivere è una questione spinosa». Già… punteggiatura, pulizia e ortografia sono argomenti parecchio spinosi, più o meno come Vespino, la piantina grassa mascotte del blog. La cosa più importante che ho da dirvi, al di là di qualche leggerezza, è che la punteggiatura, la pulizia e l’ortografia sono segnali inequivocabili circa il livello di preparazione di un autore, ma… c’è sempre un ma. Una in particolare, la punteggiatura, raggiunge lo scalino più alto del podio di questa sorta di Triangolo delle Bermuda della scrittura. D’ont warry (be happy ve lo risparmio)! Il verde speranza di Grilletto cercherà di farvela digerire a suon di elenchi puntati ed esempi che non si vedono in giro dai tempi dei numeri in colore e del sussidiario. Tornando seria, la punteggiatura, oltre a suscitare orticaria o robe simili che voi umani…, è la variabile xche permette a uno scrittore di guadagnare credibilità e autorevolezza nei confronti del lettore. Quindi conviene armarsi di santa pazienza e cercare di capirci qualcosa, almeno per evitare gli errori più grossolani che, un po’ più di ogni tanto, capita di vedere sui libri e non solo lì.

Per questo motivo, focalizzarsi su punti e virgole è un’operazione da definirsi tutt’altro che banale. Anche perché, trascurare solo uno dei tre fattori enunciati, equivarrebbe a dare l’impressione di dover colmare parecchie carenze e lacune linguistico-letterarie che vi allontanerebbero dall’obiettivo primario: essere letti e possibilmente piaciuti a qualcuno. È bene che si sappia e che si stampi formato poster: l’interruzione della lettura è l’inconveniente più spiacevole e ricorrente cui un autore possa andare incontro. Cosa ne pensate? È meglio evitare un grosso guaio come questo? Penso e mi auguro che abbiate risposto: certo che sì! oppure come no?!

Punteggiatura

Che possa piacere o meno (non so perché, ma credo che ci si ritrovi di più nella seconda opzione), non c’è trattativa, il corretto utilizzo dell’interpunzione è il marchio qualità, la ciliegina sulla torta, il biglietto da visita che determina la qualità di un testo scritto, sia dal punto di vista della leggibilità sia per quanto riguarda l’aspetto puramente sintattico-grammaticale. Riassumendo, il rispetto delle regole della punteggiatura dà modo all’autore, di fornire l’immagine di un prodotto editoriale lineare, curato e ragionato. Scusate se è poco! Tuttavia, è utile sapere che tali norme, contengono un margine di elasticità e di conseguenza, la possibilità di essere adattate allo stile personale di chi scrive. A proposito di questo, bisogna tenere presente che l’eccezione può essere concessa, in un ambito meno formale (chat, sms, social, ecc., …). — Occhio però, se siete scrittori, lo siete anche sui Social! — Naturalmente, questa sorta di ‘deroga’ è da ritenersi accettabile soltanto, nel caso in cui lo scrittore possieda piena padronanza e capacità di quello che è considerato un vero e proprio mezzo di espressione letteraria: la punteggiatura.

Adesso entrerò nel vivo della questione spinosa Punteggiatura.

Follow me…

Quanti e quali sono i segni grafici della punteggiatura? Eccoli: il punto, la virgola, il punto e virgola, i due punti, il punto interrogativo, il punto esclamativo, i tre puntini di sospensione (i più detestati dagli editori perché pare che gli autori ne facciano uso e abuso), il trattino, la lineetta, le virgolette, la sbarretta, le parentesi e l’asterisco. Dopo questa bella lista (deve piacere!), dobbiamo cercare di cancellare dalla memoria il ‘Tutti siamo utili ma nessuno è indispensabile’. Nella punteggiatura, questi tredici segni sono tutti quanti indispensabili e soprattutto utili. Ognuno di essi ha per l’appunto una propria identità ben definita, cucita ad hoc, mirata e finalizzata a migliorare un testo.

3,2,1… via! Da questo momento in poi: che la memoria vi assista!

Il punto indica la pausa più lunga all’interno di un periodo.

      QUANDO SI USA?

La virgola indica la pausa più breve all’interno di un periodo.

     A CHE COSA SERVE?

Es. Per Rosa, Margherita è come una sorella.

      A CHE COSA SERVE E DOVE?

      QUANDO SI USA?

Es. Ottimo, adesso so a chi devo telefonare.

Es. Gianni, il mio compagno di banco, copia sempre i compiti.

Es. Sentite, gente, è arrivato il momento di andare.

Non va usata:

Non ce la fa né a parlare né a mangiare.

a. proposizioni soggettive (quelle che fanno da soggetto al verbo della reggente);

Es. È palese che hai sbagliato.

b. oggettiva (quelle che fanno da complemento oggetto al verbo della reggente);

Es. Promise che si sarebbe fidanzato.

c. interrogativa indiretta (quelle che si riferiscono a una domanda e sono dipendenti da verbi come:

domandare, interrogare, chiedere, dire, raccontare, ecc. e, introdotte dai pronomi, aggettivi, avverbi interrogativi della congiunzione se o se non.

Es. Dimmi se il film ti è piaciuto. Tutti gli chiedevano che cosa avesse preso dalla borsa.

Il punto e virgola: indica una pausa intermedia all’interno di un periodo.

      QUANDO SI USA?

I due punti: indicano una pausa intermedia all’interno di un periodo e introducono una conseguenza. Inoltre hanno una funzione coordinante al posto della ‘e’.

Es. Mi sono allenato: chiederò al mister di giocare.

      COME, QUANDO E PERCHÉ SI USANO?

Non vanno usati:

Punteggiatura

Il punto interrogativo

      QUANDO SI USA?

Il punto esclamativo

      QUANDO SI USA?

I puntini di sospensione

       CHE COSA INDICANO?

        NOTA BENE

Punteggiatura

Il trattino [ – ]

     QUANDO SI USA?

                Abbiamo preso il treno Torino-Savona.

               Artistico-letterario

         NOTA BENE

Le lineette

        QUANDO SI USANO?

         NOTA BENE

Le virgolette possono essere:

          CODICI ASCII

         Aperte: ALT+0147 – Chiuse: ALT+0148.

         COME SI USANO?

          CODICI ASCII

         Aperte: ALT+174 – Chiuse: ALT+175.

         COME SI USANO?

          CODICI ASCII

         Aperte: ALT+0145 – Chiuse: ALT+0146.

         COME SI USANO?

La sbarretta [ / ]

       CHE COSA INDICA?

Le parentesi tonde [ ( ) ]

       QUANDO SERVONO?

Le parentesi quadre [  ]

Si utilizzano molto meno rispetto alle tonde.

       COME SI USANO?

L’asterisco [ * ]

       COME SI USA?

        NOTA BENE

In linguistica o lessicografia per indicare un errore come ad esempio:*ce una penna sul tavolo; *lape volò sul fiore.

Bene, siamo giunti al termine della seconda lezione di GrillettoDocet! Spero di esservi stata d’aiuto. Al prossimo martedì con un altro ‘mostro finale’ della grammatica. Altro post, altro tormento o chissà… altro insegnamento!

Punteggiatura

Link all’acquisto cliccando sull’immagine

 
Widget not in any sidebars

Etichette:

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Punteggiatura [#grillettodocet]: come, dove, quando * VERBA SPINOSA

Punteggiatura [#grillettodocet]: come, dove, quando