La scelta delle parole

La scelta delle parole nella Poesia

La scelta delle parole nella Poesia nasconde una miriade di sfumature del mondo letterario. Oggi, per la rubrica OnBooksandWords (Sui Libri e sulle Parole) ne affronto una infinitesima parte.

La scelta delle parole

Qualche giorno fa, mentre rileggevo un vecchio testo scolastico di lingua italiana mi sono imbattuta in questa analisi di pensiero che ho reputato essere interessante, sia per i lettori che per gli autori. Perciò ho deciso di condividere con voi alcune riflessioni in merito.

Ecco il passaggio tratto dal libro:

«Tutte le parole di una lingua possono entrare nelle poesie; non esistono “parole poetiche” per la loro particolare natura.»

Cosa ne pensate?

Entriamo nel cuore dell’argomento.

Le parole e la scrittura sono senz’altro legate a uno o più fattori concettuali ispiranti e non soltanto a diversificati aspetti sintattici (frasi brevi o lunghe, aggettivi, verbi…) o alla formulazione di proposizioni che “suonino e si leggano bene”.

Per arrivare al punto occorre farsi una domanda: chi è il Poeta?

Esiste un’accezione esauriente su questa figura e sul genere affine ad esso, prosa compresa che, aprendo una parentesi, si colloca quasi sempre in una posizione un tantino scomoda rispetto agli altri?

Vediamo cosa sono riuscita a trovare…

Traduzione esteniva  del termine poeta (dal dizonario di italiano):

Chi possiede particolari doti di gusto e sensibilità; chi tende a perseguire l’ideale: avere un animo, un cuore da p.;

anche, persona bizzarra, che ha poco senso pratico.

Forse io rientro nella seconda parte… non saprei. Ci devo pensare un po’ su!

Tornando seri, il poeta è colui che compie una scelta stilistica, che legge dentro la realtà esaltandone il nettare dei significati, le sfumature, l’etimologia e che approfondisce il sublime della parola e la veste, tramutandola in poetica.

La scelta delle parole

Provate a pensare a quante poesie del passato e del presente sono state scritte per dare modo a chi le leggeva di entrare, attraverso le parafrasi, in un ordine di pensiero molte volte lontano anni luce dal nostro. La parola è una scelta, nella Poesia in special modo, è come se abbandonasse l’universalità che la contraddistingue e acquistasse in valore simbolico. Questo accade quando entra in scena la personalità del singolo scrittore.

La poesia“La capradi Umberto Saba rappresenta, in parte, il nocciolo di ciò che vorrei vi arrivasse leggendo questo post. Il titolo, sulle prime, potrebbe lasciare perplessi, invece, non è per nulla casuale o privo di coerenza. Basta leggerne i versi per capire…

La capra

Ho parlato a una capra.

Era sola sul prato, bagnata

dalla pioggia, belava.

Quell’uguale belato era fraterno

al mio dolore. Ed io risposi, prima

per celia, poi perché il dolore è eterno,

ha una voce e non varia.

Questa voce sentiva

gemere in una capra solitaria.

In una capra dal viso semita

sentiva querelarsi ogni altro male,

ogni altra vita.

 

Da U. Saba, Il canzoniere, Einaudi, Torino

 

La sceltaSaba avrebbe potuto utilizzare parole, forse, per l’immaginario collettivo, più immediate per il titolo, ma non lo fece di proposito, altrimenti non sarebbe stato Lui. Il poeta controcorrente (così veniva definito) ha scelto di servirsi di parole semplici per dare maggior forza al contenuto struggente del suo meraviglioso componimento poetico.

Molto spesso i critici utilizzano la parola poetico riferendosi, giustamente, a un testo caratterizzato da alcune peculiarità tipiche della Poesia stessa (semplifico parecchio: scrittura in versi rimati o liberi). Tuttavia, si può parlare, come avete potuto vedere, anche di un’altra configurazione dell’arte di scrivere Poesia: quella in cui uno scrittore estrae l’essenza della parola e se ne serve per esprimere le proprie intenzioni. A questo punto si può dire che le parole non siano poetiche a prescindere, ma si traducano, in un momento successivo, per scelta del Poesta, in termini artistici in perenne divenire, ossia, in una sorta di materiale grezzo da plasmare e modellare, dotato di sensazioni messe a disposizione dal Poeta, il quale comunica il suo contenuto sostanziale affinché arrivi al lettore tramite la metrica, la sensibilità la creatività. Insomma: è il significato, voluto, cercato e ricercato, impreziosito, affidato e dato alla parola, a permettere di collocare l’aggettivo poetico all’interno di un testo.

Non a caso, prestando particolare attenzione alla scelta delle figure retoriche, delle parole ripetute o più sottolineate di altre, del ritmo presenti in una poesia, ci si può avvicinare e ritrovare in una lettura più profonda e allineata alle scelte stilistiche di un autore. Tutto ciò, va detto, è inserito in un contesto multiprospettico: empirico, sociale e culturale del tempo in cui si scrive o si è scritto, si vive o si è vissuti.

In conclusione, ogni genere di scrittura nasce, nascerà ed è nato, sì dalle parole, ma la Poesia in particolare, è frutto dell’accostamento della scelta di esse, da parte dello scrittore e della personale visione, circa il mondo esterno e la vita.

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Alla settimana prossima con un nuovo articolo di Grilletto!

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