Dente per dente: favola da mille e… [recensione]

Dente per dente di F. Muzzopappa è una favola da mille e una risata, un gioco “pericoloso” da mille un GAME OVER, che non può non finire sul vostro comodino.

Dente per dente

Leo fa il guardiano in un museo particolare, il Mu.CO di Varese. Il nome della galleria è tutto un programma, vero? Tranquilli, è “normale” (si fa per dire). Anche se, da un autore creativo come Francesco Muzzopappa c’è da aspettarsi di tutto, tranne la normalità o la banalità, posso garantirvelo. Dell’autore barese ho già letto (e riletto) un altro romanzo, Heidi. A proposito, se per caso vi siete persi la recensione, potete andare a leggerla QUI.

Siete curiosi di sapere se ho preferito “Heidi” a “Dente per dente”? Ve lo dico dopo. Ovvio!

Due cose ve le posso spifferare adesso, invece:

  • riderete e non poco;
  • due libri di Muzzopappa in un anno non sono mai troppi!

Non lo sono se si pensa che:

  • in questa storia, a dir poco esilarante, l’arte, per una volta, non assume l’aspetto idilliaco del “bello” a prescindere, ma tutto il contrario, perché i quadri esposti al Mu.CO sono terrificanti e soprattutto… “veramente falsi”. Opere di Picasso, Dalì, Duchamp in versione tarocca, inguardabili e per niente “instagrammabili”;
  • la satira debba essere rivalutata nella Narrativa Contemporanea, perché è un genere letterario che merita maggiore spazio e considerazione;
  • il protagonista del racconto è un ragazzo innamorato al quadrato, nonostante tutti i bocconi amari che è costretto a mandare giù, nonostante… la vita di tutti i giorni gli stia stretta.

“Il tutto” di Leo è un vaso (con tanto di goccia che lo farà traboccare) gigante immaginario, pieno fino all’orlo di frustrazioni che neanche un bonzo tibetano riuscirebbe a sopportare

Andrea è una fidanzata “soprammobile”, che si potrebbe definire “1% casa e 99% chiesa”, molto devota alle regole ferree del cattolicesimo, al rispetto maniacale dei dieci comandamenti, e “amarus in fundo”, niente sesso prima del matrimonio.

Insomma, tira oggi, tira domani e tira dopodomani, a un certo punto la corda si spezza. Andrea tradisce Leo e Leo subisce la scena in diretta. Una bella M.!

Sto così male che potrei anche decidere di andarmi a stendere su un binario e sperare nella puntualità dei treni.

Leo è a pezzi e cerca conforto nell’amico Ivan, raccontandogli com’è andata, con una punta d’orgoglio che dura meno di un minuto

Ecco uno scambio (tratto dal libro) di battute tra Ivan e Leo.

[…]

E adesso come stai?

Evito di scendere nei dettagli. Anzi, esibisco una certa tranquillità e tratto le mie corna come un accessorio, un must che talvolta è piacevole da esibire.

Fingi di aver già superato tutto, mi dico. Fingi di aver razionalizzato, ostenta tranquillità. Cerca di apparire un vincente, cazzo, per una volta cerca di apparire un altro!

Stai una merda, vero?

Sì.

[…]

Il momento di sconforto non dura a lungo. La mente di Leo, annebbiata dal trattamento ricevuto, inizia a produrre idee che sarebbe meglio rimanessero in un angolo remoto dell’inconscio… “sarebbe”, appunto, perché invece escono e non vi dico che succede…

Leo vuole vendicarsi di Andrea, violando (il come è da paura!) uno per uno, tutti e dieci i comandamenti. La vendetta diventa il suo obiettivo principale, senza esclusione di colpi.

Si sa, quando un uomo deluso e disperato reagisce con la ripicca, sono guai. D’altronde, Leo avrebbe voluto sposare Andrea e, indovinate un po’? Proprio quel maledetto giorno in cui l’ha scoperta a letto con un altro, aveva deciso di farle una sorpresa e portarle l’anello. Leo è tempestato da emozioni negative, è come se fosse in guerra con il mondo intero. Dentro di sé e fuori si scatena l’inferno.

Il sentimento della vendetta si impadronisce di lui, facendogli compiere azioni inenarrabili, che da queste parti si definiscono “robe da chiodi” o “robe nere”.

In “Dente per dente” succedono cose oltre la linea di confine.

Volano parole e azioni ‒ diciamo incontrollate ‒, dettate dalla rabbia. dall’impulsività, dall’incoscienza e da un desiderio forse legittimi e sicuramente incuranti delle conseguenze. Leonardo cova del rancore nel suo VEV, piano Virile E Vendicativo. Ma non voglio dirvi di più sulla storia, perché non voglio rovinarvi lo spasso di una commedia satirica fighissima.

L’autore non si risparmia, ha una scrittura fresca, fluida e semplice

I dialoghi filano lisci coem l’olio e il lettore non può che rimanere incollato agli sfoghi emotivi e al “piano demolitore” di Leo, personaggio indubbiamente forte ed eccessivo, ma potete credermi, ultra-indovinato dal punto di vista narrativo; anche dal lato umano funziona parecchio, perché Leo è un insicuro, è uno che barcolla sopra (o sotto) le righe della sua pseudo love story.

Leo è schiavo della routine lavorativa, è stufo del suo carico di contraddizioni con le quali fa fatica a convivere

F. Muzzopappa rompe questa sorta di guscio protettivo dentro al quale il suo protagonista si trova prigioniero riuscendo a creare un equilibrio (seppure precario) nello squilibrio di Leo, grazie alla narrazione in prima persona, spontanea e priva di tabù. Questo aspetto fa prendere un sacco di punti al libro e all’autore che grazie a una capacità espressiva diretta, ha permesso a Leo, non solo di mettersi a nudo in modo eccellente, ma anche di controllare e alternare alti e bassi delle scene, buttando sale su una ferita amorosa aperta, restituendo ampio respiro ai pensieri repressi del suo personaggio, completamente fuori (come un balcone) e dagli schemi.

La trama è ultramoderna e ben costruita

A tratti diverte e a tratti pungola F. Muzzopappa, facendo emergere le fragilità di un uomo dal cuore tenero che ha perso il centro del suo mondo per restituire il dolore al mittente. Evidentemente, anche la bella e candida Andrea, che non si è concessa al fidanzato in nome di principi etico-religiosi non così solidi come invece voleva far credere, ha più di un conto in sospeso con se stessa. Chissà se riuscirà a chiuderli… tutti.

In “Dente per dente”, l’amore è come se fosse una bolla di sapone, leggera e vulnerabile, che si autodistrugge non appena sfiora una superficie rigida.

Si ride parecchio in “Dente per dente”, ma non si ride soltanto. L’intento è quello di lasciare qualcosa al lettore, che non risulti scontato o grottesco.

DEnte per dente

Eccoci al finale: “Heidi” o “Dente per dente”? Non ho dubbi: “Dente per dente”. Ho preferito Leo a Chiara. Muzzopappa in “Dente per dente” mi ha fatto dire: Wao, che penna! È stato padrone di ogni sillaba e mi ha convinta mooooolto di più (rispetto ad Heidi), scrivendo al maschile! Comunque, sono due libri Top, non leggerli sarebbe un vero peccato! Parola di Verba Spinosa.

Scheda libro e link all’acquisto

Autore: Francesco Muzzopappa

Titolo: Dente per dente

Collana: Le Meraviglie

Pagine: 218

Data Pubblicazione: 22-06-2017

Link all’acquisto

 


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