Comunicare

Comunicare ai Tempi del Web non è semplice, ma…

Nonostante l’immediatezza dei meccanismi Social porti a pensare il contrario, comunicare ai Tempi del Web non è una cosa semplice. Gli imput sono tanti, le fonti idem. Ogni artista vorrebbe la ricetta segreta (ammesso che ne esista una) per raggiungere un buon numero di follower attraverso una comunicazione fluida ed efficace. Come fare? Quali sono i presupposti per stabilire uno scambio interculturale il più possibile attivo? Proviamo a capirlo insieme parlando di leaeder, di Social e di arte di comunicare.

Comunicare

Che cosa significa comunicare, innanzitutto, con e senza Social?

  • Trasmettere un messaggio.
  • Fare in modo che (il messaggio) vada a buon fine.

Tutto qui? Neanche per idea. La reazione a catena è appena iniziata. Per arrivare al nocciolo della questione occorre intrecciare ciascun anello. Sebbene nel virtuale non si presenti l’imbarazzo di affrontare una presenza fisica dell’altro e sia più semplice esprimere il nostro “lato oscuro” attraverso la scrittura, bisogna tenere conto di alcuni concetti basilari.

  • Tempo e spazio. Il primo dovete ricavarlo, mentre il secondo, indovinate un po’? Dovete guadagnarvelo con il sudore della fronte, attraverso la costanza e il confronto.
  • La costanza prevede la presenza e il confronto? Emergerà tramite lo scambio reciproco di idee.

Non male mettere insieme il tutto, vero? Veniamo ora (per non farci mancare niente), al significato della parola “comunicatore” e alle domande più assillanti degli aspiranti comunicatori internauti.

Comunicare

comunicatore
/co·mu·ni·ca·tó·re/
sostantivo maschile
1. Chi, all’espressione chiara del proprio pensiero, accompagna la facoltà di convincere, persuadere, trascinare.
2. Chi opera nel settore delle comunicazioni di massa o se ne sa servire per diffondere le proprie opinioni.

Quand’è che un post può diventare interessante per una qualunque collettività? Chi è il Social leader? Esistono delle regole precise per diventare un influencer? Sui Social Network ci sono più pecore o più pastori, ossia, più gregari o più comandanti? Come dicevo poco fa, sono una serie di cose a stabilire se possiate o no raggiungere l’obiettivo numero uno della comunicazione ai Tempi del Web: la visibilità e la socializzazione.

Che cosa non dovrebbe mancare ai fondamentali di un buon modo di comunicare?

The winners are…

Comunicare

  • La predisposizione al dialogo.
  • La ricerca di un rapporto umano da parte delle persone.
  • Il beneficio del dubbio.

Questi punti di partenza potrebbero sembrare banali ma non lo sono. Anzi, sapevate che uno dei motivi per cui il procedimento di comunicazione si interrompe, è proprio il fatto che siano sottovalutati il dialogo e il rapporto umano? Predisposizione e ricerca sono importanti perché non solo favoriscono l’interazione, ma aiutano a oltrepassare una prima fase delicata in cui interviene la diffidenza. A proposito di fiducia, il beneficio del dubbio è essenziale per aprire le porte a una nuova conoscenza. In generale è piuttosto complicato conquistarsi la stima e la simpatia di qualcuno, figuriamoci da un monitor all’altro. Pertanto sarebbe opportuno tentare di rafforzare da subito, gli elementi che avete in comune con il vostro interlocutore. La regola è: siate cortesi e riceverete cortesia. Poi ci sono le eccezioni e i possibili fraintendimenti… in questi casi giocatevi il jolly dell’indifferenza o adoperate le emoticons. Le icone emotive servono a stabilire un equilibrio e a rendere le intenzioni più chiare laddove le parole da sole non bastano e possono essere fraintese.

Comunicare

Per andare avanti e semplificare alcuni concetti, ho deciso di rendere protagonisti del mio post, pastori e pecore, naturalmente li utilizzerò in senso metaforico. Sarà a vostra discrezione trarre una libera e (spero) soprattutto leggera interpretazione di ciò che sto per scrivere. Se vorrete, potrete persino scegliere da che parte schierarvi e individuare in quale delle due categorie (pecora o pastore) di appartenenza vi sentite più a vostro agio. Potrete fare la stessa cosa pensando alle vostre conoscenze o “amicizie”, nate sui Social.

Social

ComunicareIl pastore ha un ruolo chiave è uno che mette ordine, che governa il bestiame. Egli dirige e conduce il gregge come nessun altro sarebbe in grado di fare, imponendo una direzione, con e senza bastone, raggruppando nei rispettivi recinti gli elementi altrimenti sparpagliati. La stessa cosa, a grandi linee, succede nel comunicare sui Social. “Il Pastore-Social”, di solito, si improvvisa punto di riferimento di un gruppo. La maggior parte delle volte è un fuoco di paglia perché incentra tutto su se stesso facendo finta (anche male) di mettere al centro gli altri. Il quadretto del Web si presenta quasi in questo modo: da una parte una serie di presunti leader, dall’altra una massa che tende (non tutti eh!?) ad accodarsi, a seconda della quantità di pollici in su e dei commenti sotto i post. Per quale ragione sto usando il termine “presunti”, riferendomi ai leader? Perché una volta (quando ero giovane io) e anche adesso, il leader non era e non è un “Vate” convinto di se stesso. Tutt’altro. Il vero leader è spontaneo e in parte inconsapevole del potere persuasivo che si ritrova. In comunicazione, infatti, il leader è una persona che spicca perché dotata di una forte empatia, di spirito di adattamento, di capacità innata nel relazionarsi. Il segreto di un leader è influenzare, intrattenere, dare opinioni e confrontarsi con gli altri senza mettersi in primo piano. Il resto è qualcosa di indefinibile che dura poco. Nella leadership vera, dunque, prevale il carisma senza secondi fini. Un buon leader, in parole povere, non dovrebbe sentirsi un gradino sopra gli altri o primeggiare. Anzi. Sono le persone stesse a riconoscere un valore alla personalità del leader. Soprattutto nell’ambiente virtuale, le differenze tra un leader e un non-leader ci sono e si vedono. Sono sottili sottili, ma esistono e avanzano day by day. Parlando di influencer a livelli più alti, spesso i più seguiti sono agevolati e sostenuti dalla macchina dei Media e dai giornali. A chi non ha questi potenti mezzi, non resta altro che rimboccarsi le maniche e condividere con altre persone le stesse passioni. Rispetto a qualche tempo fa le cose sono cambiate. Si studia e anche parecchio come diventare leader. Si è aggiunta la parola ship (nave) per rinvigorire il concetto di “comando”.

Chi o cosa comandano sui social? I pastori o il gregge?

La risposta è semplice: dimmi quanti like hai e ti seguirò.

Questa è sicuramente una delle maxime più gettonate, ma è anche il modo migliore per perdersi nella mischia.

È tutta una questione di equilibri tra le parti.

Poi ci sono altre considerazioni che fanno pensare al gregge e ai pastori e ai limiti di certi meccanismi social.

Vediamo solo qualche esempio…

Comunicare

  • Un post giudicato interessante in molte occasioni non è commentato se non sono presenti altri commenti.
  • Un like tira  l’altro. Anche se un post piace non viene piacciato se non ci sono altri like.
  • «Vediamo chi ha piacciato. Se non c’è Pinco Pallo col cavolo che metto il like».
  • «Caio scrive cose sensate. Io le condividerei le sue opinioni. Però, Caio è amico di Tizio che ha litigato con Sempronio che non è più tra gli amici di Tizio. No, non posso. Se no Tizio si offende.»

E avanti così, fino all’alba.

Sui Social, diversi contenuti sono condivisi solo perché lo fanno tutti e non perché si ha una forma mentis ben precisa.

Questo modo di agire ha ben poco a che vedere con il comunicare e con l’arte di un comandante (per rimanere in tema) di saper reggere il timone. Ora come ora, ci vorrebbe un manuale di istruzioni per sapere come sia giusto comportarsi e muoversi  nella comunicazione. Spesso si accostano ai Social parole come: interazione, dinamiche di gruppo, persuasione, potere, obiettivo, tutto questo senza aver aperto nemmeno mezzo libro in materia, o magari avendo aperto quello sbagliato. Qualcosa è cambiato, come dicevo. Non è ancora ben chiaro se si stava meglio quando si stava peggio. Mi sto accorgendo che è il gregge a prevalere e non solo sui social.Comunicare Tuttavia, c’è un “ma” piuttosto importante: spesso, nelle persone, mancano capacità critica e competenze. La domanda è questa: i leader, quelli senza like nel curriculum, quelli che esprimono un parere senza la pretesa che diventi algoritmo, quelli con un’adeguata conoscenza, dove sono finiti? E se poi, per puro caso, si ha un’idea diversa dalla massa, cosa succede? No problem, non se ne accorgerà nessuno. Riassumendo, la missione è: diventare topics e analytics, non a qualunque costo. ComunicareLe pagine Social sponsorizzate costano un salasso e non è detto che vi portino ai risultati sperati. Il mondo e non solo i Social, sono pieni di pecore che se non vi seguono normalmente, è difficile che lo facciano perché vi notano per caso. Ci tengo a dire una cosa in chiusura. Per me le cose cambiano lo stesso e a prescindere dai like, perché mi piacciono le voci fuori dal coro e sono pronta ad ascoltarne altre, che come me, devono ancora imparare una cosa, forse: quando si nasce piccoli, piccoli si resta e non è detto che diventare grandi serva, in certe occasioni. Chissà, magari… il pastore, stufo di radunare il gregge nello stazzo a ogni tramonto, un bel giorno, potrebbe svegliarsi e al canto del gallo cambiare idea e decidere di fare il contadino, per esempio. Semina oggi, semina domani… certo, qualcosa di nuovo potrebbe accadere, dipende. Dipende dai semi e da quanto è disposti lavorare la terra. E non solo, è importante anche con chi si raccoglie e con chi si condivide il raccolto. Io, nel frattempo, Social Network a parte, non mi schiero né dalla parte delle pecore né da quella dei pastori. Anzi sapete che vi dico: quoto il contadino (strano vero?!).
Vuoi approfondire con un articolo sul Blogging… clicca QUI   |   Vuoi visitare un blog amico di Verba Spinosa? Clicca QUI

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Comunicare ai Tempi del Web non è semplice, ma...