Marco Valletta

Marco Valletta: la cucina e il piacere dei cinque sensi

Per la mia rubrica #IntervistaUnArtista oggi ho il piacere di ospitare lo Chef Marco Valletta, uno dei volti nuovi di Alice TV, palinsesto televisivo dedicato alla cucina.

 

Marco Valletta

Marco Valletta scrive per alcune riviste a tema (“Zafferano” un periodico altamente specialistico), e ha collaborato per alcuni progetti editoriali (“Sucche” l’arte di vegetali intagliati del Maestro Berto Tomasi). Ma non è ancora tutto, il cuoco è anche un insegnante di scuola di cucina e ha ottenuto riconoscimenti agli esordi (Il premio Coppola, quale miglior allievo della Campania nell’anno 1983)  che promettevano bene. Molti di voi hanno avuto modo di conoscerlo nella trasmissione Casa Alice (in onda tutti i giorni alle 18.30 sul canale 221), affiancato dalla empatica e bravissima conduttrice Franca Rizzi. La coppia televisiva è molto positiva e familiare, affiatata e comunicativa, e proprio per tutte queste e altre buone ragioni incontra simpatia e affetto da parte del pubblico che li segue assiduamente. A tal proposito, entrambi rappresentano perfettamente lo spirito e la filosofia della rete: «la cucina vista non come “dogma” ma come piacere di stare insieme». La cucina di Valletta apre le porte a tutti coloro che desiderino cimentarsi nei suoi piatti. Lo chef crea le sue ricette e suggerisce consigli in modo semplice; questa è senz’altro la sua forza. Dunque, grazie a capacità, impegno, tenacia e professionalità, lo Chef Valletta sta seminando importanti semi per un futuro culinario in cui la tecnica e la scientificità sono due presupposti imprescindibili per chi nutre la passione per l’arte di cucinare e desidera coltivarla.

Se vuoi approfondire leggendo qualche curiosità in più, visita il sito dello chef cliccando QUI.

Intervista allo Chef Marco Valletta

«Solo se conosci bene le materie prime, la tecnica, potrai ottenere un buon risultato.»

Marco Valletta

Buon giorno Marco, innanzitutto sono felicissima di ospitarla qui, su Verba Spinosa.  Mi hanno colpito sin da subito la sua energia positiva e la sua genuinità. Perciò eccomi qua a cogliere l’occasione di fare due chiacchiere con uno Chef che apprezzo molto per la semplicità e la bontà delle sue ricette.

Io credo di essere un cuoco che cerca di trasmettere passione per il saper cucinare con un po’ di sapienza, il far da mangiare è altra cosa!

Veniamo a noi con qualche domanda…

  • Ha a disposizione la Lampada di Aladino. Quale ricetta famosa avrebbe voluto creare per primo?

Avrei voluto che “Sachertorte” fosse la “Valletta-torte” perché amo il cioccolato, perché trovo quella torta comprensibile ai cinque sensi, immediatamente profumata e buona al palato. Apprezzo quel pizzico di acidità dato dalla marmellata e poi lo spuntone di panna montata alla vaniglia per accompagnare la fetta è una delizia goduriosa.

  • Lei e Franca Rizzi formate un’accoppiata televisiva decisamente vincente. Quali sono gli ingredienti segreti della vostra alchimia?

Donna Franca è una padrona di casa unica, è accogliente, è schietta, è garbata, non lavoriamo su nessun canovaccio, siamo come ci vedete. In comune abbiamo il rigore e la puntualità nel lavoro, davanti alle telecamere proviamo piacere nell’essere utili a chi ci guarda. Posso dire che le nostre affinità elettive, e non solo, nascano dalla semplicità di ciò che facciamo, perché ci crediamo e perché lavoriamo col sorriso sulle labbra. Credo per entrambi, di poter affermare che non amiamo recitare una parte.

  • Estetica, sapore e tecnica. Quale ordine di importanza dà, a questi dei tre aspetti e perché?

Parafrasando Pellegrino Artusi da sempre sostengo che: la “Scienza in cucina è l’arte di mangiare bene”. Non amo l’improvvisazione fine a se stessa, aprire il frigo e pastrocciare qualcosa, sostengo che “cucinare” non sia “far da mangiare”. Solo se conosci bene le materie prime, la tecnica, potrai ottenere un buon risultato. I pittori se non conoscono le tecniche del colore, come possono compiere opere d’arte?

Se studio la tecnica di cucina, do sfogo alla curiosità e alla passione, se ho passione imparo a giocare con forme e cromie, se sono curioso cerco di elaborare sapori che si rinnovano in gusti sapienti e comprensibili. In cucina, per cucinare, devo sempre chiedermi il perché del fatto culinario e gastronomico. Allora cucinare diventa promuovere il piacere per i cinque sensi.

  • Chi è Marco Valletta lontano dai fornelli?

Sempre e solo uno, con i miei difetti e le mie qualità. Amo la coerenza, cerco di essere sempre corretto ed ho imparato che gratitudine e riconoscenza non debbono mai essere lontani dal mio essere e dal mio agire.

In cucina, a scuola, tra gli amici, in famiglia, in video, credo che tutti abbiano compreso questo, posso sembrare rigido, ma poi alla fine la coerenza è ben retribuita nel tempo.

  • Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Non ho progetti nel futuro, perché cerco sempre di pormi degli obiettivi e di realizzarli di volta in volta, perché non amo le lunghe attese.

Amo il mio lavoro, altro non sarei stato capace di fare. A volte la vita mi offre delle opportunità, le raccolgo sempre, lavoro sodo, cercando di uscirne vincitore.

La ringrazio moltissimo per avermi concesso questa bella e interessante intervista.

Continuerò a seguirla sicuramente!

Alla prossima…

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