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Editor e autore: come nasce un libro?

Chi è e chi non è l’editor e di che cosa si occupa nello specifico? Come nasce un libro e quali passaggi occorrono per il publishing, ossia, il processo di pubblicazione? E ancora, quali sono gli interventi editoriali necessari di cui un testo non può fare a meno, una volta terminate stesura e revisioni da parte dell’autore? Oggi vi parlo di tutto questo e di altre questioni spinose riguardanti l’editing, attività semisconosciuta e considerata (non sempre eh?!) non indispensabile.

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Ecco, più o meno, funziona così…

Le cose di ogni giorno raccontano segreti

A chi le sa guardare ed ascoltare

Per fare un tavolo ci vuole il legno

Per fare il legno ci vuole l’albero

Per fare l’albero ci vuole il seme

Per fare il seme ci vuole il frutto

Per fare il frutto ci vuole il fiore

Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore

Per fare un tavolo ci vuole un fiore

[…]

Estratto da Ci vuole un fiore (1974), Ricordi SMRL

…solo che in questo caso: per fare un libro ci vuole un editor.

Tanto per cominciare, quando si parla di scrittura e di editoria (e non solo), non sempre si ha cognizione di causa. Le idee sono spesso tante e confuse. Ho assistito a battibecchi inenarrabili intorno a temi ʻscottanti᾽ come correzione libri e pubblicazione. Leggere ragionamenti del tipo: “Per colpa dell’editor il mio libro non ha venduto come mi aspettavo”, “L’editor non solo ha modificato quasi tutto il testo, lo ha persino stravolto, tagliato e non si è nemmeno accorto di questo o di quel refuso…”, mi ha acceso in testa la famosa lampadina. Apro una parentesi a proposito di questo modo di pensare un filino superficiale. Sbagliare è umano e, l’editor è un essere umano, non un androide dotato di infallibilità. Detto ciò, mi piacerebbe sentire entrambe le campane, ma questa è un’altra storia. Adesso vorrei definire meglio ruoli e miti da sfatare sugli step previsti al fine di rendere il libro, un prodotto finito e pronto per essere ‘lanciato’ nel mercato editoriale.

Vado con ordine, facendo un po’ di chiarezza sulle fasi e sui ruoli essenziali nell’intero processo di pubblicazione:

  • revisione del testo (editor e autore si accordano sulle modalità di procedura);
  • formattazione e grafica (editor o grafico impaginatore);
  • paratesti: quarta di copertina, alette, titolo, dedica, prefazione (grafico impaginatore);
  • copertina e progetto grafico annesso (grafico impaginatore);
  • scelta del formato: cartaceo o digitale (grafico impaginatore);
  • strategia di marketing e vendita (l’editor scompare, l’autore collabora con la casa editrice).

editorProseguo con un discorso più ampio e a mio avviso più interessante, affrontando da vicino la figura dell’editor, il quale non sostituisce mai l’autore, né impone una cifra stilistica diversa da quella personale dello stesso. Facendo un piccolo passo indietro al discorso precedente, non è detto che l’editor non possa sbagliare. A proposito di errori gravi e non, tuttavia, mi sono resa conto, osservando sui social le discussioni tra membri dei gruppi di scrittori emergenti e da alcune richieste di preventivo che mi sono arrivate, che parecchi autori non sono a conoscenza di alcuni aspetti molto più importanti di eventuali refusi sfuggiti all’editor. Tra le altre cose infatti, individuare le sviste sarebbe compito del correttore di bozze e quando non c’è, purtroppo, può succedere che qualcosa vada storto. In ogni caso, buona parte degli aspiranti scrittori, non solo non sa (bene) la differenza tra editor e correttore di bozze, per esempio, ma soprattutto, entrando nel vivo della questione (spinosa), essi non sono informati su almeno otto nozioni fondamentali che riguardano per l’appunto l’editor (il redattore), una delle figure chiave del mondo della filiera editoriale.

Giusto per mettere dei punti fermi, specifico qui sotto che cosa non fa un editor.

L’editor non è:

  • Una rapa dalla quale cavare il sangue, un nemico acerrimo che vuole boicottare, o rubare le idee all’autore, anzi, egli è una sorta di personal trainer, un consigliere dello scrittore;
  • un beta reader, vale a dire, un conoscente che si presta a leggere il vostro testo e vi dà un’opinione (sempre utile ma non professionale). Nota bene: un giudizio letterario dato da un professionista è un’altra cosa;
  • un agente letterario che invece è un talent scout che gestisce rapporti tra scrittore, libraio e editore;
  • un editore che invece è chi ha facoltà di decidere sulla pubblicazione dei testi;
  • un correttore di bozze che invece è chi interviene sulle bozze nella fase finale del visto si stampi;
  • un copywriter che invece è un autore di testi pubblicitari o redattore pubblicitario di un giornale o di una rivista; talvolta abbreviato in copy);
  • un ghostwriter che invece scrive libri, articoli o discorsi per conto di un’altra persona, che poi li firma assumendone così la paternità e il merito;
  • uno che sa scrivere bene e/o leggere basta.

Come si dice? A ognuno il suo lavoro.

Per cui riassumendo: l’autore scrive, l’editor coglie e interpreta il valore letterario di un’opera e si concentra sul montaggio del testo, l’editore decide se investire o no sulla pubblicazione e sulla distribuzione del libro.

Vi starete chiedendo a questo punto che cosa fa l’editor?

Qui viene il bello, perché l’editor è un vero e proprio artista che può perfezionare l’espressione del pensiero dello scrittore. Fare l’editor non è come lavorare in miniera, su questo siamo tutti d’accordo, ma potete credermi, mettere mano al testo di qualcun altro è tutt’altro che semplice. Se si aggiunge poi, il motivare tagli, correzioni e revisioni, si può intuire per ragioni che in molti ignorano, che ʻeditare᾽ non sia una passeggiata di salute. L’editing è un lavoro molto complesso e impegnativo.

Detto questo, quali sono le sue competenze principali e chi è l’editor?

  • È un professionista nell’ambito della scrittura e conosce bene la tecnica (grammatica);
  • è chi dà gli imput giusti durante le fasi di realizzazione del libro. D’altronde la principale aspirazione di chi scrive è farsi notare da un editore. Perciò mettersi in contatto con un editor fa aumentare le possibilità che il vostro testo, una volta trasformato in libro, sia selezionato e preso in considerazione da una casa editrice;
  • è un intermediario tra chi scrive (l’autore) e chi paga (l’editore) e il consumatore finale (il lettore);
  • è un redattore e ha ottime capacità linguistiche; di solito ha compiuto studi umanistici, fatto corsi di specializzazione sulla materia; attenzione quindi, leggete le about page dei blog. Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio.
  • detiene una spiccata sensibilità letteraria, vale a dire che sa riconoscere il potenziale di un contenuto e sa come renderlo, sia fruibile sia leggibile;
  • è un lettore professionale che è pagato per leggere e fare schede di valutazione dettagliate; tuttavia è necessaria una precisazione. Egli non è chiamato a dare un’opinione dettata dal proprio gusto personale su un testo (mi piace/non mi piace), piuttosto si domanda se al consumatore finale potrebbe piacere una storia come quella cui gli è stato commissionato di lavorare; l’oggettività e un buon senso critico sono due elementi essenziali per definire un editor professionista a tutti gli effetti;
  • concentra i suoi dubbi tenendo conto delle esigenze del lettore e delle prospettive di mercato;
  • trasforma un testo con buone potenzialità in un libro, o meglio, in un prodotto editoriale privo di errori, uniformato, chiaro e coerente, che può aspirare alla pubblicazione con editore. Ricordate? L’editore è chi investe il proprio denaro nel progetto e nel piano editoriale di un libro;
  • rileva punti di forza e di debolezza degli intrecci, dei personaggi, delle ambientazioni;
  • suggerisce miglioramenti, tagli, cambiamenti che diano ritmo, equilibrio, fluidità e armonia al testo, sempre in accordo con l’autore;
  • percepisce un compenso in base ai tempi (più o meno lunghi) e all’impegno richiesti dal testo (più o meno curato); ogni romanzo è un discorso a sé che richiede un’attenzione personalizzata. Infatti, su per un testo ben congeniato può essere sufficiente un editing leggero, su un altro insufficiente e disordinato potrebbe essere necessario agire in modo sostanziale, riorganizzando totalmente il “progetto libro”. Nell’eventualità in cui si chieda un preventivo, bisogna entrare nell’ottica di un prezzo basato sul livello di qualità di scrittura di un autore.

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In parole più semplici e settoriali, l’editor si focalizza su contenuto, stile e forma del testo.

Poi può capitare che si occupi (per questioni economiche), all’interno di una piccola casa editrice, anche d’impaginazione e correzione di bozze.

Riassumendo: lo scrittore non può essere ‘arbitro’ dei suoi stessi scritti, ciò è abbastanza ovvio. perché non avrebbe l’obiettività e la preparazione necessaria.

Alla prossima questione spinosa!

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Sono Marina, editor, autrice, poetessa. Scrivo per fuggire dal caos del mondo in cui viviamo. Cosa voglio fare da grande? L'eremita. Ci sto lavorando. Presto non avrete più mie notizie perché sarò sul cucuzzolo di qualche montagna a scorrazzare con un San Bernardo e a raccogliere fiori di genziana. Parola di - non più tanto giovane - marmotta.

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