Dentro un castello di carte

Dentro un castello di carte


Dentro un castello di carte

(L’amore ai tempi del Web)

Dentro un castello di carteDettagli prodotto
Lunghezza stampa: 145
Editore: Edizioni Esordienti E-book
Lingua: Italiano

Formati disponibili: e-book e a breve versione cartacea

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Sinossi

A volte, la soluzione più semplice, per difendersi dalle avversità della vita, è quella di costruirsi un castello di carte, nell’illusione di potervi trovare rifugio. Ben presto, però, ci rendiamo conto che è troppo fragile, che basta un soffio per farlo crollare. Proprio quando pensiamo che tutto sia perduto, a volte la vita ci riserva delle sorprese e troviamo la forza di costruire davvero qualcosa di più solido e duraturo. Dentro un castello di carte è il seguito della storia di Petra e Zefiro iniziata nel romanzo Il fiordaliso spinoso. Anche qui, la vita reale e la fantasia si mescolano… E la tartaruga Zippo, anche questa volta, ci metterà lo zampino. Perché l’amore, i sogni, che altro sono, se non belle favole? E nelle favole, si sa, anche le tartarughe non sono solamente degli animali, ma possono essere complici e messaggeri. Basta crederci.

INCIPIT

Genova, domenica 3 maggio 2015

L’incubo

Mi sveglio più volte in preda al panico, il potere di quelle immagini è spaventoso. La mia testa rimane appoggiata al cuscino, il mio sguardo invece incollato al soffitto per una buona mezz’ora. Cerco di riprendermi, provo a ricordare, a cogliere i minimi dettagli, ma non ci riesco del tutto. Sono troppo spaventato. Risulta impossibile rivedere ogni scena in modo preciso. Sento un tremendo ronzio alla testa, ci sono voluti un paio di minuti prima di riacquistare consapevolezza. A un certo punto ho la freddezza di aprire il cassetto del mio comodino, prendere la mia vecchia agendina e iniziare a scrivere qualche frammento di quel terribile sogno.

“Un gruppo di pesci piranha mi divora i piedi, tento di fuggire mentre un vortice marino gigantesco mi risucchia al suo interno; nel precipitare in fondo a profondità sconosciute mi aggrappo al timone di un relitto, viscido al tatto, ricoperto di alghe marine che sembrano brandelli di abiti di seta nera. Durante la presa percepisco un forte dolore alle braccia. Le energie vengono a mancare… mi lascio andare, fluttuando nell’acqua, allontanandomi sempre di più dal relitto fantasma.”

Mentre scrivo, soltanto le mie mani sembrano vive. È come se fossi stato rapito da una forza misteriosa, qualcosa guida i miei pensieri; ho come l’impressione che qualcuno si sia impossessato dei miei ricordi. Seguito a scrivere per circa due ore nella penombra, sono abituato a farlo con l’abat-jour acceso fino a tardi. Oramai quella luce soffusa ha permeato le mura del mio piccolo rifugio di fortuna. Ripongo la piccola agenda con un gesto quasi al rallentatore. Mentre chiudo con forza il cassetto, mi assale prepotente il pensiero di non volerlo riaprire mai più.

Dentro un castello di carte

Cerco di alzarmi, il senso di disorientamento persiste. Tento di scacciare quelle sensazioni, ma non funziona, il chiodo è fisso.

Decido di farmi una doccia tiepida per dare un taglio alle mie seghe mentali.

Si è fatto tardi, devo prepararmi. È ora di andare al lavoro…

2.

Il mio passato prossimo

Facciamo qualche passo indietro. Durante il Viaggio che dall’Asinara mi portò a Genova, sentii che qualcosa non andava, ebbi una sorta di presentimento. Qualcosa di superiore a me e al mondo terreno mi spinsero a prendere la decisione di correre da lei, la mia unica ragione di vita, Petronilla. Affrontai di tutto, persino una banda di rapitori che ebbero tutt’altre che buone intenzioni nei miei confronti e nei confronti di Stella, la ragazza che avrei dovuto proteggere. Con l’aiuto di Zippo, la Tartaruga dell’Asinara, ne uscii indenne. Fu un mezzo miracolo. Quella Tartaruga non era una tartaruga qualsiasi, era, ed è una Creatura Magica a tutti gli effetti. Dovete sapere che quel rettile non mi abbandonò mai, dall’inizio, alla fine; rischiò addirittura la vita per fare in modo che arrivassi a destinazione.

Siete scettici, vero?

Se è così, pazientate, perché non appena saprete cosa ha fatto per me e per Petra cambierete idea.

Le devo eterna gratitudine. Mi insegnò che per amore si supera qualunque ostacolo, anche quando tutto sembra essere ormai perduto.

Ma torniamo alla mia disavventura…

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