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Blogging: dieci errori da evitare e non solo…

Blogging: abilità letteraria? No grazie! Keep calm, dunque. I Promessi Sposi stanno ad Alessandro Manzoni come il dono della sintesi sta alla figura del blogger. Una precisazione: il fatto che siate autori di buoni libri aiuta. Saper scrivere è la base. Tuttavia il blog non ha niente a che vedere con lo stile di scrittura che adoperate per i vostri romanzi. È il come la variabile più rilevante. Dunque, potete fare un sospiro di sollievo. Per gestire un blog servono: idee, semplicità di esposizione, costanza, pianificazione e il sapersi rinnovare. Siete pronti a convincere, informare e raccontare? Se la riposta è sì. Mettetevi comodi e prendete in considerazione l’idea di aprire un blog e scriverci qualcosa d’interessante.

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Il blogging sta diventando uno dei modi di comunicare più seguiti nel Web. Certo, scrivere articoli per un blog e saperlo fare bene non è la cosa più facile del mondo, ma non disperate, tutto è possibile. Infatti, a fare la differenza, tra un blogger bravo e uno meno bravo, non è l’abilità letteraria bensì la capacità di sviluppare idee e tematiche attraverso uno stile quasi “friendly”, vale a dire non troppo impegnativo ma propositivo. Insomma, che stabilisca un dialogo con il lettore già dalle prime righe.
Questa sorta di agenda on line non solo è un biglietto da visita molto importante ma è anche una vetrina da allestire e personalizzare per aumentare la visibilità.

Attenzione però, a non cadere nella rete dei 10 errori più comuni dei blogger alle prime armi.

Vediamo quali sono:

  1. “Specchiandovi” troppo in questo potente mezzo correte il rischio di renderlo un museo fornito dei soli “vostri trofei”. Cosa significa? Che nelle pagine potete inserire tutti i vostri traguardi e le informazioni che vi riguardano: biografia, libri che avete scritto, Premi che avete vinto, etc… ma negli articoli dovete parlare di altro. Altro vuol dire raccontare, dare qualcosa al lettore. Ogni articolo deve avere uno scopo, un tema e un pubblico (target).
  2. Attenzione a non sbagliare registro linguistico. Il blogger è una sorta di animatore degli argomenti che ha scelto di trattare. Il suo compito è di essere scorrevole, equilibrato, di rendere il linguaggio il più semplice  e meno noioso possibile. Per capirci: le pergamene lasciatele agli Antichi Egizi.
  3. No agli articoli troppo lunghi, ma neanche a quelli telegrafici. Ogni post deve contenere almeno 300 parole. Dono della sintesi ok, ma non fate i braccini corti, scrivete quel tanto che serve per un post completo.
  4. No al vecchio stile: introduzione, sviluppo e conclusione. Sì alla piramide inversa, ossia, notizia e contorno. Lasciate i dettagli per ultimi.
  5. No ai font troppo pesanti e pieni di riccioli inutili. Stancano. Privilegiate quelli semplici come Times, Arial, Georgia, etc. No al passo oltre il 12 per i paragrafi, non esagerate nei sottotitoli, è sufficiente 18pt. Non abusate del grassetto e dei puntini di sospensione. Idem per il maiuscolo. Siate parsimoniosi con l’uso di questi dettagli perché sono elementi di disturbo della lettura.
  6. No agli articoli privi di immagini. Sono tristi. Cercate sul web, esistono siti in cui le licenze vi permettono di usare materiale fotografico che impreziosisce da un punto di vista estetico i vostri post. Inoltre l’immagine ha il compito di smorzare un testo corposo. Una bella fotografia è la garanzia di fare bella figura. Occhio però. Se il testo fa schifo ai cani… ciao banane!
  7. No a ripetersi, coinvolgete i colleghi, invitateli per un’intervista. Essere ospitali e farsi conoscere come persone socievoli, e non come dei Grizzly, sono le basi del blogging.
  8. Non chiudetevi nella Torre come Quasimodo, siate aperti a nuove proposte, a collaborazioni con altri blogger. L’unione fa la forza!
  9. Non sottovalutate il ruolo del target. Più sarete multistasking più possibilità avrete di essere raggiunti dai lettori.
  10. Non smettete di leggere, mai. Leggete gli altri e informatevi (con fonti attendibili). Questo vi aiuterà nella padronanza linguistica e a non scrivere castronerie.

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E poi, altro aspetto importantissimo per essere un buon blogger: non tentate di farlo diventare la brutta copia di una redazione giornalistica, non vi porterà a granché. A ognuno il suo lavoro. Riflettendo d’altronde, anche noi autori storciamo il naso quando vediamo i Vip o i calciatori sulle copertine dei libri. Non trovate?

Siate credibili e onesti con voi stessi cercando di non sconfinare in quello che non è il vostro pane quotidiano. Il giornalismo è un’altra storia rispetto al blogging. (Chevelodicoafare!)

Il mio consiglio terra terra è: fate blogging e scrivete di quello che conoscete

Comunque ancora prima di iniziare a preparare un calendario editoriale, devo dirvi che aver preso la decisione di aprire un blog è già un grosso passo avanti. Le persone che vorranno sapere chi siete, finalmente avranno la possibilità di andare a curiosare, magari una volta, due, tre e se lavorerete bene anche di più.

Il punto di forza più importante di un blog è che avete a disposizione un diario on line in cui esprimervi liberamente e a tutto tondo.  Un’alternativa valida alla pagina facebook, senz’altro più auto-limitante anche per il discorso dell’indicizzazione e degli algoritmi

O decidete di aprrne una a pagamento (pagina), altrimenti è facile che andiate a finire nel Triangolo Delle Bermuda…

Sabbie mobili ‘facebookkiane’ a parte, per andare oltre la soglia d’apertura di un blog, c’è da fare e parecchio. Bisogna aggiornarlo, svilupparlo, rinnovarlo con idee, magari non nuovissime per la rete ma rinfrescate grazie al vostro stile. Il blog è tipo il vecchio giochinoTamagotchi. Se lo trascurate, muore. Semplice no?

Vediamo come fare affinché non avvenga questo. Anche se non esiste una ricetta vera e propria. Esistono tuttavia, svariati ingredienti con i quali potrete sbizzarrirvi. Basta avere voglia di scoprire i meccanismi di questo mondo che potrebbe apparire distante dal vostro sulle prime, ma non così tanto, se utilizzato in maniera intelligente.

Non tutti sono in grado di sostenere l’impegno di un blog. Come accennato poco fa, a un certo punto, vi troverete a fare i conti con: calendari editoriali, SEO, Google Suggest, aggiornamenti, tag, categorie, hashtag, plugin, widget, html… non preoccupatevi prima di tutto questo bel mucchietto di roba (di cui vi parlerò prossimamente), ci vogliono le basi dell’articolo di oggi. Poi, per non farsi mancare niente, aggiungete Q.B. (quanto basta) di costanza, impegno, ingegno e TEMPO (quello che manca sempre). Pensate che sia tutto, anche se non è poco? Fate male. 

Fare blogging richiede un’attenta e accurata progettazione

bloggingAffrontiamo i due punti cardine imprescindibili per un blogger: professionalità e coerenza. Proviamo a pensare al target per il quale scriviamo. Non è di certo semplice trovare temi nuovi che attirino il vostro lettore-tipo, ma è ancora più difficile lanciare un titolo accattivante, e scrivere in modo semplice e immediato. Il blogging è il padre segreto delle frasi corte e delle titolazioni efficaci. Non dimenticate quindi questo promemoria, quando vi accingerete a creare il vostro primo post. Ovviamente, se siete scrittori create un mondo intorno ai libri e all’arte. Spaziare fa bene. Vi permette di migliorare e aprire la mente a qualcosa di nuovo.

I termini difficili non si confanno al blogging, stroncano la lettura. Occhio anche alle autocelebrazioni

Ciò che scriverete, sarà più scorrevole senza orpelli. D’altro canto, il blogging è l’erede indiscusso della comunicazione internauta e poiché tale, necessita di un linguaggio armonico,  chiaro, idoneo al contesto digitale. Più comprensibile sarà il vostro modo di esprimervi, più vi avvicinerete alla garanzia di essere letti fino in fondo, magari da una cerchia più ampia.

Se volete ottenere risultati, più o meno soddisfacenti, abbandonate la leziosità linguistica, i termini forbiti e quel “narcisismo” di cui ho parlato all’inizio. Mettereste la vostra gigantografia sulla porta d’ingresso del vostro negozio? Ecco, secondo la risposta che darete a questa domanda, potrete spuntarla, altrimenti iscrivetevi su Istagram e tentate di fare gli influencer. Il blogging non è una vetrina esclusiva di voi stessi ma delle vostre passioni da condividere con gli altri.

A proposito. Quando potete, fatelo. Condividete, confrontatevi e commentate. Tenete comunque presente che il vostro compito più arduo sarà quello di coinvolgere, tenere un ritmo fluido, attirare già a partire dal titolo. I primi due – tre secondi di lettura di un post saranno fondamentali affinché questo possa accadere. Insomma, la parola d’ordine non è “abracadabra” bensì convinzione, e per convincere bisogna leggere, leggere, leggere e scrivere, scrivere, scrivere altrettanto, se non di più ancora!

Quali difficoltà riscontrate nel gestire un blog?

Cosa vi frena dal curarne uno, anche solo a livello amatoriale?

Sotto quali aspetti vi sentite meno preparati?

Aspetto i vostri commenti!

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