Il mare non serve

Maria Biasi recensisce il libro d’esordio di Marina Atzori

Maria Biasi recensisce il libro d’esordio di Marina Atzori

Il mare non serve

CE: EEEbook edizioni

Genere: Narrativa (Storie di donne)

Recensione di Marina Biasi di “Il mare non serve, ho scelto una margherita”

“È sera e mi sento più nostalgica del solito, le ombre prendono forma e le luci dei lampioni colpiscono il mio sguardo. Le finestre sono chiuse e io attraverso i vetri leggo le storie di tutti, nelle casette che circondano l’isolato, pulite, perfette, quelle storie che appaiono più serene della mia e hanno da raccontare scelte e strade diverse . Il cielo è scuro e mi sento protetta.”

Maria Biasi scrive:

“Libro breve ma di una profondità grandissima”

Maria BiasiLibro breve ma di una profondità grandissima. Il brano che ho messo ne è un esempio. L’autrice trasporta in poche pagine tutta la sua fragilità, dovuta principalmente alla mancanza del padre.

Poetico il modo che ha di raccontare la sua storia usando la natura, le piante e le loro peculiarità, per descrivere se stessa, le persone che ama e che formano la sua famiglia.

Si paragona al fiore più semplice e fragile che esiste in natura, la margherita. Ma è risaputo che nello stesso tempo è uno dei fiori più resistenti, si piega con il vento ma non si spezza. Attraverso questo breve racconto, quasi catartico per lei, ci parla delle sue insicurezze, dei suoi limiti, dei suoi sogni.

Mi sono “immersa” nella vita di Marina e non ne sono riemersa che dopo aver finito di leggere il suo racconto, contenta della nota di speranza, trovata alla fine. Molto carini anche i disegni che lo accompagnano, danno una nota in più alla storia e rappresentano la dolcezza dell’autrice. Consiglio la lettura.

GRAZIE MARIA!

Sinossi:

Il MARE NON SERVEUna sensibilità grande, forse eccessiva, ci spinge a rinchiuderci in noi stessi, ad avere paura degli altri, nemici a cui non mostrare il fianco scoperto. Trovare il coraggio di lasciarsi finalmente andare, di raccontarsi, significa fare un passo avanti verso una grande conquista: l’accettazione di sé.
Può essere anche più facile farlo attraverso una metafora, impersonando un fiore.
Margherita, la protagonista, è sola, fragile, eppure perseverante nel voler fare finalmente “pulizia” dei suoi pensieri, cessare di nascondersi, mettersi infine in gioco.
Sono tante le creature che la circondano, da tutte c’è da imparare, come la Quercia, forte e solida, simbolo della forza di volontà, mentre altre sono soltanto forti, talvolta pungenti, come Pino, o in difficoltà, come Ciliegia, che non sempre sa cavarsela da sola. Ci sono presenze protettive e sicure come Melo, altre più inquietanti, come Riccio, o punti di riferimento, come Orsetto… e tanti altri.
Il mare che non serve è il passato, spesso amaro, salato, che è meglio dimenticare. Per lasciarlo alle spalle, riconquistare se stessi e il proprio equilibrio, un mezzo importante è la scrittura, catartica, energizzante, liberatoria come questo piccolo racconto in prosa poetica.

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