Il Tratto dell'estensione

Il Tratto dell’estensione: la sensibilità trova rifugio nelle poesie di Adua Biagioli Spadi

Il Tratto dell’estensione è una finestra semiaperta sull’universo dell’emotività.

Il Tratto

Geometrie, iperboli, suoni, colori, realtà trasfigurate. Adua Biagioli Spadi delinea un tratto significativo sulla sua visione della vita come solo una poetessa è in grado di fare, ossia osservando ciò che la circonda con premura e spessore. La delicatezza di questa straordinaria penna è pari a quella di un velo, di un soffio leggero ma importante sul senso delle cose. Il Tratto dell’estensione è un compendio di sensazioni. Si tratta di una calmierata sovrapposizione dei sentimenti più puri, adagiati uno sull’altro. L’amore, la nostalgia e la fugacità appaiono come tanti strati di pensieri che si annidano negli angoli più remoti dell’anima. La scrittrice rivela gioie e dolori e soprattutto un’identità autorale che da subito si presenta complessa e non immediata da interiorizzare, ma proprio per questo stesso motivo si legge e si rilegge scoprendo ogni volta sfumature nuove e impercettibili.

Il Tratto dell’estensione è uno specchio dell’inimmaginabile, è una passeggiata nel buio dove ci si può scoprire diversi da un punto di vista umano.

Luci soffuse, atmosfere e profumi. I versi di Adua Biagioli Spadi conquistano per una segretezza intrinseca e contenuta. L’autrice sembra volersi confidare con il Mondo, camminando in punta di piedi su di esso, affinché possa convivere con il peso dei ricordi senza scivolare nel cratere dei vuoti esistenziali. La poetessa ascolta e sussurra le sue inquietudini, tratteggiando disegni, talvolta abbozzati e talvolta imperfetti, come fossero quadri rappresentativi della sua intima essenza. Si avvertono la guerra e la pace, i duelli con se stessa e il suo divenire incostante, intriso di esperienze vissute e maturate nel tempo. Inoltre, la scelta delle parole contenute nei testi e i riferimenti allo scrittore David Grossman, nelle *note introduttive, confermano una ricercatezza non consueta che impreziosisce ogni singolo concetto.

*La linea fragile

Notte fonda. Mi sono alzata e tutto mi gira intorno.

Ho paura di quello che scriverò”

 (D.Grossman)

Il Tratto Il ritmo è reso piacevole dalla presenza significativa di figure retoriche.

Il Tratto dell’estensione apre le porte a più soluzioni interpretative attraverso le quali il lettore attento può ritrovarsi e addentrarsi.

Eleganza e sonorità sono i pregi più evidenti di questa raccolta, legata a più fili conduttori. Grazie alla notevole capacità espressiva di Adua Biagioli Spadi, la sensibilità trova il suo rifugio, il suo guscio, in un gomitolo di messaggi appaganti e avvolgenti.

Le parole chiave invitano il lettore a guardarsi dentro e a percorrere un viaggio introspettivo che lascia il dovuto spazio a momenti di silenzio costruttivo.

La recensione riporta alcuni brevi estratti e svariati termini (in corsivo) che mi hanno permesso, sia di rendere più completa ed esaustiva la mia personale opinione su questa speciale lettura, sia di interpretare e approfondire (spero) al meglio, lo stile dell’autrice.

Sempre la fragilità si dirige sommessa alla deriva/nello slaccio d’abbandono del sentire/è la lacrima a cogliere la perfetta stanza della noncuranza…

slaccio/deriva/abbandono/sentire/cogliere/stanza

Metamorfosi, resa, accettazione, assorbimento e una stanza, un luogo banale – ma attenzione –, solo all’apparenza.

In questa stanza sono racchiuse energie complesse e il desiderio di un volo pindarico che sfiora e mette a nudo i lati più oscuri.

Ripartirò da qui, dall’incendio dei colori/luoghi incerti della brezza.

incendio/colori/luoghi incerti/brezza

E poi, lurlo silenzioso in volto/il linguaggio muto del cercare vita/…

Si intravedono due strade. Da una parte il tentativo di nascondere, adombrare per pochi attimi, sensazioni forti attraverso la negazione del suono. Dall’altra l’impegno a superare se stessi e le proprie fragilità di fronte agli ostacoli.

Dalle preferenze stilistiche di Adua B.S. emergono un senso di difesa e un’ambizione nel comunicare un’evoluzione spontanea, sofferta, ma non troppo. Aleggia la metafora di un involucro di cristallo entro il quale sopravvivono scomposti frammenti di strofe intime e assonanti.

Il tratto è il vero protagonista di ogni azione e conseguenza. Il tratto sottrae e aggiunge, unisce e divide, accorcia e allunga, spezzandosi per poi ricomporsi. L’estensione è crescita, consapevolezza e volontà di ridurre le distanze con gli stati d’animo che più temiamo.

Nel Tratto dell’estensione c’è cautela, c’è incertezza, ci sono mancanza e pienezza, instabilità e vertigini ma anche affinità e legami stretti con il passato.

*Il segno possibile

 “Non dobbiamo estirpare il bulbo del fiore a ogni minuto

per misurare la lunghezza della radice”.

(D.Grossman)

Il Tratto

La poetessa si affida alla Natura, lo fa lasciandosi andare, cogliendo le infinite possibilità da essa offerte non senza nutrire un certo timore reverenziale nei confronti degli elementi che ne caratterizzano il ciclo vitale. Come potrete vedere da alcuni passaggi che ho estrapolato, la potenza generatrice è il cuore pulsante di gran parte dei componimenti poetici di Adua Biagioli Spadi.

L’acqua e gli orizzonti, le betulle fuori operanti e timide, lumache respirano piogge residue, e ancora, I torrenti misurano i millenni, mari grandi/ingoiati dai delfini…

Ma non è tutto…

I sogni sono gradini o salite./Le distanze metri o minuscole fugacità.

C’è misura, c’è fatica, ci sono i distacchi e la transitorietà.

Non si può non sentirsi protagonisti di questi significati universali. L’ingenuità descritta e accarezzata dall’arte poetica di Adua Biagioli Spadi può appartenere a tutti coloro che intendano accoglierla per farla propria e tramutarla in ricchezza, valore e sostegno.

I sogni, nella vita di tutti i giorni, possono ammantarsi di utopia. Nella Poesia invece, può accadere il contrario. I sogni possono vestirsi di eternità. E allora anche le montagne invalicabili si trasformano in opportunità d’essere, donna o uomo. L’importante è credere in un possibile cambiamento. Nulla è definitivo nella Poesia, tutto scorre e continua. Persino il dolore, che sembra non voler muovere nemmeno un passo, lontano dalla sua fonte d’origine, si evolve, nella Poesia. Per cambiare è necessario aprirsi e quietare i conflitti interiori pur con i propri illimitati limiti. Nel Tratto dell’estensione, non solo potrete identificarvi, ma anche condividere l’universo emotivo di un’artista di grande talento, Adua Biagioli Spadi, di cui sentiremo parlare ancora, ne sono convinta.

Il tratto

#coltiviamolalettura

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Sono Marina, autrice, poetessa e copywriter freelance. Scrivo per fuggire dal caos del mondo. Cosa voglio fare da grande? L'eremita. Ci sto lavorando. Presto non avrete più mie notizie perché sarò sul cucuzzolo di qualche montagna a scorrazzare con un San Bernardo e a raccogliere fiori di genziana. Parola di - non più tanto giovane - marmotta.

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