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Ingegneri: A.A.A Umanità virtuale cercasi


Ingegneri: A.A.A Umanità virtuale cercasi

Umanità virtuale: (quando c’è) si fa sentire, non quanto il Padulo, però…

Ingegneri

Alzi la mano chi non ha letto il post sull’annuncio di lavoro rivolto agli Ingegneri.

“Come una freccia dall’arco scocca e vola veloce di bocca in bocca…”

Fabrizio De Andrè

Ingegneri

Le hook news funzionano e diventano virali in men che non si dica. Eh sì, in questo caso è poco ma sicuro: l’umanità virtuale c’è stata, l’oppio dei popoli si è fatto sentire a gran voce, a suon di commenti e condivisioni. Non so se me lo sarei aspettata o meno, ma è andata così: la quasi totalità del popolo web si è stretta attorno a questa hook news decisamente interessante, da approfondire senza offesa da parte di nessuno. Non potevo di certo farmela sfuggire, e neanche se avessi voluto sarei riuscita a schivarla, visto il polverone che è stato sollevato intorno alla vicenda.

IngegneriGià! Più notizia gancio di questa non ce n’è. Ma attenzione, qui si è andati ben oltre ogni aspettativa possibile e immaginabile. Altroché uncini! Attorno all’azienda incriminata, si sono stretti cerchi infuocati a livelli di guardia e, a meno che ai vertici, non ci siano leoni ammaestrati e abili pompieri a fare in modo di scamparla bella, credo diventi davvero difficile uscire indenni da fiammate così alte. Hanno sbagliato? Sì, no, forse? Non sta a me dirlo. Una cosa però la dico lo stesso, fuori dalle righe. C’è poco da invidiare chi si troverà a gestire una patata bollente del genere. Tra danni all’immagine e excusatio non petitae e accusatio manifestae, c’è da stare allegri (si fa per dire).

Andiamo al dunque però, l’umanità virtuale è insorta, si è espressa questa volta, sotto forma di indignazione, solidarietà, partecipazione, prendendo a suon di ‘schiaffoni virtual-morali’ i responsabili della richiesta boomerang. Evviva! Qualcosa si muove. A questo punto, verrebbe da dire come è stato detto in passato, chi semina vento raccoglie tempesta. Ma non si tratta, tanto e purtroppo, di questioni atmosferiche, anche se questa bomba a orologeria, potrebbe somigliare parecchio ai disastri portati da un uragano.

Finalmente ci si accorge che il mondo del lavoro è un po’ tanto – passatemi il termine – un mondo di furbi. Ma dov’è la novità? C’è, tranquilli che c’è. Deve piacere, però. Lasciatemelo dire: gli Ingegneri non sono – proprio proprio – da considerarsi gli ultimi degli ultimi, una categoria come tante. Senza nulla togliere a nessuno, ripeto, diamo a Cesare quel che è di Cesare.

Più di qualcuno pensa quello che sto per dire e mica a caso. In quante situazioni ci si trova a imprecare: “Questa situazione è davvero una m… porca di quella…, senza un Ing. non se ne esce”, “Ci vogliono i permessi, altrimenti non si va da nessuna parte”, “Metta una firma qui e un timbro qua, tanto nessuno ne risentirà”. Questo è ancora tutto da vedere e da capire. Regna una gran confusione intorno a chi dovrebbe fare cosa e a quanto si viene remunerati per farlo al posto di altri che prendono cinque volte quello che prende un professionista che lavori in un qualunque studio, sotto altre teste. Per fare questi calcoli, giusti giusti, senza sgarrare di una virgola, ci vorrebbe un… indovinate un po’? Sarà perché, senza il loro lavoro, spesso, le attività non possono aprire i battenti e mettersi in regola, sarà perché ragionare e trovare soluzioni, meglio e come questa specifica figura professionale, sanno farlo in pochi, sarà che è una delle facoltà più impegnative da portare a termine, in quanto a logica e preparazione, sarà per tutto quello che volete, stage o non stage, tirocinio, arrampicate sui vetri varie e avariate, la domanda sorge spontanea. Perché mai un neo laureato in Ingegneria, Architettura e compagnia bella, dovrebbe piegarsi a minimi sindacali? La risposta più giusta sarebbe: fatta legge fatto inganno. Certo, quella cifra dell’annuncio che ha fatto il giro del globo, di sindacale ha ben poco, ma questa è ancora e sempre un’altra storia come tante altre storie ingiuste. A proposito, me ne viene in mente una di storia, vecchia come il mondo: quella dell’uccello che vola all’altezza del… sto parlando del Padulo, naturalmente. IngegneriIngegneri, commessi, camerieri, banchieri, fruttivendoli e chi più ne ha, più ne metta, prima o poi, in tutte le professioni, almeno una volta o mille volte, si incontra il Padulo. E senza camminare adesi al muro, possibilmente indossando mutande di ghisa o d’acciaio 18/10, so’ gran… intanto, girano le rotelle, girano le eliche e gira anche il mondo insieme a qualcos’altro… come tante trottole, e ci si trova di fronte, quasi sempre, a una microscopica ombra di sconosciuta meritocrazia, dove titolo di studio, esperienza e capacità quasi mai contano fino al punto di fare la differenza nel curriculum di un potenziale candidato. Piano piano il famoso Padulo si introduce in tutti gli ambienti lavorativi e non solo, e come un falco ammaestrato, fa il suo dovere, colpendo il malcapitato. Cosa aggiungere? Massimo rispetto a chi, come i commessi che lavorano h24 e a chi come gli Ingegneri e altri mille mila lavoratori, stringono i denti e non solo quello, aspettando mesi e mesi di essere pagati con la stessa dignità spesa. Mentre un negozio chiude senza un apparente motivo, mentre un progetto carico di responsabilità è già stato consegnato al committente esigente, non rimane altro che rimettersi nelle mani del grado di correttezza della committenza e caso mai, in quelle di qualche Santo in Paradiso, aspettando il fatidico giorno (quando e se arriva) che vengano saldati i debiti.

E allora? Le chiacchiere stanno a zero, da qualsiasi prospettiva si guardi la questione “lavoro”.

Nel frattempo…

Com’è che dice il buon Gabbani?

A.A.A umanità virtuale cercasi!

E cercasi anche un giro di vite, dico io, per tutte quelle ‘vittime’ di un detto che è diventato dogma, peggio della Fede: “Come va il lavoro? Lascia stare guarda, meno male che c’è!

E meno male che c’è anche chi, il contatto con la realtà non l’ha perso e dice: se le cose cambiassero sarebbe meglio per tutti, non solo per gli Ing.!

Namasté a tutti, ma soprattutto, massima stima alla categoria degli Ingegneri!

Credo siano stati in tanti a sentirsi sottovalutati nel leggere quella e tante altre proposte lavorative indecenti…

Cari Ing.:

un bel respiro e… da oggi: yoga, almeno un’ora al giorno! Vi tocca.

Ingegneri

oooommmm

Se vuoi, leggi l’articolo sull’annuncio incriminato cliccando QUI


Informazioni su Marina

Lettrice professionale, scrittrice e blogger, Digital Contentents Editor (sviluppo video/ideazione/editing di contenuti multimediali e infografica), Self publishing consultant, Editor e Copy editor.
Ha seguito corsi di specializzazione su: Web writing, Talent scouting, Editing e Copyediting, Fotogiornalismo, Personal Branding, Blogging, PNL (Programmazione Neuro Linguistica), Risorse Umane e comunicazione interpersonale. Ha scritto sei libri e una serie di racconti per alcune Antologie, ricoperto il ruolo di responsabile-organizzatrice all’interno della giuria tecnica nella Terza Edizione del Concorso Letterario Internazionale Terra di Guido Cavani (sezione inerente agli ebook), collaborato con Il circuito Network Il Mondo Dello Scrittore. Attualmente si occupa di servizi editoriali e sta lavorando alla realizzazione del suo progetto personale (“Book&Art”). Nel frattempo, scrive, anche se… scrivere è una questione spinosa, anzi “spinosissima”!

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