Cari lettori, bentornati a LIBRIinBOLLA, la rubrica di Verba Spinosa dedicata alle letture estive; il titolo protagonista della recensioneInFiore di agosto è Dal Mediterraneo, di Sofia Skleida ed Elisabetta Bagli.

In questo post vi descriverò le percezioni e le sensazioni che le due autrici sono riuscite a trasmettermi.

Dal Mediterraneo

Chissà quante margherite avrò deciso di assegnare a Dal Mediterraneo? Seguitemi e lo scoprirete.

Recensione a cura di Marina Atzori

Dal Mediterraneo, un viaggio spirituale attraverso l’ethos e l’amore per la vita”

Inizio col paragonare Dal mediterraneo a un viaggio spirituale, a una doppia confessione che non conosce segreti, e che, chiede di uscire allo scoperto, mostrandosi in tutta la sua bellezza stilistico-essenziale.

Andata e ritorno, in lungo e in largo, in mare aperto, da una pagina all’altra della vita passata, presente e futura. Le poetesse Skleida e Bagli dipingono scenari come due pittrici, ognuna di fronte al proprio quadro, diverso solo in apparenza. Andando in profondità, infatti, si percepiscono uguaglianza e corrispondenza d’intenti. Emergono, inoltre, l’incontro e l’approdo ad un’unica cornice, ad un unico porto sicuro, la poesia.

Ho interpretato ogni componimento come un insieme di fogli sottili e trasparenti, attraverso i quali è stato possibile intravedere e sentire, non solo i colori ma anche il pathos di entrambe le scrittrici.

Elisabetta Bagli scrive:

Rami

come mani al cielo

afferrano sogni,

intrecciano anime

indebolite dal vento,

insieme graffiano l’abisso

e si nutrono della stessa linfa

di salde radici

ancorate all’amore.

[…]

Passaggio tratto da “L’albero”

Sofia Skleida scrive:

Guardo la strada.

Tutto è diventato confuso nel nostro cammino.

Il pensiero mi porta lontano

osserva, ascolta,

ma invano…

La mente si eleva, accettando le cause di violazione

‒ dicono gli esperti ‒ del mondo sospeso,

architettonico e di vetro.

[…]

Passaggio tratto da “Stoicismo”

Dal MediterraneoPatria ed esistenza si uniscono e si separano, scambiandosi i ruoli.

Si evidenzia una Patria ostaggio dell’oblio e dell’oscurantismo, succube dell’inappartenenza. Oltre i muri, alti e invalicabili, c’è la polvere, c’è la desolazione. Tra colpe e discolpe, tra rabbia e disperazione, l’uomo si trova solo e vinto da un egoismo incondizionato che lo ha reso schiavo.

A trionfare nell’animo umano è la fragilità, vista come sentimento in lotta perenne con l’indifferenza; una fragilità che sembra aver perso lume e confine della ragione nel suo vagare, e preso, piuttosto, il sopravvento, sprofondando in un odio incomprensibile verso l’altro.

Durante “il viaggio” delle due poetesse, sembra affacciarsi all’orizzonte un’esistenza critica, incerta e disorientata; ma non è tutto, si tenta di abbracciare, metaforicamente, una Terra che sfugge, priva di quel significato, il rifugio, che persuade a restare; un senso di protezione che all’uomo manca e mancherà, all’infinito. All’umanità non resta che alimentare la solidarietà tra i popoli; non resta che avvicinare e tendere le mani. Questi sono i concetti fondamentali di Dal Mediterraneo.

Bagli e Skleida descrivono come navigare nel Nostro Mare, nel tentativo di rimanere a galla; come camminare nella Nostra Terra senza creare inutili sofferenze e affidandosi ai ricordi che, in alcune liriche, sembrano acquistare il dono dell’eternità. 

Le rievocazioni, seppure siano lontane, a tratti lontanissime, si rivelano motivo e ragione per risvegliare le coscienze da un lungo e remoto sonno; la memoria appare come rapita dalla Storia, “maestra di vita” di tutti i tempi, talvolta accantonata dall’uomo, per poi essere riconosciuta sottoforma di preghiera silenziosa, di ode e di supplica, in cui intervengono diversi riferimenti mitologici e ancestrali, che arricchiscono il piacere della lettura.

Aggiungo che, Dal Mediterraneo mi ha dato modo di interrogarmi sui fantasmi, sul caos che regna nell’universo interiore dell’essere umano, sul suo continuo vacillare tra Bene e Male, tra ciò che è giusto e ciò che non lo è.

In questo libro si cerca la pace dentro e la Pace fuori, dove il Mondo è di tutti, indistintamente; si ambisce a una Pace ormai esasperata, stanca dei soprusi e di essere offuscata, che fatica a giungere a destinazione, che sembra non arrivare al cuore di tutti, ma soltanto a quello di chi desidera accoglierla e prendersene cura; un armistizio che respinge gloria e bandiere issate in nome di falsi ideali; una tregua che induce a salvare un’infinità di vittime innocenti, una riconciliazione lenta e indebolita, che però non si è arresa.

A tal proposito, ho trovato significativo l’ultimo passaggio tratto dal componimento “Profughi” di Sofia Skleida.

[…]

In un mondo contradditorio avvolto nel teatro dell’assurdo

il domani è in agguato…

Promettendo cosa?

Ancora una volta affiorano dubbi e timore, due elementi concettuali costanti, soprattutto per Skleida, che si sofferma su un’essenzialità incostante. L’autrice trova conforto nella purezza della parola, nell’analisi della conoscenza e delle lacune emotivo-esistenziali in cui l’uomo è precipitato.

A dire la verità, non è stato semplice scrivere qualcosa che non fosse già stato scritto e commentato egregiamente da Domenico Pisana, poeta, critico letterario, e curatore di una precisa e attenta introduzione, che con una considerazione dopo l’altra, invita il lettore a cogliere le più piccole e significative sfumature letterarie della silloge.

Le pagine di Dal Mediterraneo mi hanno accompagnata verso una consapevolezza diversa, inaspettata, ancora più forte e decisa, su quanto sia comunicativa e importante la poesia, quando, come in questo caso, supera i confini, rompe i pregiudizi e scardina la paura di un futuro così profondamente ipotetico e compromesso.

Concludo scrivendo che, Dal Mediterraneo ha un punto di forza molto importante da sottolineare: è attuale. E per i temi affrontati, e per il modo di esprimersi di entrambe le autrici. La poesia, qui, è chiamata a superare, a infrangere ogni barriera attraverso la parola scritta, messaggera autentica e insostituibile di contenuti che non possono e non devono lasciarci indifferenti mai.

Con Sofia Skleida ed Elisabetta Bagli, l’arte poetica tocca le cose che contano: la Terra, l’immigrazione, la casa, gli affetti, la femminilità, la resilienza e, soprattutto, l’identità come valore imprescindibile.

Dal Mediterraneo è un libro che lascia il segno; una lettura destinata a chiunque desideri immergersi nei valori da riconquistare.

Lo stile delicato, ma allo stesso tempo intenso, con il quale Skleida e Bagli hanno affrontato l’etica-morale mi ha convinto fino in fondo. Perciò ho deciso di assegnare il punteggio fiore più alto a Dal Mediterraneo, 5margherite!

È stata una gioia immensa leggere, entrare e provare a comprendere il mondo poetico, lirico e armonioso di Sofia Skleida ed Elisabetta Bagli.

In questo libro c’è spazio anche per i sogni e per l’amore nei confronti del bene più prezioso che abbiamo: la vita.

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Descrizione

Sofia Skleida ed Elisabetta Bagli, con “Dal Mediterraneo”, pongono la firma ad una raccolta di poesie che offre al lettore una più ampia visione e nuovi orizzonti e itinerari dove il mare Mediterraneo diventa il background sostanziale di riferimento, lo sfondo storico, ambientale e culturale. Il contesto dentro cui si muove tutta la versificazione dell’opera; la stessa preposizione articolata “Dal”, è paradigmatica sul piano della struttura teleologica della raccolta, perché indica il punto locativo di osservazione e di incontro di due esperienze poetiche che si incrociano e si edificano, si uniscono e si diversificano, facendosi testimonianza di un cammino spirituale e culturale in dinamico divenire.

 

Titolo: Dal Mediterraneo

Autrici: Sofia Skleida ed Elisabetta Bagli

Genere: Poesia

Editore: Pasquale Gnasso

Prezzo: € 8,00

Pagine: 110

Lingue: italiano e greco

QUANTI SIETE…

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