Elisabetta Bagli e Marina Atzori si presentano ai lettori nella rubrica ArtistiAlloSpecchio e in occasione dell’ampio programma di attività per i più piccoli previsto da Passione Italia 2019 (Madrid).

Ci siamo. Tra qualche giorno inizia Passione Italia 2019 (1-2 giugno dalle 10.30 alle 11.30), evento organizzato dalla Camera di Commercio italiana di Madrid.

Alla manifestazione socioculturale saranno presenti i due libri, Mina, la fatina del Lago di Cristallo di Elisabetta Bagli e il mio libro, Ciro il pulcino e il Mistero del Lago Pungente. Non è la prima volta che Mina, la fatina e Ciro, il pulcino si “incontrano”. A me e ad Elisabetta piace ricordare ogni anno e condividere con i lettori questa “tappa” del nostro percorso letterario che ci sta molto a cuore. Questa volta, però, sarà diverso, perché vi faremo scoprire qualcosa in più di noi e delle due storie che si assomigliano per i valori che abbiamo voluto infondere nei nostri personaggi. Sono felicissima, quindi, di ospitare nella mia rubrica “Artisti allo specchio”, colei che ha contribuito, non solo a fare uscire Ciro dal suo uovo, ma anche e a renderlo un po’ internacional. Olè!

Un ringraziamento speciale va a tutti gli organizzatori dell’evento e naturalmente a Elisabetta Bagli per questa intervista giocosa in cui ci siamo divertite a raccontarci e a raccontare i nostri libri, la nostra amicizia e, dulcis in fundo, la passione per la poesia.

Y ahora, vamos con la entrevista!Elisabetta Bagli e Marina Atzori

 

Marina chiede → Elisabetta risponde

M: Italiano o Spagnolo. Quale dei due modi di pensare ha influito di più sulla realizzazione di “Mina, La Fatina del Lago di Cristallo”?
E:
Sicuramente italiano, anche se la storia si svolge nello splendido Parco delle Meraviglie, ispirato al Parque del Retiro di Madrid. Le due bimbe protagoniste sono italiane e, anche se si muovono in un ambiente spagnolo, in realtà la loro base di partenza è italiana. Osservando mia figlia con le sue compagnette di scuola mi sono ricordata di quando andavo a scuola io ed ero così piccola, di quando stavo iniziando a scoprire il mondo, i sentimenti, l’amicizia, le illusioni e le delusioni… In pratica, tutte le cose che ogni essere umano scopre a quell’età. E per spiegare ai miei figli che non sempre è tutto “rose e fiori”, come diciamo noi in Italia, ho inventato insieme a loro questa storia.

M: Se fossi Mina la fatina, in che cosa mi trasformeresti con la tua bacchetta magica (ho già paura!)?

E: Tu Marina sei meravigliosa e ti trasformerei in un’Ape con gli occhialini, sì, perché è l’animale giusto per te: sei una persona bella, diretta, buona, operosa, ti adoperi affinché tutto vada sempre bene, nel lavoro e nella vita privata, sei una vera Amica per me!

M: Posso dire la stessa cosa di te, mi ritengo fortunata ad averti come amica. Tu invece in che cosa ti trasformeresti?

E: Io…, invece, mi trasformerei… in un leopardo, proprio come quello che ho descritto nella mia poesia dedicata a questo felino per la tua splendida iniziativa “Naturalmente Poesía”... perché è vero che attacca (so di non essere una persona propriamente tranquilla!), ma so riconoscere quel che di buono c’è intorno a me, lo so apprezzare e anche esaltare se lo reputo giusto e necessario.

M: Spero che l’iniziativa porti a dei risultati, i presupposti sono buoni. Com’è che si dice? Chi ben comincia è a metà dell’opera! Ma torniamo a Mina… sono curiosa: la neve fa da sfondo al paesaggio incantato descritto nella tua bellissima storia. Perché hai scelto l’atmosfera ovattata e silenziosa dell’inverno per scrivere questa la favola?

E: Perché l’11 gennaio del 2010 cadde una nevicata impressionante a Madrid e coprì tutto con quel manto bianco candido e soffice. Ci divertimmo da morire con i miei figli e i loro amichetti al Parco del Retiro che è a un passo da casa mia. Mio figlio Stefano doveva ancora compiere 4 anni e Francesca ne aveva sei e mezzo. Devo dire che è stato un momento magico, durato solo un paio di giorni, ma che ricorderemo per tutta la vita. Feci moltissime foto in quell’occasione ai miei figli e al Parco e non potevo non immortalare quel momento anche attraverso la scrittura, non ti sembra? Anzi, dello stesso momento è anche la poesia “Neve” che è inclusa nella mia prima silloge “Voce”, tradotta da me in spagnolo con il titolo “Nieve” e inclusa nella silloge in castigliano “Voz”.

M: “Il dono dell’amicizia”: questo è il titolo dell’ultimo capitolo di Mina, La Fatina. Che cos’è l’amicizia, per te?

E: L’amicizia per me è essere sempre accanto all’altro nel momento del bisogno, nel momento delle risate, nel momento in cui è necessario confrontarsi con uno specchio che sai che non ti tradirà mai!

M: Mi dai la possibilità di aggiungere un capitolo alla tua storia e di dargli un titolo?

E: Certo!

M: Dunque: “Dietro la porta segreta del Palazzo di Cristallo”. Chi o che cosa nasconderesti dietro la porta azzurra con un pomello a forma di stella?

E: Ohhh… vediamo… sono un po’ scontata, lo so, i miei filgi, la mia famiglia, i miei amici!

M: Ti senti più Corinna o Cordelia?

E: Senz’altro Corinna, sono ingenua come lei, nonostante le varie esperienze, anche negative che hanno costellato il mio percorso di vita. Lei crede nella sua amica, lei crede nel bene ed è piena di entusiasmo nel volerlo fare. È una ragazza come ce ne sono tante, genuina e generosa, con un grande difetto: l’ingenuità che dovrà apprendere, a sue spese a equilibrare con un po’ di acume sottile che nella vita non viene mai male.

M: Hai mai espresso un desiderio che poi si è avverato? Me lo racconti?

E: Ce ne sono vari, mamma mia! Non posso raccontarteli tutti, ci vorrebbe un tomo! Da questa risposta mi rendo conto di essere stata davvero fortunata nella vita! Volevo un marito, dei figli, una casa, vivere all’estero e scrivere! Cose che si sono realizzate tutte! Ne ho anche altri che ancora si devono realizzare, ma no ti li dico… hai visto mai che rivelandoli non si realizzino?

M: Una favola che hai letto da bambina e che porti nel cuore.

E: Una romantica come me a quale favola poteva far riferimento se non alla Cenerentola di Perrault? Sognavo il riscatto dalle sorellastre e dalla matrigna (alcune amichette che quando ero piccola mi facevano impazzire!), sognavo il Principe azzurro e volevo il Castello! E ora ho tutto, sai? Pure il Castello con un giardino immenso e il Palazzo di cristallo con un bel lago di fronte… ti ricorda qualcosa? 

M: Fammi indovinare… d’inverno nevica e intorno c’è un’atmosfera da favola… 

“Mina, la fatina del Lago di Cristallo”

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Elisabetta Bagli e Marina Atzori

Elisabetta chiede → Marina risponde

E: “Ciro il pulcino e il Mistero del Lago Pungente” è una storia d’amicizia, di animali completamente diversi tra loro che si aiutano con un unico scopo, quello di salvare una fattoria. Quanto è importante per te il valore dell’amicizia? E della diversità?

M: Con questa domanda hai centrato perfettamente il nucleo narrativo di Ciro: a Becco Arancione, la fattoria di Ciro, non si coltivano solo fragole e insalata, ma soprattutto amicizia e rispetto delle diversità, due valori, per me, imprescindibili e incommensurabili che possono portare lontano, oltre i pregiudizi. Inoltre, la scelta di affidare un’intera fattoria a un pulcino non è stata casuale. Il messaggio principale è senza dubbio che l’unione fa la forza, anche quando le vicissitudini ci mettono a un bivio. Trovare una mano tesa, una parola di conforto quando ci si trova in difficoltà è fondamentale.

E: Quanta Marina c’è in Ciro e quanto Ciro in Marina?

M: Me l’aspettavo la domanda “Marzulliana”. Ciro rappresenta un sogno, anzi, il Sogno nel Cassetto, quello che avrei voluto realizzare “da grande”, vale a dire avere una fattoria tutta mia. Ebbene… c’è tanto di Marina in Ciro e ancora di più di Ciro in Marina. Ti dirò di più, Ciro sono io: sensibile, allegra, golosa, tenace, con l’aggiunta di una storia faticosa alle spalle, simile alla sua, ma con un’unica differenza, il lieto fine deve ancora arrivare. Comunque, sono fiduciosa, lo sto aspettando. Prima o poi arriverà! In Ciro, invece, il finale riserva al lettore più di una bella sorpresa. Quando tutto sembra essere perduto, in un momento di sconforto, Ciro trova la forza di rialzarsi nelle parole della lettera di Babbo Cedro. Mi sono commossa a scrivere questo passaggio, spero che possa emozionare anche chi lo leggerà.

E: Quante marmellate hai preparato nella tua vita? Qual è quella che ti piace di più? La marmellata è legata a un tuo ricordo?

M: Touché! Per caso, hai la palla di cristallo nascosta da qualche parte, dì la verità?! Io adoro pasticciare con le composte e le confetture, è uno degli hobby che amo di più. Non c’è un ricordo in particolare che mi leghi a tutto ciò. Forse perché sento di avere un legame speciale con l’orto e gli alberi da frutta, specialmente con il ciliegio. La confettura che amo di più? Indovina un po’… quella di ciliegie! Slurp! 😛

E: La ricetta della crema di nocciole Ciro ce la svelerà un giorno? Siamo curiosi di sapere se ci sarà un seguito.

M: Bella domanda. Gli ingredienti, anche se solo in parte, sono stati svelati nel libro. Non ti nego di aver pensato a un seguito… sarebbe una buona occasione per rivelare definitivamente i segreti della crema di nocciole di Bosco Acerbo.

E: Se avessi una fattoria oltre ai pulcini quali animali metteresti?

M: Bella domanda. Sicuramente un gatto, un pappagallo, due caprette, poi le galline, le mucche, un asinello e un San Bernardo come quello di Heidi. Ogni tanto mi immagino a piedi scalzi saltellare per le praterie, magari (ecco, appunto, magari!) con le farfalle che mi svolazzano attorno. Bello eh?!

E: Quale libro per bambini ti sarebbe piaciuto scrivere?

M: Sicuramente “Il Colombre” di Dino Buzzati, un vero e proprio capolavoro, una storia un po’ enigmatica. Parla di uno squalo misterioso e magico, Il Colombre, per l’appunto, che si rende visibile solo alle proprie vittime (i marinai), che perseguita per anni  fino a divorarle. Così si è portati a pensare, perlomeno. Durante un’attraversata in mare con suo padre, il piccolo Stefano vede l’animale marino e ne capitano di tutti i colori, una pagina tira l’altra, come le ciliegie… Non ti dico il seguito, anzi, ti consiglio di leggerlo.

E: Quale consiglio daresti a un insegnante e ai genitori nella scelta di un libro per bambini?

M: Non è semplice. Ci provo. Sulla carta sono una maestra, quindi spero di poter dare un buon consiglio agli uni e agli altri. Sicuramente suggerirei una lettura sull’amicizia, tipo “Mina, la fatina”, e poi, un libro che avvicini i bambini alla natura. Per esempio,“Il libro della Jungla” di Rudyard Kipling, e perché no, una delle favole di Luis Sepúlveda, sono tutte una più bella dell’altra. Proprio di recente, ho letto “Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa”. Fa riflettere e, allo stesso tempo, sperare in un mondo migliore.

E: Perché secondo te i bimbi dovrebbero leggere Ciro?

M: Be’, Ciro “gioca in casa”, la prima risposta che mi viene in mente è: è piccolo come loro. Poi, di motivi per leggere la favola di Ciro ce ne sono davvero tanti. Vediamo… Perché Ciro è un pulcino attento, generoso e altruista, che non si arrende di fronte alle difficoltà. E poi, perché ci sono: il rospo Gaetano, l’aquila Leonida, le mucche mangia-ortiche, lo scoiattolo zoppo, il mercato di Piazza delle Melanzane, Nello e Vito e, naturalmente, per scoprire che cosa si nasconde dietro il Mistero del Lago Pungente. Ma soprattutto: perché quando un sogno diventa più forte di tutto il resto, non si può fare a meno di inseguirlo. Anzi, guarda, approfitto per dare ai più piccini un messaggio.

Bimbi: inseguite i vostri sogni e immamoratevi dei libri e della lettura. Vi assicuro che vi aiuteranno a crescere e a viaggiare con la fantasia.

    

           

“Ciro, il pulcino e il Mistero del Lago Pungente”

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Ciro il pulcino

Grazie carissima Elisabetta per aver partecipato ad AristiAlloSpecchio!

 

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