Alberi e piante, in passato, erano associati a divinità o venivano assunte come simboli di carattere religioso, spirituale ed esoterico. Non è un caso, quindi, che anche nel presente siano tra gli elementi fondamentali e necessari alla vita sulla Terra. Parliamone.

Alberi

Vi è mai capitato di fare una passeggiata nel bosco, di voler staccare dal caos della città? Se la risposta fosse sì, sarebbe interessante sapere che cosa avete provato, o meglio, che cosa avete scoperto di voi stessi. Se la risposta fosse no, be’… non sapete cosa vi siete persi, ma siete pur sempre in tempo per rimediare.

Nel caso in cui “rimediare” vi sembri troppo, non siatene convinti fino in fondo, perché da alcune ricerche è emerso che, chi è entrato almeno una volta a stretto contatto con la natura del bosco o della foresta, è a sua volta entrato in contatto con gli angoli più remoti di sé stesso, traendone non pochi benefici, fisici e mentali.

E, a proposito di benefici… sapevate che abbracciando un albero, per esempio, si possono riacquistare forza e serenità? Oppure che, perdendosi nella sua maestosità, potreste lasciarvi alle spalle la negatività del tran-tran quotidiano?

Che ci crediate o no, ascoltando i rumori del bosco, luogo carico di magia e di suoni quasi impercettibili, potrete imparare a mettere da parte i pensieri superflui e, di contro, avvicinarvi, entrare in simbiosi con l’essenziale, l’attenzione per le piccole cose, quelle che servono per andare avanti tutti i giorni.

Il bosco non è solo un regno buio, di “piccole” e speciali “cose” che si sentono e difficilmente si vedono, ma è un insieme di percezioni sottili sottili, di esseri viventi, ognuno speciale a suo modo.

I primi esseri viventi sono proprio gli alberi

Poi, ci sono: i nidi, gli scoiattoli, i daini, le volpi, i ghiri, le cicale e gli uccelli. Intorno agli alberi ruotano due aspetti non trascurabili: l’eccezionalità della natura e la salvezza dell’essere umano.

Orsi, lupi, insetti, foglie e frutti d’ogni tipo, tuttavia, non si limitano a fare da cornice a questo tipo di ambiente, ma si traducono in un equilibrio ignoto ai più: l’ecosistema, dove chiome d’ogni colore, fiori d’ogni fragranza, animali d’ogni specie trovano casa e non la abbandonano, nonostante gli incendi, l’incuria dell’uomo e la furia dei cambiamenti climatici.

Ecco che il bosco potrebbe assumere per ciascuno di voi accezioni differenti: casa, rifugio, tana; tavolozza e opera d’arte per pittori, scrittori e poeti.

Qualsiasi definizione abbiate scelto, camminare sulle foglie, passeggiando tra muschi, cespugli di lampone e ginepro, sentire i vostri passi, soffermarvi sui dettagli e dare loro l’importanza che meritano, potrebbe rivelarsi un’esperienza irripetibile e creare un’empatia, un legame indissolubile tra voi e il valore inestimabile degli alberi.

Di fatto, il bosco non è “soltanto” un patrimonio di schemi cromatici, aromi floreali e fruttati che fanno bene all’anima, ma una ricchezza ambientale da difendere, perché possiede la capacità unica, seducente e misteriosa di aiutarvi a riavvolgere il nastro e a respirare aria buona.

Se pensate, quindi, che le vostre emozioni siano importanti, allora sarete portati a credere che anche il bosco lo sia, e possa in qualche modo custodire una segreta parte dei vostri pensieri, magari tra gli intrecci degli alberi, padroni assoluti di uno scenario in grado di trasmettere energia pura, derivata da luci e ombre, arbusti e rigagnoli, fringuelli e ghiandaie.

Be’, se ancora non l’avete fatto, vi invito a pensare a tutto questo e a quanto “tutto questo” stia sfuggendo di mano, stia diventando precario

Provate a sorprendervi nel bosco, nonostante siano molteplici i volti oscuri che lo caratterizzano. Tra i tanti, la paura di attraversarlo, il silenzio surreale, spezzato da rumori inquietanti, ragnatele invisibili, dalla leggenda metropolitana del pericolo d’incontrare il lupo cattivo. Per qualcuno potrebbe essere così, ma la verità vera è un’altra e spaventa molto di più delle presunte insidie del bosco: ogni anno perdiamo 15 miliardi di alberi, 15 miliardi di alleati contro il cambiamento climatico. Vi fa ancora paura il bosco?

Forse, dico forse, è il bosco ad avere più paura di noi.

Alla prossima, cari lettori!

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