Sogno di toccare almeno il cielo

 

«Sono cambiata sai? Non sono più quella di un tempo. Non ho più paura di stare sola. Puoi fare quello che vuoi, andartene anche adesso. Andartene via, altre mille volte. Ormai sono capace di vivere anche senza di te».

Queste sono state le ultime parole. Non gli ho dato il tempo di rispondere. Sono corsa via mentre ha cercato di fermarmi e ha urlato il mio nome. Non lo ha mai fatto, fino a ieri sera. Ha cercato di afferrarmi per un braccio e di sfiorarmi i capelli. Io, che per quelle mani ne ho lasciate altre, sicure e calde. Forse sapeva che mi avrebbe persa. Si sarà accorto che stavo piangendo?

Spero di no.

Si sarà accorto della mia voce rotta?

Non credo.

Ma che ne sa lui di me, di quello che ho dentro ora, del mondo che mi è crollato addosso quando l’ho visto con quell’altra. Che ne sa di cosa si prova quando fuori diluvia e te ne freghi di stare sotto la pioggia a pensare di non tornare a casa. Che ne sa dei miei silenzi, dei miei sguardi e dei miei pensieri altrove. No, non sa niente di me. Non ha mai saputo niente. Non sa che adoro il vino dolce e rosato, che per un tramonto in riva al mare avrei fatto carte false. Non gliel’ho mai detto e non me lo ha mai chiesto. Non sa che adoro le sorprese, il verde e le margherite. Non sa che odio il vento e la velocità.

Sto meglio adesso, perché è lontano dal mio piccolo mondo che non volevo diventasse suo.

Ma se mi avesse amata lo avrebbe capito che il mio mondo era un altro, diverso dal suo.

Sono stanca di non vedere il mare…

Fuori piove. Sotto lenzuola morbide, sogno di toccare, almeno il cielo.

Sogno di toccare almeno il cielo * VERBA SPINOSA