Maya Angelou

Maya Angelou: la poesia nel doodle di Google

Il doodle di Google di oggi è dedicato a Maya Angelou, scrittrice e attivista afroamericana, nata nel Missouri, il 04 aprile del 1928.

Maya

Maya Angelou ha lasciato un segno, non solo nel mondo culturale, per il suo indiscusso talento poetico, ma anche e soprattutto per le sue battaglie in difesa dei diritti civili.

La sua arte poetica rispecchia il desiderio di cambiare le cose attraverso la forza comunicativa della parola scritta.

Con la sua silloge “Just give me a cool drink of water ‘fore I Diie” fu finalista al Premio Pulitzer per la poesia. “Eppure mi rialzo”, uno degli scritti più famosi di Maya Angelou, rende l’idea di quanto siano ancora attuali e significativi i suoi messaggi e i suoi contenuti.

Ciò che emerge è il non piegarsi al volere dei potenti, il non abbassare la testa in modo passivo alle umiliazioni subite e la reazione alle difficoltà di una vita, la sua, vissuta in continua lotta con i pianti della sua anima e un’immodestia che la contraddistingue e che le permette di camminare a testa alta. Si rialza, sempre, Maya Angelou: come la vita; come la polvere; dalle capanne della storia ignobile; da un passato radicato nel dolore.

Quella di Maya era un’anima che non chiedeva sconti o privilegi ma giustizia, per tutti i deboli.

Nelle righe finali di questa sorta di inno poetico scrive: “sono la speranza e il sogno dello schiavo”.

Dopo qualche cenno (in corsivo), ora vi lascio alla lettura integrale di questi meravigliosi e impetuosi versi.

Eppure mi rialzo

Puoi infangarmi nella storia
con le tue amare, contorte bugie.
Puoi schiacciarmi nella terra
ma, come la polvere, io mi rialzo.

La mia sfacciataggine ti disturba?
Perché sei afflitto dallo sconforto?
Perché cammino come se avessi pozzi di petrolio
che pompano nel mio salotto.

Proprio come le lune e i soli,
con la certezza delle maree,
come le speranze che volano alte,
io mi rialzo.

Volevi vedermi spezzata?
Con la testa china e gli occhi bassi?
Spalle cadenti come lacrime,
indebolite dai pianti della mia anima?

La mia immodestia ti offende?
Non te la prendere così tanto
solo perché io rido come se avessi miniere d’oro
scavate nel mio giardino.

Puoi ferirmi con le tue parole,
puoi trafiggermi con i tuoi sguardi,
puoi uccidermi con il tuo odio,
eppure, come la vita, io mi rialzo.

La mia sensualità ti disturba?
Ti coglie di sorpresa
Che io danzi come se avessi diamanti
alla confluenza delle mie cosce?

Dalle capanne della storia ignobile
io mi rialzo
.
Da un passato radicato nel dolore
io mi rialzo
.
Sono un oceano nero, impetuoso e vasto
che traboccante e gonfio avanza con la marea.

Lasciandomi indietro notti di terrore e paura
io mi rialzo
in un nuovo giorno miracolosamente chiaro
Io mi rialzo
Portando i doni lasciati dai miei antenati,
sono la speranza e il sogno dello schiavo.
E così mi rialzo,
mi rialzo
mi rialzo

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