Sotto la terra al buio e in silenzio

Le miniere del Sulcitano


Le miniere in Sardegna un passato da non dimenticare

“A volte si parte per ritrovarsi o perché ci si sente persi e, se vogliamo anche un po’ soli, nel nostro piccolo mondo. È così che succede. Si parte per cambiare, si parte per sognare di fermarsi in un luogo diverso, si parte per capire se la vita scorrerebbe nello stesso modo. Così, si prepara lo zaino con poche cose e si cerca di buttarsi alle spalle i brutti pensieri, come fossero piccole manciate di sale. Quei pensieri però, sono talmente fedeli da non mollarti, da seguirti come fossero ombre. Per gli oggetti invece, quelle poche cose che conservo dentro al mio piccolo fardello di stoffa, è diverso. Le cose restano lì, immobili ad aspettare altre mani generose disposte a stringerle. Gli oggetti sono senza anima, sanno aspettare, proprio dove li abbiamo lasciati e volutamente dimenticati. Le cose non pretendono, non chiedono il conto. Al mio rientro, potrebbero esserci oppure no, ma non importa.

Quello che conta è che in viaggio si cambia rotta, si imparano strade nuove, si raccolgono conchiglie scheggiate, ci si innamora del colore raro e spento di una piccola pietra smussata dalle onde. La verità è che quando sei lontano da tutto e da tutti ti sembra di ricominciare a vivere. La distanza da ciò che pensavi ti appartenesse acquista un altro valore, un altro significato, come le stagioni per gli uccelli, i petali per i fiori, le foglie per gli alberi. Ogni cosa in Natura avviene in modo spontaneo. Sole, pioggia, neve, vento non hanno paura di andare lontano. Viaggiare serve a desiderare di essere avvolto dalla magia del distacco.

In viaggio ti senti nuvola, ti senti rugiada, ti senti farfalla.

Sembra semplice, non è vero? Sfiorare il cielo, accarezzarne gli umori, posarsi con un battito d’ali sulla pelle vellutata di una pesca e scivolare giù, fino a farsi assorbire dalla terra fresca e assetata. Partendo non si abbandonano soltanto i luoghi, ma anche una parte di passato. La sensazione è quella di un’ultima goccia d’acqua che bisticcia con l’eco del vuoto di una bottiglia. Un vuoto colmatoto dai ricordi, dai volti, dalle parole che non vorresti più sentiire. I desideri nuovi hanno voglia di uscire, di evaporare, proprio come quella goccia smarrita. Così, guardando un tramonto in riva al mare, lasciandosi cullare da una leggera brezza, che mette qualche brivido, ci si accorge di un universo incantato, pulito, unico, trasparente come il mare in un caldo pomeriggio d’estate.

Quando si va lontano, lontano da tutto e da tutti, le cose cambiano. Eccome se cambiano.”

Le miniere del Sulcitano

Ex Colonia Estiva Sartori

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