Lupo

Lupo Alberto: il fumetto della satira e della tolleranza

Lupo Alberto: il fumetto dal forte impatto sociale

Lupo

Oggi la rubrica #coltiviamolalettura #GrillettoDocet si occupa di fumetti, in particolare di Lupo Alberto e del suo creatore, Silver. Vi ricordate, avevo già dedicato un post al mitico Snoopy. Per chi non l’avesse letto, può cliccare QUI.

Prima di iniziare, però, diamo la consueta occhiata all’etimologia della parola regina di questo articolo: fumetto.

Lupo

fumetto
fu·mét·to/
sostantivo maschile
 
Spazio dal contorno simile a quello di una nuvoletta stilizzata, destinato a contenere le parole (che in tal modo paiono uscire di bocca) dei personaggi di racconti o romanzi illustrati; estens. (per lo più al pl. ), i racconti e i romanzi realizzati con tale tecnica o gli albi e i giornali che li contengono.

Guido Silvestri, in arte Silver, è un noto fumettista italiano che ha raggiunto la celebrità grazie al suo Lupo Alberto. Le avventure della Fattoria Mckenzie (titolo iniziale poi modificato) prendono vita nel 1973 ma vedono la Luce dell’esordio presentandosi al pubblico, nel 1974. A ribattezzare la creazione di Silver con il suo vero nome, Lupo Alberto, fu Alfredo Castelli, il creatore di «Martin Mystère», allora redattore al Corriere dei Ragazzi. Nel 1975 nasce la prima striscia a colori. Nel 1976 compare anche sulla rivista Eureka dell’Editoriale Corno. Il fumetto è stato realizzato per dieci anni sulle classiche strisce di lettura, per poi passare, nel 1984, grazie alla continua crescita di popolarità, alle più moderne tavole da disegno.  La carta a un certo punto ha ceduto il passo all’animazione delle storie, tradotte persino in due serie di cartoni animati.

Veniamo all’ambientazione, una fattoria colorata che diventa palcoscenico figurato e teatro di discussioni, confronti, litigi tra gli abitanti, e ai personaggi, simpatici animali pronti a rivelare al Mondo i loro pensieri sulle magagne del quotidiano.

Il protagonista assoluto delle storie a fumetti di Silver, naturalmente, è Lupo Alberto.

Poi ci sono: il cane da guardia Mosé, la talpa Cesira con suo marito Enrico, Glicerina il papero, Alcide il maiale, Krug il toro, Ludovico il cavallo e la gallina Marta, dulcis in fundo… una passera scopaiola irriverente e spontanea.

Lupo

Il tutto si svolge in una allegra fattoria dove ognuno vive con un compito ben preciso. Lupo Alberto è un lupo che viene dal bosco e spesso si avvicina furtivamente al pollaio, con l’intento di mangiare le galline, cibo di cui è ghiotto. Una in particolare (Marta) attira la sua attenzione. Dopo un serrato corteggiamento, l’amore è contraccambiato anche se, sotto l’occhio vigile del cane pastore Mosé, dotato di mazza da baseball o fucile, che fungono da deterrenti per eventuali scocciatori e malintenzionati.

Nell’agosto del 2011, Lupo Alberto diventa anche libro illustrato, edito da Gallucci Editore che lo pubblica con diversi titoli, uno di questi è “L’anello”, tre storie illustrate e interamente a colori. Seguono nel 2016 “La pentola del tesoro” e “Acqua amara”.

E poi, non si può non fare un breve cenno a Cattivik, “Il genio del male”, un altro personaggio dei fumetti molto noto, creato nel 1967 da Bonvi, autore sia dei disegni sia dei testi, e regalato successivamente al fumettista Silver.

Lupo

“Brivido! Terrore! Raccapriccio!”

Per la prima volta raccolte insieme le più belle storie a colori del famigerato Cattivik, il malvivente a forma di melanzana che scorrazza per i bassifondi della Grande Città!

Nella sua incessante ricerca del “colpo grosso”, l’impavido pasticcione finirà tra le grinfie di Frankenstein, in gattabuia, nello spazio…

data pubblicazione: 18 febbraio 2016
collana: UAO
categoria: Bambini
formato: 17 x 24 cm, brossura con bandelle
pagine: 80
isbn: 9788861459342

Qauttro anni fa Lupo Alberto compiva 40 anni, ma io credo che ogni momento sia buono per festeggiarlo. Comunque, proprio a proposito del suo compleanno,  nel 2014 gli sono stati dedicati, importanti mostre, tra cui quella del Museo Luzzati di Genova e numerosi eventi in tutta Italia.

Lupo Alberto, bisogna dirlo, non è solo intrattenimento o un modo di passare qualche minuto in compagnia di un buon giornalino/storia a fumetti, divertenti. Silver è riuscito a ottenere riconoscimenti degni di nota anche grazie alle tematiche del suo fumetto e ai messaggi contenuti in esso, diventando testimonial di Telefono Azzurro, Emergency, Legambiente e altri ancora.

Il suo pensiero emerge a gran voce in questa sua dichiarazione.

«Perchè il lupo ama una gallina? Credo nella libertà di amare chiunque, senza limiti di età, sesso, razza, o specie animale, anche se mia moglie è una comune femmina di specie umana. Se poi vogliamo riferirci al fatto che i lupi di solito le galline le mangiano, ebbene, forse in quel lontano inverno di trent’anni fa ho semplicemente voluto ribaltare l’ancestrale stereotipo del lupo feroce predatore. Ho ammansito un lupo, tutto qua. Non lo aveva già fatto anche San Francesco?»

Silver

Il Lupo blu anti-matrimonialista più famoso e conosciuto della Storia del fumetto, è noto sì, per le freddure e le critiche implicite del suo creatore, circa il mondo politico e i difetti dell’uomo, primi tra tutti il perbenismo e l’intolleranza, ma anche per l’impatto sociale, efficace e immediato, ottenuto dalla fusione di questa forma d’arte visiva con quella espressiva e geniale, tipica di una scrittura fumettistica diretta e all’avanguardia dell’ironia.

Le battaglie di Enrico, la talpa gay che rivela la sua omosessualità, calcando le impronte di una vera e propria campagna politico-civile sui diritti e il rispetto del diverso. I punti di forza del Lupo di Silver sono la satira, il senso dell’umorismo e l’attualità, ma soprattutto il non essere mai volgare né sopra le righe. Il suo tatto è sempre andato di pari passo con il suo savoir fair nei confronti di tematiche delicate come quella dell’omosessualità, dei sentimenti e dell’orientamento politico. Egli infatti non è mai caduto nel banale o nella superficialità, anzi è sempre stato attento a non attribuire requisiti “macchiettistici” ai personaggi con meno difese e maggiori fragilità. Proprio per questo è riuscito a entrare nel cuore dei lettori di tutte le età.

«Dentro il mio primo lupacchiotto affamato c’erano un po’ di Snoopy e un po’ di Jacovitti, ma soprattutto il Willy Coyote di Chuck Jones, per il quale avevo una cotta totale», racconta Silver.

I grandi artisti si sa, sono da sempre ispirati dai Grandi Maestri. Ma è pur vero che, l’allievo, ogni tanto, potrebbe superare il maestro.

Buone letture settimanali, cari lettori di Verba Spinosa.

 

Sono Marina, autrice, poetessa e copywriter freelance. Scrivo per fuggire dal caos del mondo. Cosa voglio fare da grande? L'eremita. Ci sto lavorando. Presto non avrete più mie notizie perché sarò sul cucuzzolo di qualche montagna a scorrazzare con un San Bernardo e a raccogliere fiori di genziana. Parola di - non più tanto giovane - marmotta.

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