Narrazione

Narrazione e segreti: che cosa colpisce il lettore?

Oggi mi dedico ai segreti della narrazione e a un aspetto che non bisognerebbe mai trascurare, potendo. Sto parlando del marketing editoriale. Un libro dovrebbe suscitare emozioni, sentimento e reazioni. Su questo siamo tutti d’accordo. Però, sapete bene come la penso. Il connubio scrittura-pubblicazione non è per tutti. Non tanto e soltanto per le potenzialità individuali di ciascuno scrittore, ma per una serie di fattori di cui ho avuto modo di parlarvi in altre occasioni. Vi ricordate quali sono gli ingredienti indispensabili per la buona riuscita di un libro? Ve ne ricordo alcuni…

Narrazione

  • Conoscenza (della grammatica e della lingua)
  • Proporzione
  • Coesione
  • Coerenza
  • Semplicità
  • Fruibilità
  • Personaggi e protagonisti nei quali il lettore possa facilmente identificarsi
  • Non convenzionalità
  • Copertina e titolo accattivanti

Scrivere bene significa arrivare al lettore con l’obiettivo di comunicare qualcosa di unico, di creare una sorta di legame che lo accompagni, pagina dopo pagina, fino alla fine della lettura, possibilmente senza deluderne le aspettative. L’impresa è piuttosto complicata a prescindere, perché, ogni giorno, diventa sempre più difficile distinguersi e convincere un numero sufficiente di persone indispensabile a non capitolare nel baratro dell’anonimato. La narrazione è una cosa seria, un lavoro che non appartiene a chi si improvvisa del mestiere, oppure a chi fa una gran fatica nel tentativo di cercare una sistemazione in una qualsiasi collana del mercato dell’editoria. Perciò chi è lontano da un’identità artistica ben definita, è destinato a stare in un angolo o a fermarsi a metà del percorso. E chi sta nel mezzo, si sa, rischia di essere dimenticato e molto in fretta.

Quali sono i segreti di un libro che funzioni?

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Chi può dirlo. Sarebbe bello saperlo, ma sarebbe anche sterile omologarsi e ridursi a un abbecedario, a un percorso di orientamento che non lasci il giusto spazio e un corretto riconoscimento dell’aspetto creativo di un autore. Tuttavia, è sì necessario avere pieno controllo della trama, dei personaggi e dell’ambientazione ma è un’unica verità a vincere su tutto il resto. È il pubblico, attraverso le sue preferenze, a decidere il trionfo di una storia. Questo per dire che le campagne pubblicitarie hanno un forte ascendente sul consumatore ma non sempre decretano il successo assicurato di un libro. Di certo pubblicare con una casa editrice importante vi farà partire un passo avanti agli altri. A proposito di ciò, la rivista Panorama ha stilato la classifica dei libri più letti della settimana. Non poteva mancare un nome, il prezzemolino delle top ten (si trova nelle ultime postazioni per la precisione, ma non voglio rovinarvi la non-sorpresa). Sono curiosa di sapere se avete indovinato di chi sto parlando… Se volete andate a leggere, potete farlo QUI. Nel frattempo, non so voi, ma devo dire di aver trovato senz’altro più interessante riflettere su chi sta in vetta alla classifica. Più che altro per analizzare in modo oggettivo e con maggior cura il gusto dei lettori. È importante guardarsi attorno, anche se, è bene tenere presente che, gli obiettivi di uno scrittore in erba vanno misurati avendo riguardo del contesto d’esordio e del talento che ha dimostrato nel tempo. Detto ciò, così come in un’azienda esistono spese non controllabili (fisse) dalle quali non si scappa, anche in un progetto editoriale sono presenti fattori con i quali è assolutamente necessario confrontarsi.

Qualche esempio, tanto per vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, dipende da come stiete messi.

  • Case editrici con un marchio forte e riconoscibile e per questo imbattibili dal punto di vista del marketing e della concorrenza.
  • Autori più conosciuti (non necessariamente più bravi) ma oggettivamente più raggiungibili dal lettore perché presenti sugli scaffali delle librerie.
  • Idee più commerciali, più allettanti e più vincenti della nostra.

Pur tenendo conto di queste premesse a dir poco ostacolanti, torniamo alle letture più gettonate del momento e proviamo, se possibile, a non scoraggiarci.

I primi tre libri, per quanto riguarda la classifica della Narrativa, sono:

1.Storia della mia ansia di Daria Bignardi

2.Mi vivi dentro di Alessandro Milan (giornalista)

3.The cage. Uno di noi mente di Lorenzo Ostuni (youtuber)

Tre titoli importanti, tre autori ‘particolari’, tre storie sicuramente attuali, sia per quanto concerne la sfera emozionale sia per il vasto pubblico che si è sentito evidentemente coinvolto e affascinato dalla loro lettura. I primi due affrontano le tematiche della malattia e dell’amore viscerale, seppure in modo differente. La Bignardi fa un buon mix. Il suo romanzo non è imbevuto di romanticismo ma anche e soprattutto di coraggio e di scelte. L’autrice, infatti, gioca le sue carte migliori inoltrandosi nella spirale della psiche umana e sondando le fragilità più intime e convulse, raccontando con realismo e un pizzico di sarcasmo (tipici del suo stile tagliente e autoironico), la convivenza con l’ansia, la nevrosi, la trappola più diffusa, insidiosa e invalidante del nostro secolo.

La protagonista di Mi vivi dentro, invece, è la moglie (malata di cancro), di Alessandro Milan. Speranza e attaccamento alla vita sono le chiavi di lettura di questa storia resa forte e credibile perché vera, autentica e commuovente.

Il terzo autore è (forse) il meno conosciuto dei tre. Lorenzo Ostuni deve la sua popolarità al trampolino di lancio più ricalcato dai giovani: Youtube, dove è meglio conosciuto come Favij. The cage è lo specchio della nuova virtual-generation che si trova a dover condividere con altri individui un’esperienza enigmatica e surreale, in tutti i sensi, poiché molto simile al superamento dei livelli di un videogioco, e che nonostante ciò, ha molto a che vedere con la realtà sociale del momento in cui viviamo. Molto probabilmente i teenager e non solo loro, si sono ritrovati tra le pagine di questa sorta di labirinto a tappe.

Mi pare inevitabile una breve riflessione sulle copertine.Narrazione

Che cosa risulta subito evidente?

In primis, tutti e tre colpiscono e viene voglia di acquistarli. Basterebbe già, ma poi?

Eh, poi… c’è tutto quello che ci dovrebbe essere. Vale a dire…

  • Il pieno rispetto dei canoni per una prima e invitante presentazione del libro e dell’autore che l’ha scritto.
  • C’è corrispondenza tra grafica e titolo. Suscitano curiosità. Il lettore si pone delle domande osservandole.
  • Sono efficaci e comunicative, semplici ma non banali.
  • I colori e le immagini attirano.
  • Risultano perfettamente leggibili. I caratteri sono sobri, c’è pulizia.
  • Sono immediate. Il messaggio emozionale arriva e rievoca sentimenti che possiamo aver provato tutti o quasi.

Per i primi due, sono evidenti, il giallo e un uccellino da una parte, la farfalla e un arcobaleno di colori vivi dall’altra. Simboli per eccellenza della libertà, della resilienza, del volo, dell’effimero e perché no, di una vita che sfugge dalle mani senza dare il tempo di domandarsi perché. Anche se, è pur vero che sui libri ci si prende tutto il tempo per chiedersi i motivi di certe sofferenze che piombano nel bel mezzo delle nostre vite senza una spiegazione apparente, stravolgendole completamente.

Lorenzo Ostuni si affida al grigio, al mistero, alla terra che da sotto i piedi può venire a mancare, a un certo punto, all’incertezza della metafora di un labirinto, di una gabbia, di una prigione esistenziale fatta di salite infinite, di scale che portano in cima a chissà quale porta da aprire.

Come potete vedere i segreti della narrazione non sono poi tanto segreti. Gli imput dettati dall’aspetto estetico e visivo giocano un ruolo a dir poco fondamentale. È innegabile.

Il vero segreto del contenuto, invece, è il come, il modo di raccontare su un libro.

L’arte di raccontare si traduce nello stile personale dell’autore. Con un po’ di fantasia e facendo una similitudine azzardata ma calzante, lo stile di uno scrittore potrebbe essere paragonato a quello di una matriosca. Ogni bambola deve essere perfetta per contenere la precedente. Ognuna ha il compito di proteggere l’altra in un guscio più grande, seguendo un ordine preciso e apposito. La bambolina più grande potrebbe essere l’incipit, ed è legata in modo indissolubile alla più piccola, il finale.

Con ciò intendo dire che l’identità autorale si affina in base al rapporto che si instaura con la parola nei momenti più cruciali della narrazione (incipit e finale), dove un autore ‘si gioca’ il consenso del lettore.

I significati delle parole sono il faro della narrazione. Non scordatelo. Un altro segreto molto importante è quello di togliere quelle inutili e trovare quelle necessarie. Tagliare e spostare, finché ‘il puzzle di pagine’ non risulterà perfetto. Provateci. Scoprirete un modo diverso di approcciarvi alla scrittura che difficilmente abbandonerete.

E poi, per imparare a vivere dentro il mondo che avrete creato ed esplorato nel vostro libro è importantissimo essere disposti a fare dei cambiamenti, osservare con occhio critico, fermarsi e soffermarsi, dove serve.

Cosa aspettate allora? Spero di esservi risultata utile anche questa volta.

Prima di augurarvi buone letture e buona scrittura devo fare una cosa… Ringraziarvi tutti, uno a uno, per il supporto. Siete tanti e questo mi riempie di gioia.

Narrazione

Buona scrittura e buone letture!

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