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Ebook: per fortuna esistono i numeri e chi non li dà a casaccio


Ebook: un’opportunità per lettori e scrittori

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Buone nuove dal mondo degli ebook

Carta e supporto digitale troveranno un punto d’incontro?

Non si sa. Anzi vedremo…

Sta di fatto che, in tempi non sospetti, alla domanda: chi butteresti giù dalla torre, ebook o cartaceo? La maggioranza avrebbe risposto… indovinate un po’? Naturalmente l’ebook.

Intanto, sono stati fatti dei passi avanti per ciò che riguarda la lettura in formato ellettronico. E, siccome queste notizie sono più uniche che rare, vorrei fare il punto della situazione e rendere partecipe chi si fosse perso qualche aggiornamento interessante.

Per certi versi, trattasi di corsi e ricorsi storici o probabilmente, di un disco incantato che costringe ad ascoltare la stessa musica. Tenendo presente che i mangiacassette e i giradischi sono ormai oggetti da collezione, opterei per la prima ipotesi.

L’attenzione però, pare essersi spostata sensibilmente dalla “piaga X”, dove l’ebook era quasi sempre nell’occhio del ciclone. Perché, ne è uscito? Vi starete domandando.

Ebbene, non del tutto.

Qualche tempo fa vi avrei risposto di no, senza esitazioni. “Oggi” è un grande giorno, perché ci si può permettere il lusso  di una risposta possibilista.

Di nuovo”, in realtà, non c’è molto. Seppure, si inizi a intravedere uno spiraglio di luce in tal senso. Con il passare dei mesi, non solo si invecchia e si diventa più buoni, come il vino, ma si migliora anche, per fortuna! Questo per dirvi che le cose in campo di editoria digitale stanno prendendo una giusta piega.

Proviamo dunque, ad aggrapparci a quel poco, e vediamo se si riesce a ricavare qualcosa di diverso della solita minestra: carta contro digitale.

Alcuni dati riportati di recente, (febbraio 2016) su articolo del Sole 24 ORE (trovate il link di approfondimento a fondo pagina), mi vengono in soccorso lasciando ben sperare. Le somme e le differenze riportate dal Rapporto sullo stato dell’editoria hanno raggiunto finalmente un segno positivo.

Il più tanto atteso farà piacere a parecchi sostenitori dell’e-reader e perché no? Anche agli amanti dei libri in generale! La notizia del giornale più autorevole e titolato a sostenere questa buona nuova, mette un marchio a fuoco su un concetto aperto e condivisibile, senza dover storcere il naso.

Vi faccio un riassunto del riassunto: il mercato del digitale sta crescendo in modo esponenziale.

Gli ebook sono libri, libri esattamente come gli altri

Chi non lo è ancora, farebbe bene a convircesene. Non sarò io a persuadervi, bensì i numeri riportati nei grafici. Chi, come me, non è esattamente una volpe in materia finanziaria, può osservarli e capire come si stanno evolvendo le cose. C’è poco da fare: soprattutto sul piano economico l’ebook è molto forte e abbatte totalmente i costi di stampa per un piccolo editore interessato a creare un mercato parallelo. Dal punto di vista delle tasche, per il lettore, è una festa!

E per l’autore?

È una strada, lunga e tortuosa, piena di polvere da mangiare, ma pur sempre una delle strade possibili per farsi conoscere.

Per carità, non si vuole negare nel modo più assoluto “l’aspetto paterno” della carta.

Che i fogli siano la casa delle parole, il tetto delle storie è fuori dubbio. Tuttavia, il lettore è in grado di distinguere, ha la capacità di valutare entrambi, perché, è quella cosa che la maggior parte delle persone si dimentica di menzionare, a fare la differenza: la qualità.

Dovrebbe essere solo e soltanto lei, l’ago della bilancia, non il formato. Poi, il condizionale è d’obbligo. Intervengono altri fattori a rallentare un processo già lungo di suo: i gusti personali, i prezzi di copertina e, dulcis in fundo, la distribuzione che strozza un bel po’ chi è all’esordio e vorrebbe anche solo assaggiare una briciola della fetta di torta del mercato dei libri.

Perché quelli in digitale vengono spesso catalogati come meno validi?

Questa è facile facile: autopubblicarsi è diventato semplice come bere un bicchiere d’acqua. Questo è vero solo in parte, ma lasciatemelo dire: non bisognerebbe farne un alibi per puntare il dito sugli emergenti che ancora brancolano nel buio. I problemi sono altri.

Tanto, chiunque può scrivere. Ma certo, non c’è nessuno che lo vieta, e ci mancherebbe altro!

Ma: il talento e le capacità sono un’altra storia.

Alla fine, sono davvero pochi gli autori in grado di arrivare al lettore. E in questo, i mezzi a disposizione per la distribuzione lasciano parecchio a desiderare.

Attenzione, comunque: qualcosa è cambiato anche in questo senso.

Vediamo cosa e soprattutto in che modo?

Qua scatta l’altra novità: si pubblicano meno ebook e meno a casaccio.

L’autore evidentemente è stufo di ricevere critiche aspre ma costruttive sulle formattazioni che lasciano il tempo che trovano, sulle copertine improvvisate, i titoli fotocopia e i testi compromessi da sintassi e refusi incommentabili. L’esordiente, generalizzando, sta aprendo gli occhi, è più consapevole, si affida ai beta readers, ai professionisti in modo da presentare un lavoro più curato al lettore, sempre e giustamente più esigente. I vari imput sui vizi di forma dell’autopubblicazione sono arrivati a destinazione.

E ci piace, ci piace assai.

Perché è anche dal punto di vista della forma che bisogna lavorare, per evitare di essere attacccati il meno possibile.

C’è ancora parecchia strada da fare, ma da qualche parte si deve pur iniziare.

In tutto questo vortice di incertezze, c’è chi è pronto, come la sottoscritta, a scrivere su tutti i muri (non ditelo a nessuno!) che l’ebook è opportunità, per gli editori, per i lettori e perché no, anche e soprattutto per gli scrittori.

Qualche stella che merita di brillare tra gli esordienti, c’è, eccome se c’è. Forse è offuscata dai mille mila titoli in ebook che ci sono in giro, ma come vi ho già detto in tante altre occasioni: il segreto è saper aspettare e fare un bel bagno di umiltà.

Intanto che si aspetta una nuova alba, io dico che i libri sono libri tutti. Non esistono etichette, se non quelle dei prezzi nelle botteghe. Possono piacere o non piacere, ci sta. Non demonizziamo però, chi sta tentando, con uno dei pochi mezzi utili, di arrivare, e magari di farsi leggere. Per le vetrine delle librerie bisogna sempre… aspettare, un bel po’. Strano vero?

ebookIn chiusura, tengo a fare una precisazione: io adoro il libro a prescindere, quello fatto di pagine da sfogliare è il top di gamma. Tutti amiamo annusare un libro appena acquistato in libreria! In questo non c’è proprio nulla di nuovo. La questione è che di spazio ce n’è, per tutti, sta all’autore sfruttarlo nel migliore dei modi.

Ripeto, a costo di diventare noiosa: un libro rimane pur sempre un libro non dimentichiamocelo. La fatica di scrivere è sempre quella, l’intenzione di raccontare buone storie nasce comunque da un progetto fatto di carta. Quindi i presupposti per il tormentone dell’alto tradimento del digitale nei confronti del cartaceo, possono essere argomentati come si vuole.

Mi piacerebbe che succedesse una cosa diversa dalla solita battaglia “Sparta contro Atene”, che vincesse la cultura, una volta tanto, senza che gli interessi fossero, tanto per cambiare, al primo posto e prevalichino sulle intenzioni.

Volete approfondire? Cliccate sul link sottostante

articolo su IL SOLE 24 ORE


Informazioni su Marina

Lettrice professionale, scrittrice e blogger, Digital Contentents Editor (sviluppo video/ideazione/editing di contenuti multimediali e infografica), Self publishing consultant, Editor e Copy editor.
Ha seguito corsi di specializzazione su: Web writing, Talent scouting, Editing e Copyediting, Fotogiornalismo, Personal Branding, Blogging, PNL (Programmazione Neuro Linguistica), Risorse Umane e comunicazione interpersonale. Ha scritto sei libri e una serie di racconti per alcune Antologie, ricoperto il ruolo di responsabile-organizzatrice all’interno della giuria tecnica nella Terza Edizione del Concorso Letterario Internazionale Terra di Guido Cavani (sezione inerente agli ebook), collaborato con Il circuito Network Il Mondo Dello Scrittore. Attualmente si occupa di servizi editoriali e sta lavorando alla realizzazione del suo progetto personale (“Book&Art”). Nel frattempo, scrive, anche se… scrivere è una questione spinosa, anzi “spinosissima”!

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