Hook news e il purché non se ne parli


Hook news, meccanismi social, compagnia cantanti e il purché NON se ne parli

hook news

Non potevo non inserire alcune delle mie impressioni di questi giorni, all’interno della mia nuova rubrica hook news.

Come sapete la comunicazione è uno dei miei argomenti preferiti. Così mi sono detta: perché non proseguire con un discorso precedentemente iniziato, sugli strani meccanismi che ruotano intorno ai social e al web. Dunque, eccomi qua, pronta a confrontarmi con voi e a sapere come la pensate.

Parto con una provocazione, che tanto provocatoria non è…

CANTO I – Dante nella selva oscura

«Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.

Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!»

Fedez ha…

no, non ce la posso fare.

Yes we can!

La notizia o meglio la hook news già la conoscete. Be’, la selva oscura non è nient’altro che il mondo del web e non si può negare, seppure con estrema ironia, che nel pensier rinova la paura.

Anche perché, in questi giorni, l’argomento principe del Web è stato ‘quello’ che non è più un mistero per nessuno. Fedez non è stato il primo a farlo, a chiedere la mano alla sua fidanzata. Già Pintus (attore comico triestino di origine sarda), lo ha preceduto qualche tempo fa, proprio all’Arena di Verona, interrompendo il suo show.

Ma qui non si tratta di chi fa qualcosa prima di qualcunaltro, bensì di strani meccanismi “networkiani” che lasciano perplessi.

hook newsSocial di qua e social di là, adesso lo sappiamo: oltre ad aver scritto un libro, il rapper milanese, si sposerà. Pace e bene! Le visualizzazioni dei blog pilota riportano quattro, forse cinque righe stringatissime rigorosamente corredate dalla dicitura ©riproduzione riservata.

Rinnovo la pace e il bene, e aggiungo: AMEN! Guai a copiarne anche una sola sillaba! A prescindere dal fatto che l’idea non mi ha neanche sfiorata, ho invece preso la palla al balzo su questa mina vagante mediatica per dire la mia su un paio di cose.

No, Fedez non è il capro espiatorio, lungi da me! Anzi, approfitto per fare i miei migliori auguri a lui e la sua futura consorte. I confetti e le giuste nozze non mi solleticano particolarmente, ma questa è un’altra storia…

Il problema è un altro, o meglio, sono altri. Affrontarli tutti e tutti insieme sarebbe troppo.

Provo a farlo, in parte.

Inizio con il fenomeno mediatico, che cos’è? Un prodotto promosso dalla Tv o dalla catapulta Social. Una roba, per intenderci, che se anche non la vuoi vedere o sentire ti arriva lo stesso, in una maniera o nell’altra. Una specie di imbuto dove si propinano quelle che io chiamo hook news (notizie che agganciano) e che poi, NON per magia, diventano virali.

Avete presente i volantini delle offerte nella buca delle lettere o lo spam delle mail, o la sabbia nelle mutande? Ecco. Le hook news sono tutte queste cose non simpatiche, non carine e men che meno coccolose. L’esatto contrario dei pinguini di Madagascar, per capirci.

Quindi non sempre si è interessati, ma, caso strano, gli algoritmi del nostro disinteresse, se ne fregano, ed è così che si viene sommersi di hook news che definirei poco utili.

hook newsLa faccio semplice: non può accadere a tutti di diventare famosi perché si ha una storia sfortunata o travagliata alle spalle che si trasforma nella FAVOLA. Quindi non provate nemmeno a emulare questi bravi affabulatori che cavalcano l’onda: “Io non ero nessuno e adesso viaggio con la Porsche”, oppure: “Ho ricominciato da meno di zero e adesso sono amministratore delegato della Pinco Pallino”. Bella eh, la fiaba del nessuno che diventa qualcuno con e senza i like, un po’ meno  per i contenuti e il talento artistico. Su questo, mi arrendo e affido le conclusioni agli addetti ai lavori, perché bisogna essere corretti: non sempre è così. Tuttavia, mi dispiace deludere chi ci crede, ma il palinsesto della lucertola che diventa coccodrillo, il più delle volte, è un abito di scena costruito su misura, con un progetto ben preciso alle spalle. Prendete me: io sono una semplice spettatrice, per esempio, una che si diverte ad esprimere ciò che pensa, senza il benché minimo appoggio degli algoritmi.

Per la cronaca ho una Suzuki e non con il Cayenne. Chissà se farò notizia, scrivendo che l’anno scorso piangevo sui cartoni del trasloco come il famoso rapper J-Ax, che adoro, tra le altre cose. Non farò mai il botto, lo so bene! Freddure a parte, una cosa ancora, la voglio dire. Si è tanto discusso, ultimamente, sui talent, sui giudici degli stessi, sui meccanismi che destano più di qualche sospetto tra le varie fazioni internaute. E qui, mi riallaccio al “fenomeno Social”.

hook news

Sul web c’è chi dovrebbe contare fino a… otto rovesciato, ma c’è anche chi, educatamente dice la sua, senza alzare troppi polveroni e denuncia alcuni automatismi non proprio chiari. Vedi il caso di Amici con Morgan. Per carità, siamo in un paese libero, chi vuole può anche portare la bandiera della verità che sta nel giusto mezzo.

Ma il giusto dov’è? Io non lo vedo.

A me e non solo a me – a quanto sembra –, i dubbi sono sorti sull’abbandono “spontaneo” dell’istrionico cantante. Buona parte degli spettatori che ha seguito la vicenda Morgan-DeFilippi, soprattutto sui canali Social non ha avuto la stessa voce della controparte o l’importanza che avrebbe meritato, in quanto contradditorio.

In questa occasione è successo un po’ come per le interviste dei politici. Domande e risposte concordate, meglio se chiuse. Mai uscire dal seminato, tanto per riempirsi la bocca con la linea di azione di chi vuol fare sempre le cose giuste e non far torto a nessuno si fa cadere tutto nel vuoto, come se nulla fosse successo. Comunque, presa da curiosità, un giretto nei gruppi e nei form l’ho fatto. I sostenitori di Morgan non erano proprio i quarantaquattro gatti della canzoncina (c’ero anch’io), ma non ditelo a nessuno, se no, mi tocca chiudere bottega, a sto giro. Diciamo che tra le tante cose lette, spiccava una frase d’ordine intorno al quid pro quo: “In questo programma si premia il talento”. Oh, era ora. Finalmente! Ma certo, come no! Si fa anche altro però. Si fa finta di niente, quando l’arroganza supera l’asticella, e quando, ragazzi poco più che ventenni si sentono arrivati, salendo in cattedra, sentendosi forti di un teatrino che li spalleggia affinché non subiscano traumi post-televisivi. Eh, va be’, beviamoci anche questa versione, mentre il resto del mondo cerca di andare in giro a farsi conoscere, bussando ad ogni porta per poi trovarla quasi sempre chiusa. A proposito di ciò, c’era chi non era proprio in linea con le crisi dei ragazzi, non proprio così sfortunati a vivere l’esperienza che stanno vivendo.

La casetta bianca era in tenuta antisommossa prima dell’avvento di Emma. La cantante mette le pezze come se nel programma, fino a un momento prima, ci fosse stato il Conte Dracula a seminare il terrore.

Riassumendo: in mille mila gatti la pensavano in maniera differente, ma anche qui, i Social sono contati poco e niente, i cumuli di sabbia un filino in più. Inutile dire che siamo al giro di boa del “torna comodo”.

Sicuramente, invitare Saviano, a mezzanotte, a parlare di questioni veramente serie mette una toppa grande come una casa, ma come dicevo a inizio post: spostare l’attenzione purché non se ne parli, dà da pensare. Ma lasciatemelo dire: forse Luca e Paolo sono ‘vagamente’ più adatti al contesto. Ma queste sono scelte, da una parte e dall’altra.

In ogni caso, lo sapete bene: a me piacerebbe che succedesse altro. Da spettatrice del mondo web: vorrei vedere un po’ più di correttezza e rispetto nei confronti di chi ha una testa per pensare.

E poi… dico ancora una cosa. C’è tristezza nell’aria, c’è penuria di verità vera, c’è carenza di motivi e di aghi della bilancia. Troppa polvere sollevata, per i miei gusti, quando non serve.

C’è chi chiede la mano all’Arena e non fa niente di male, e poi c’è chi si fa i self pericolosi sui grattaceli rischiando di lasciarci la pelle. Se per scagionarsi, si lancia il messaggio che a farsi le foto a 200 metri d’altezza sono professionisti, non è proprio il massimo.

Sì, certo, il massimo sarebbe stato un altro: non andargli dietro con le telecamere, ai ginnasti che lo fanno per lavoro, ma pur sempre nell’illegalità più totale e nella pericolosità estrema. Non so voi, ma io sono confusa, e parecchio. Dove sta la logica in tutto questo? Dove andremo a finire?! Spero di non essere l’unica a chiedermelo.

Io per non sapere nè leggere nè scrivere, la risposta di Morgan, me la sono letta

andate a questo link, se volete farlo anche voi.

Buone hook news a tutti!

#hooknews tornerà la settimana prossima…


Informazioni su Marina

Sono nata a Chivasso ma le mie origini sono sarde al 100%, freelance, editor, blogger irriverente come un avvocato, ma soprattutto scrittrice affetta da “sindrome di inchiostro”. Mi sono diplomata all’Istituto Magistrale, ho frequentato la Facoltà di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Torino, seguito corsi di approfondimento su: Web writing, Editing, Fotogiornalismo, Personal Branding, Blogging, PNL (Programmazione Neuro Linguistica), Risorse Umane e comunicazione interpersonale. Per quindici anni sono stata impiegata presso una multinazionale leader mondiale nel settore dell’abbigliamento sportivo, dove ho acquisito una considerevole esperienza in materia di Marketing, Customer service, gestione del personale (merchandising product, team building, staff planning, problem solving, risk management) assumendo un ruolo di responsabilità all’interno dell’organigramma e del Team Management. Insomma: una bella macedonia il mio percorso pre-autorale! Poi, nenche tanto poi, ho iniziato a scrivere e non sono più riuscita a smettere. Ho scritto sei libri, una serie di racconti per diverse Antologie, ricoperto il ruolo di giuria tecnica nel corso delle tre edizioni del Concorso Letterario Internazionale Terra di Guido Cavani e collaborato con Il circuito Network Il Mondo Dello Scrittore. Attualmente, indovinate un po'? Scrivo e spero di continuare a farlo... ad interim! Anche se... scrivere è una questione spinosa, anzi "spinosissima"!

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