La bambina del treno: recensione di Marina Atzori

La bambina

La bambina del treno di Lorenza Farina

Genere: Libri per bambini – Romanzo

CE: Paoline Editoriale Libri

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Sinossi La bambina del treno

Lungo la strada gli occhi della bambina si incontrano con quelli di un bambino che dal ciglio della strada guarda incuriosito i treni sfrecciare. I due si salutano con la mano e il racconto della storia passa a quest’ultimo, che chiede a sua madre il perché di quel viaggio. Due bambini, due madri, due punti di vista. È difficile trovare le parole adatte per spiegare l’olocausto ai giovanissimi. È difficile pure trovare le immagini adeguate. In occasione della Giornata della Memoria, 27 Gennaio 2011. Età di lettura: da 8 anni.

 

 

La bambina del treno
Immagine tratta dalla quarta di copertina

Recensione di Marina Atzori

“La guerra ha oscurato il sole nel cielo e la gioia nell’anima”

La bambinaQualche tempo fa acquistai un calendario arricchito da graziose illustrazioni e frasi abbinate che invitavano alla lettura. Rimasi catturata da una in particolare: “Chi legge è un tipo a colori”. Andai a leggere il nome della scrittrice e il titolo del libro riportati in calce, si trattava di Lorenza Farina con “Il volo di Sara”. Fu così, un po’ per caso, che scoprii alcuni scritti di questa bravissima autrice. “La bambina del treno” è stata un’autentica scoperta, una delle storie per bambini più belle e suggestive che io abbia letto negli ultimi tempi. La storia è quindi indirizzata ai piccoli lettori della scuola primaria, eppure, è in grado di toccare il cuore a chiunque desideri leggerla. L’età conta poco di fronte a un libro come questo. Le tematiche affrontate sono la deportazione e la guerra. Lorenza Farina sfiora argomenti di spessore con estrema delicatezza. Stile e linguaggio semplici accompagnano naturalmente la narrazione in modo che il bambino possa approcciarsi per la prima volta, iniseme ai geinitori o agli insegnanti, a messaggi educativi importanti come quelli appena riportati. L’essenza della trama del libro descrive la guerra come ingiusta e come negazione della libertà, fisica e di pensiero. “La guerra ha oscurato il sole nel cielo e la gioia nell’anima”.

Le immagini contenute nel libro seguono e completano questo racconto in modo stupefacente, risultando veri e propri capolavori. I disegni dell’artista Manuela Simoncelli sono carichi di intensità e di significato, amalgamandosi perfettamente all’anima della piccola Anna, la bambina protagonista. L’invito a riflettere è costante, accompagnato da un velo di malinconia e amarezza che silenziosamente introducono alla Storia passata, quella Storia che brucia ancora e rievoca nella memoria, passaggi tremendi che non bisognerebbe dimenticare mai. La presenza di una farfalla blu che si posa inconsapevole sui fili spinati coinvolge emotivamente il lettore trasportandolo con le ali della fantasia al centro della storia. Anna è circondata dall’unica cosa che sembra proteggere i suoi pensieri innocenti: la Natura, che con i suoi colori vivi, tenta di emerge con dolcezza tra queste meravigliose pagine che sanno di Poesia, tanto sono ben scritte. Le inferriate del treno di cui parla la scrittrice si contrappongono al sentimento di una speranza che sfuma insieme al paesaggio, attimo dopo attimo. La realtà scorre rapidamente e racconta di una storia triste, quella della Guerra, della prigionia, della sofferenza e dell’impotenza. In questo libro regna in ogni angolo l’attaccamento alla vita, anche grazie alla forza delle scelte grafiche che rappresentano sì, la guerra che ha strappato, senza riguardo, proprio quella agognata libertà che appare come una macchia di colore nel buio, sottoforma di una meraviglia della natura rara e inconsueta che ne impreziosisce il profondo significato: la farfalla blu.

La bambina

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